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martedì, Gennaio 18, 2022
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FSI Usae. Infermieri e OSS assunti con contratti Covid trattati come cenci. Il sindacato non ci sta.

In Puglia l’FSI Usae scende in campo per chiedere il prolungamento dei contratti di Infermieri e OSS assunti durante le 3 fasi più cruente della Pandemia Covid.

Il segretario territoriale della Fsi-Usae, Achille Capozzi, rivendica per tutti i lavoratori della stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti gli operatori sanitari che hanno già raggiunto alla data odierna i requisiti dei 36 mesi e che li raggiungeranno entro il 31 dicembre, con emanazione del relativo bando di ricognizione degli aventi diritto entro il più breve tempo possibile e nel contempo, la proroga urgente sino al 31 dicembre del 2022, di tutto il personale dipendente in servizio a tempo determinato, alla luce di quanto previsto dalla manovra finanziaria 2022, con cui “gli enti del servizio sanitario nazionale vengono autorizzati a stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l’emergenza Covid”.

Capozzi ha chiesto una riunione urgente al fine di trovare e concordare un’intesa condivisa, relativa alla proroga dei contratti a tempo determinato dei lavoratori in scadenza il prossimo 31 dicembre, evidenziando che “il Governo ha dimostrato il proprio orientamento alla stabilizzazione dei precari storici ed i lavoratori che sono stati chiamati a contrastare l’epidemia da Covid-19 in questi ultimi 24 mesi, mettendo a disposizione, nella manovra finanziaria 2022, le risorse necessarie per la relativa copertura di spesa”.

“La Asl di Foggia e il policlinico Riuniti dovrebbero prorogare i contratti in scadenza al 31 dicembre 2021, almeno di un anno, ossia fino alla fine del 2022. La Regione Puglia, Asl e policlinico, hanno così la possibilità di riconoscere quello che da mesi affermiamo e cioè che tali professionalità, molte delle quali assunte con contratti stipulati nell’emergenza Covid, non possano andare perdute, in quanto costituiscono un vero patrimonio a cui non è pensabile rinunciare, e l’unico modo per farlo è intraprendere il percorso di proroga dei contratti a tempo determinato. Il tutto, però, puntando ad un obiettivo di stabilizzazione che deve essere il punto d’arrivo necessario e indifferibile, come dettagliatamente previsto dalla manovra finanziaria. Un anno in più di contratto a tutte quelle professionalità che in questi mesi hanno affinato le loro capacità sul campo, significa aver intrapreso la giusta strada per tutelare i servizi resi ai pazienti” – spiega Capozzi.

E non è tutto, Capozzi sottolinea che nella Legge di stabilità “la possibilità di stabilizzare i precari assunti nel corso dell’emergenza Covid-19 è, di fatto, troppo limitativa, in quanto esclude ancora una enorme platea di lavoratori, assunti in servizio in data successiva al 1 gennaio 2021, che si sono distinti nei momenti più duri della pandemia. Infatti, l’articolo 92 della manovra finanziaria, ‘proroga dei rapporti di lavoro flessibile e stabilizzazione del personale del ruolo sanitario’, pur portando da 36 a 18 mesi il requisito per la stabilizzazione precari assunti durante l’emergenza (di cui sei mesi necessariamente lavorati nel periodo gennaio 2020-giugno 2022), consente la stabilizzazione solo per quei lavoratori a tempo determinato che hanno avuto rapporti lavorativi con gli enti del servizio sanitario nazionale”

Per questa serie di ragioni, il sindacato chiede di portare al 31 dicembre del prossimo anno il limite entro il quale raggiungere il requisito dei 18 mesi per la stabilizzazione prevista dall’articolo 92 ed al 31 dicembre 2024 – dunque a distanza di 24 mesi – il limite per la stabilizzazione previsto dalla Legge Madia, certificando un reclutamento speciale di questi lavoratori, “ampliando la platea dei possibili beneficiari della stabilizzazione, includendo tutti i profili e le forme contrattuali di lavoro utilizzati durante questa fase emergenziale”

Fiduciosi in un favorevole e sollecito riscontro, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti.

Redazione AssoCareNews.it
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