Infermieristica Olistica: come esaltare l’assistenza!

Infermieristica olistica: un'affascinante futuro assistenziale
Infermieristica olistica: un'affascinante futuro assistenziale

L’infermieristica olistica è senza dubbio una delle evoluzioni più interessanti a cui possiamo ambire. Ma di cosa si tratta nel particolare?

Ce lo spiega il dottor Francesco Burrai, con un intervento in esclusiva per Assocarenews.it

 

Non possiamo pretendere che le cose cambino

se continuiamo a fare le stesse cose.

Albert Einstein

 

Il termine olismo deriva dalla parole greca όλος holos, totalità, che costituisce la base semantica del termine moderno olismo. Nel paradigma olistico le proprietà di un sistema non possano essere derivate solo attraverso la conoscenza prodotta dalla conoscenza delle singole componenti, e in base alla teoria dei sistemi, il tutto possiede un significato maggiore e diverso dalla semplice somma delle parti.

Applicato all’essere umano, la comprensione fenomenologica, epistemologica e funzionale è legata alla condizione di integrazione e inter correlazione delle parti, senza l’uso di una metodologia riduzionistica di stampo meccanicistico, newtoniano-cartesiano. Nell’uomo, il suo network è formato da componenti biologiche, psichiche, spirituali, culturali, sociali connesse con l’ambiente, in una interconnessione inscindibile tra le componenti, in cui flussi di informazioni hanno caratteristiche circolari, dinamiche con feedback tra le informazioni, dove ogni cambiamento in uno di questi livelli influenzerà simultaneamente e istantaneamente tutte le altre parti che compongono il sistema uomo-ambiente.

Le implicazioni filosofiche, epistemologiche e pragmatiche per l’infermieristica sono rilevanti.

Storicamente e per natura intrinseca, l’infermiere è olistico, ma le condizioni organizzative e culturali hanno modificato questa natura, a favore di una infermieristica legata non più alla visione dell’uomo in senso globale, ma ad una visione riduzionistica, dove il focus è solamente il corpo malato, cha ha bisogno di essere “assistito” in una sua parte specifica, e di conseguenza di un’assistenza specializzata all’organo, non alla persona. Allora l’essere umano diventa una macchina-corpo, necessaria di riparazioni, e la malattia, la disabilità sono considerate come entità oggettive, separabili, misurabili e modificabili, che non possono essere influenzate da pensieri ed emozioni.

Nel modello olistico, il dolore e la malattia hanno anche nella componente psicosomatica, biologica, psicologica, sociale e spirituale i loro fattori eziologici. L’intervento infermieristico olistico, si basa sulla conoscenza e la consapevolezza che l’essere umano è un’interconnessione di corpo, mente, spirito, ed energia, in cui le componenti sociale, culturale, relazionale, e ambientale giocano ruoli importanti nel mantenimento della salute e del benessere individuale. Per tale ragione, l’azione assistenziale olistica è indirizzata verso l’individuazione delle risorse e del potenziale terapeutico e rigenerante del sistema mente-corpo.

Il mondo dei sintomi e dei segni non è più interpretato in maniera riduttiva come dato clinico, che richiede un trattamento specifico secondo il modello cartesiano e newtoniano, ma come nuovo linguaggio, forma di comunicazione del tutto, del sistema uomo, con significati molto più ampi, che può condurre alle vere cause del problema, che non sono mai uniche. La salute non è definita da un’assenza di malattia, dualità tipica del modello biomedico, ma da una condizione di stato, da una qualità di condizione intesa come integrazione ed equilibrio del sistema individuale interconnesso con l’ambiente.

Ogni persona diventa un sistema unico, diverso da ogni altro individuo, perché la complessità individuale e la sua continua trasformazione nello spazio e nel tempo non permetteranno mai di identificare individui con le medesime caratteristiche, ed ogni soggetto ha percezioni peculiari del mondo interiore ed esteriore, percezione che muta nel suo divenire esistenziale, allontanando così ogni possibile tentativo di definizione che punti a dare una determinazione, una descrizione completa di una percezione umana.

