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Lo Statuto dei Lavoratori compie oggi 50 anni. La Legge 300/70 è un punto di riferimento per tutti. Ecco come è nata.

La Legge 300/70 è stata la colonna portante del nostro diritto del lavoro e in gran parte lo è ancora perché al suo interno sono contenuti, nonostante i cambiamenti, i principi che regolano i diritti e doveri del lavoratore, dell’azienda e dei sindacati. E lo è ancora oggi per Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, OSS, Professioni Sanitarie e tutte le figure professionali e tecniche del Sistema Sanitario Nazionale.

La Legge 300 del 1970, meglio conosciuta come Statuto dei Lavoratori, compie 50 anni il 20 maggio e rimane una delle normative principali della Repubblica Italiana in tema di diritto del lavoro. L’approvazione dello Statuto costituisce, infatti, uno degli interventi legislativi più importanti avviati in Italia in materia di lavoro, con l’obiettivo di garantire il rispetto della libertà e della dignità del lavoratore nel rapporto di lavoro e di assicurare nei luoghi di lavoro la presenza sindacale per il rispetto della normativa stessa.

Lo Statuto dei Lavoratori, che in larga parte si deve al lavoro del giuslavorista Gino Giugni, arriva nel 1970 al culmine di una stagione di risveglio sociale che aveva scosso l’Italia: il ’68, la stagione di unità sindacale apertasi con le rivendicazioni contrattuali, il ruolo della grande impresa italiana, spesso impreparata di fronte alle lotte operaie, ma anche e soprattutto l’incidenza che ebbero alcuni protagonisti, come Giacomo Brodolini, Carlo Donat Cattin e lo stesso Giugni, nel far diventare norme i diritti elementari nei posti di lavoro. “Una vera rivoluzione copernicana”, come l’ha definita un esperto di politiche del lavoro quale Giuliano Cazzola: lo Statuto dei Lavoratori ha, infatti, introdotto importanti e notevoli modifiche sia sul piano delle condizioni di lavoro che su quello dei rapporti fra datori di lavoro, lavoratori (con alcune disposizioni a tutela di questi ultimi) e rappresentanze sindacali.

La Legge 300/1970, promulgata il 20 maggio di 50 anni fa, era stata approvata in via definitiva dalla Camera con 217 voti a favore di Democrazia Cristiana (DC), Partito Socialista Italiano (PSI), Partito Social Democratico Italiano (PSDI), Partito Repubblicano Italiano (PRI), Partito Liberale Italiano (PLI) e solo 10 contrari (di provenienza dubbia). Si astennero il Partito Comunista Italiano (PCI), il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), che consideravano il testo “insufficiente”, e il Movimento Sociale Italiano (MSI).

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Fonte: Adnkronos – AssoCareNews.it