histats.com
venerdì, Febbraio 23, 2024
HomeIn evidenzaQuestione Infermieristica. La Professione è disaffezionata e in tanti decidono di scappar...

Questione Infermieristica. La Professione è disaffezionata e in tanti decidono di scappar via.

Pubblicità

Massimiliano (Infermiere). In Italia la “Questione Infermieristica” va risolta. La Professione è disaffezionata e in tanti decidono di scappar via.

Spett.le direttore di Assocarenews

Se possibile volevo accendere l’ennesimo riflettore sulla questione infermieristica, dando, a mio modo di vedere, spunti di riflessione sulla nostra possibile carriera, che si va man mano palesando. Anche se, a quanto pare, si stanno accorgendo solo ora degli importanti cambiamenti che ci riguardano da vicino e iniziati da almeno 10 anni e messi in evidenza dalla recente pandemia!

Meglio tardi che mai!

Tutto ciò si evince dalle tante notizie che si stanno susseguendo in questi giorni (mai come in questa fase), nei vari quotidiani e Tg, senza tralasciare le varie interviste radio televisive che hanno visto scendere in campo la stessa dott.ssa Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI!

Ma cosa sta succedendo?

Analizzando in dettaglio, stiamo vivendo una situazione ove è presente una forte disaffezione del personale infermieristico per la propria professione. D’altronde è da circa 30 anni di spasmodica attesa e di annunciate rivoluzioni e cambiamenti, comunque disattesi, nonostante approvati dalle varie leggi, ad esempio la 739 del 1994, che attendiamo pazientemente! Ma al di là delle tante promesse e pacche sulle spalle, anche recenti (post-pandemia), si è visto e tutt’oggi si vede palesemente, un marcato disinteresse della politica tutta (in 30 anni si sono succeduti tanti governi!) e di tutti i sindacati, (nessuno escluso!) a far sì che non venisse concretamente approvato tale cambiamento, causando ad oggi la messa in discussione della propria professionalità! In 30 anni abbiamo subito e subiamo ancora il demansionamento, lo sfruttamento, il mancato riconoscimento della nostra professione, sempre più svilita da profitti smisurati da parte delle aziende a nostro discapito. Sviliti da un insistente e marcato servilismo, riguardo a tutte le professioni, sui cui spicca, ancor oggi, il ruolo ancillare nei confronti dei medici! Tutto ciò non ha fatto altro che aumentare i disagi, malesseri e malumori creando la Sindrome del burnout negli operatori stessi, non essendo più gratificati!

È questo secondo me il tema centrale! Da qui scaturiscono dimissioni volontarie, fughe all’estero, diminuzione delle iscrizioni alla facoltà di scienze infermieristiche, anche se, nonostante ciò, mantiene ancora il primato rispetto alle altre iscrizioni. Bisogna però rilevare un calo del 10% rispetto allo scorso anno! Un dato allarmante e mai ponderato anche dalle previsioni più pessimistiche che deve per forza far riflettere, soprattutto riguardo ad un futuro, non più roseo, ricambio generazionale!

Come se non bastasse, purtroppo, sì va palesando una diminuzione dei fondi destinati alla sanità! Bisognerà per prima cosa, cercare di evitare gli sprechi il più possibile! Creare una rete esterna agli ospedali ma in grado di interagire con essi, come ad esempio, le attuali case di comunità. Quest’ultime potrebbero essere la soluzione! Oggi giorno i nostri pronto soccorso sono assediati da moltissime persone con diverse patologie. Analizzando più da vicino il triage, costituito da dottori infermieri, consta di codici di priorità distinti da dei colori

Codici del Pronto Soccorso:

  • CODICE ROSSO – EMERGENZA.
  • CODICE ARANCIONE – URGENZA.
  • CODICE AZZURRO – URGENZA DIFFERIBILE.
  • CODICE VERDE – URGENZA MINORE.
  • CODICE BIANCO – NON URGENZA.

Statisticamente i codici colori più usati sono il Bianco e il Verde, i quali rappresentano più del 50% degli accessi. Entrambi i colori identificano una priorità bassa o molto bassa. Sono persone con problemi di salute ordinari, per esempio febbre da influenza particolarmente persistente, che potrebbero essere visitate da medici di famiglia o dalle guardie mediche e che invece preferiscono rivolgersi all’ospedale. Il risultato è evidente e noto a tutti. L’attesa è spesso lunghissima, i reparti sono intasati, si tende a dimettere con difficoltà, in quanto coloro che sono presenti, sono anziani cronici e spesso con comorbilità, e se pur dimessi si ripresentano dopo qualche tempo. Tutto ciò non fa che intasare il pronto soccorso e rendere più faticoso e stressante il lavoro di infermieri e medici!

A maggior ragione, alla luce di questa drammatica situazione, con ambulanze parcheggiate davanti agli ospedali per ore, c’è bisogno di potenziare la rete di assistenza territoriale e domiciliare, soprattutto per prendersi cura di pazienti cronici con comorbilità. Per rendere tutto ciò possibile, bisogna avere il coraggio di affidare compiti gestionali di tali strutture agli infermieri! Con una preparazione universitaria all’avanguardia, si può competere tranquillamente con i colleghi europei (che sono già prescrittori, anestesisti, di fatto ignorando realtà che qui in Italia, politici e sindacati, neanche immaginano!), anzi la nostra alta formazione, fa da scuola al resto dell’Europa! Non a caso che abbiamo molte richieste dai paesi europei avendo una laurea tra le più prestigiose! Anche le case farmaceutiche, a detta degli informatori farmaceutici, vedono di buon occhio un eventuale legge che permetta agli infermieri italiani di poter essere prescrittori. Ciò difatti, permetterebbe di allargare il numero di prescrizioni, con conseguente maggior profitto per quest’ultimi!