Ogni persona possiede capacità, risorse, energie che conducono al miglioramento della sua condizione, fino alla possibile guarigione, e tali capacità sono innate. L’infermiere olistico aiuta la persona a identificarle, indirizzarle, potenziarle e soprattutto ad usarle.

 

L’ Infermieristica Olistica

L’assistenza infermieristica olistica si esplica attraverso l’unione e la sinergia della dimensione scientifica, intuitiva, creativa ed artistica del nursing. Dal punto di vista scientifico, l’assistenza olistica si basa sulle teorie, sulla ricerca quantitativa, qualitativa e mixed -method, sulle evidence based nursing, sulle prove di efficacia. Le teorie utilizzate sono di natura sia infermieristica sia multidisciplinare, e hanno in comune una filosofia, una visione della realtà caratterizzata dall’elemento di interconnessione di un sistema indivisibile e non frazionabile.

Dal punto di vista teorico, la dimensione olistica è connaturata con la nascita dell’infermieristica. Infatti Florence Nightingale vede la persona con un ottica globale, di unità tra la componente biologica, mentale e spirituale, non solo, ma le considera in connessione vitale e reciproca. Dunque la visione olistica è in essere nell’essenza dell’infermieristica. Dopo la fondatrice dell’Infermieristica, diverse teorie hanno approfondito questo modello, tra cui la scienza dell’essere umano unitario di Martha Rogers, la teoria della salute come espansione della coscienza di Newman, la teoria dell’assistenza transculturale di Madeleine Leininger, la teoria del divenire umano di Rosemarie Rizzo Parse, la teoria dell’assistenza infermieristica umanistica di Paterson e Zderad e la teoria del modellamento e del modellamento di ruolo di Helen Erickson. Numerose sono anche le teorie di natura non infermieristica, che hanno per oggetto i fenomeni della coscienza, della consapevolezza, dei campi di energia e la fisica quantistica.

La ricerca di tipo olistico permette lo sviluppo continuo della conoscenza, delle teorie e della filosofia olistica, con particolare riguardo agli interventi. Gli interventi olistici sono definiti come trattamenti non farmacologici, oppure come terapie complementari, e la ricerca internazionale sull’efficacia è molto sviluppata e di alto livello qualitativo nella produzione di best practice, di linee guida, protocolli. La disseminazione delle evidenze scientifiche è attuata attraverso la pubblicazioni di articoli su numerose riviste scientifiche internazionali con impact factor e su tale base scientifica e sulle teorie contemporanee più avanzate, l’infermiere olistico sviluppa e utilizza le risorse personali di intuizione, creatività, presenza e consapevolezza.

La coniugazione tra la parte scientifiche e quella intuitiva, creativa ed artistica è inserita in un processo di assistenza infermieristico di natura olistica, strutturato nelle classiche fasi di raccolta dati, diagnosi, identificazione degli obiettivi, pianificazione, attuazione e valutazione finale. Questo processo si può essere contestualizzato all’interno di linguaggi standard, come per esempio quello della tassonomia NNN (NANDA-I,NOC,NIC) con utilizzo delle diagnosi infermieristiche NANDA-I, degli interventi infermieristici di natura olistica presenti nei NIC ( Nursing Interventions Classifications) e della classificazione dei risultati infermieristici NOC ( Nursing Outcomes Classifications).

L’infermiere olistico possiede i valori etico-morali di unità, globalità, personalizzazione, umanizzazione, dignità, responsabilità e legalità, e mantiene una costante apertura mentale verso modelli, filosofie, paradigmi e approcci provenienti da altre culture, che portano a diverse e nuove definizioni di salute, sofferenza, malattia e guarigione, con lo scopo di inglobarle nel processo di assistenza infermieristica, sviluppandone dunque l’elemento interculturale a favore della personalizzazione dell’assistenza allo scopo di essere dalla parte della persona, ovvero “dall’altra parte”.

