Incendio Roma: 400 pazienti, infermieri e oss in fuga dalle fiamme!

Fiamme alte in ospedale
Fiamme alte in ospedale

Incendio in ospedale

A Roma l’ospedale Villa San Pietro prende fuoco: notte di terrore, evacuati 400 pazienti!

Notte di paura al “Villa San Pietro” di Roma dove è andata a fuoco la centralina elettrica dell’emodinamica al piano -1. La palazzina dell’ospedale sulla Cassia è stata invasa da fumo conseguente all’incendio che è subito divampato. Evacuati due reparti. I vigili, coordinati dal comandante Giampietro Boscaino, sono subito intervenuti e le fiamme sono state domate intorno alle 7.

Secondo quanto si è appreso, intorno alle 4 si è sviluppato un piccolo rogo per un cortocircuito al generatore del blocco operatorio che ha sprigionato molto fumo. Il fumo avrebbe raggiunto anche la Rianimazione. La direzione sanitaria d’accordo con i vigili del fuoco ha ordinato il trasferimento dei 400 pazienti ospitati in altri nosocomi della città. L’allarme nell’ospedale San Pietro di via Cassia è scattato intorno alle 4 della scorsa notte. Sul posto vigili del fuoco e polizia. 

L’assessore regionale alla Sanità ha ordinato il trasferimento di 400 pazienti. «Stiamo trasferendo tutti pazienti negli ospedali vicini , a partire da quelli in terapia intensiva – ha spiegato l’assesore Alessio D’Amato . Sono coinvolti tutti gli ospedali romani, a seconda delle specialistiche necessarie, partendo dai più vicini: Gemelli, Sant’Andrea e San Filippo Neri. Alcuni saranno trasferiti anche al Fatebenefratelli. Purtroppo l’incendio ha danneggiato a causa di un corto circuito l’impianto elettrico e quello di emergenza. Per fortuna non ci sono stati ferito e il personale è stato rapido ed efficiente nella reazione».

La Regione Lazio ha attivato l’unità di crisi. L’Ares 118 ha aperto una procedura di maxiemergenza con unità di crisi. È stato chiesto agli ospedali della Regione di attivare i singoli PEIMAF (piano intraospedaliero massiccio afflusso feriti). Il Villa San Pietro è un ospedale convenzionato punto di riferimento soprattutto per i parti, più di 2000 all’anno.

 

Fonte IlMessaggero – AssoCareNews.it

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