 

Conclusioni

Nell’era contemporanea, le persone possiedono un più alto livello culturale e quando accedono al mondo sanitario, chiedono di non subire più quel processo disumanizzante in cui la loro esperienza di sofferenza o di malattia venga ridotta alla sola identificazione tecnica di un segno, di un sintomo, di un dato biochimico o di un organo malato. Questa visione dell’individuo da parte di molti sanitari è dovuta ad una percezione dell’essere umano solo come una complessa bio-macchina, portatrice di un “ guasto”, che deve essere “riparato” solo con opportune somministrazioni di molecole o interventi chirurgici. Questa condizione spersonalizza l’individuo, e lo svalorizza, perché in tale approccio non ha importanza “ clinica” ciò che la persona percepisce, intuisce e ‘sente’ della sua condizione esistenziale.

Questa realtà ha condotto e conduce tuttora a pregiudizi e conflitti tra la popolazione e il mondo dei sanitari, di cui l’incremento delle controversie giudiziarie, l’incremento progressivo delle polizze assicurative tra i sanitari e la medicina difensiva ne sono un esempio.

La società di oggi, dunque, accetta sempre meno di subire un intervento sanitario in cui non è contemplato la considerazione della persona come essere umano globale, e in tale nuovo contesto culturale e sociale, appare strategico offrire alla popolazione un’assistenza infermieristica olistica, dunque non più caratterizzata solo da attività tecniche e farmacologiche, ma anche da interventi non farmacologici, di humanities, che possano rispondere ai nuovi bisogni dell’utenza di oggi.

Dati olistici importanti sono presenti nella ricerca, formazione e nell’assistenza. Nella progettazione e nell’attuazione dei trials presentati, si è evidenziato un notevole interesse degli studenti di Infermieristica, la loro disponibilità nell’acquisire una metodologia scientifica applicata alla ricerca olistica, acquisendo competenze non solo teoriche, ma anche pratiche ed applicative durante le varie fasi dei protocolli e nelle sperimentazioni. Fondamentale e prezioso è ed è stato l’apporto degli infermieri nell’organizzazione e nell’attuazione dei vari protocolli e sperimentazioni presentate in questo articolo, sia a livello dirigenziale, di coordinamento che assistenziale. Senza tale contributo, sarebbe stato impossibile l’attuazione degli studi.

Nella formazione, l’insegnamento di Infermieristica Olistica ottiene un notevole interesse, dimostrato dagli ottimi numeri di scelta di questo insegnamento da parte degli studenti e di presenza alle lezioni da parte degli stessi, nonché dall’elevato numero di richieste di tesi in tale insegnamento e dalla qualità di tali tesi come già evidenziato nell’articolo.

Nell’assistenza, moltissimi infermieri sentono l’esigenza di un’assistenza diversa, dove i fenomeni di stanchezza, demotivazione, burn out, turn over sono legati sia a componenti organizzative, ma anche all’esigenza di avere nuovi strumenti di tipo olistico da poter offrire ai pazienti. Questo nuovo background, questa nuova visione è presente tra i bisogni formativi dei professionisti, ed è espressione di una esigenza profonda e radicata nella professione.

Molti infermieri chiedono che tipo di formazione strutturata esista in infermieristica olistica in Italia, e per rispondere a tale domanda è auspicabile un potenziamento nei percorsi universitari ed ECM di attività formative olistiche, per l’acquisizione di specifiche competenze.

 

L’introduzione sistematica delle competenze olistiche nell’assistenza infermieristica, stimola una nuova apertura culturale, organizzativa, scientifica ed assistenziale con notevoli ricadute nel mondo della sanità e nella società contemporanea.

 

Dr.Francesco Burrai, PhD

Servizio Professioni Sanitarie, ATS Sardegna

 

 

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