Ma quindi cosa fare per arginare tutto ciò?

Purtroppo, questo annoso problema non si può risolvere a suon di chiacchiere, ma è evidente che bisogna cercare di contestualizzare la situazione ed avere il coraggio di riformare tutto il SSN! Si, ci sarà bisogno di farlo! Il cambiamento è necessario per stare al passo con i tempi! Siamo nell’era digitale, dei computer quantici, ove, la neo Intelligenza Artificiale (IA), comincia a muovere i primi passi, ma non si può negare che sta già lasciando dei segni evidenti di un possibile cambiamento in cui stiamo andando incontro! Secondo un sondaggio di Morgan Stanley Research il 94% delle organizzazioni sanitarie, ha dichiarato di utilizzare l’Intelligenza Artificiale o Machine Learning. Quest’ultima potrebbe avere un ruolo chiave nel risolvere rapidamente problemi gestionali possedendo maggior velocità di calcolo, promettendo di salvare 250.000 persone al giorno! È importante però, partire dalle basi! La cura, il prendersi cura, l’assistenza, deve necessariamente partire da una visione diversa di quella che sembra esserci oggi, una sorta di rivoluzione copernicana! Ovvero porre il malato al centro del SSN immaginandolo come se fosse lui il sole nel sistema solare, (di fatto accantonando la visione medicocentrica dei nostri tempi), mentre tutti, medici, infermieri, operatori sanitari e sociosanitari, devono necessariamente rappresentare i satelliti, (grandi o piccoli) che gli ruotano attorno, indipendenti ma sincroni (di fatto rappresentando l’equipe). Ciò non vuol dire scardinare lo status quo dei medici, ma “semplicemente” spostare l’attenzione verso i pazienti ed equamente verso tutta l’equipe che si deve prendere cura del paziente ai diversi livelli di competenze e prestazioni, ognuno rispettando le proprie procedure protocolli e mansioni in modo da non dover sconfinare nelle competenze dell’uno o dell’altro! Solo così ci si può prendere davvero cura del paziente dal punto di vista olistico! È evidente che si debba partire da una riforma universitaria che dia più spazio a docenti infermieri, rivoluzionando e riformulando, di fatto, tutta la didattica! Magari accorpando la laurea di primo livello, a quella di secondo livello (magistrale), creando un unico corso di laurea, della durata quinquennale. Ciò garantirebbe ancor più prestigio alla carriera infermieristica! Già dal 2001, da quando si è avuto il passaggio da diploma a laurea triennale, (l’infermiere non è più l’operatore sanitario dotato di un diploma abilitante, ma il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica), gli stessi studenti hanno sempre dovuto (e tuttora è ancora così), scontrarsi con una dura realtà, ben diversa da ciò che si studia in aula universitaria, al momento di effettuare il tirocinio presso le U.O., dovendo, spesso e volentieri, ricoprire ruoli di appartenenza di altre figure come gli OSS, svolgendo le  cosiddette mansioni igienico domestico alberghiere! Alla luce di questi fatti, di cui sono tutti a conoscenza, a maggior ragione, è improcrastinabile intervenire sulla riforma universitaria in modo chiaro e deciso! Ma credo che anche questa riforma, da sola, non sia ancora sufficiente! Per avere solide fondamenta, bisognerebbe cominciare ad applicare le leggi già vigenti come, ad esempio, la 739 del 1994, da cui si evince che:

L’INFERMIERE HA UNA POSIZIONE DI GARANZIA NEI CONFRONTI DEL PAZIENTE, CHE È ANALOGA A QUELLA DEL MEDICO. L’AUTONOMIA PROFESSIONALE ATTRIBUITA ALL’INFERMIERE ESCLUDE L’ESISTENZA DI UN VINCOLO DI SUBORDINAZIONE DI QUEST’ULTIMO RISPETTO AL MEDICO.

Purtroppo, ancor oggi, alla fine del 2023, l’infermiere è vittima del demansionamento e dello sfruttamento col bene tacito delle aziende, dei sindacati (tutti) e della politica (tutta)! Trattati come tutto fare in quanto costretti a ricoprire ruoli che, per legge, non possono essergli attribuiti, o peggio come ancillari dei medici! In questo caos come si fa ad emergere, come risaltare la figura infermieristica se non vi è autonomia lavorativa e decisionale? Ma soprattutto c’è una domanda che nessuno si pone (o in pochi)! Come può il medico, che non ha alcuna competenza infermieristica, impartire ordini o peggio dirigere gli infermieri? Con tutto rispetto, cosa ne sa riguardo alle diagnosi infermieristiche, procedure e protocolli di natura infermieristica, di problem solving, piani di assistenza, e quant’altro? Una anomalia solo italiana! Ciò mette in evidenza che l’autonomia degli infermieri è minata ancora una volta da questa consuetudine, sia da parte dei medici, ma anche appoggiata da qualche collega male informato ancora troppo accondiscendente e dalla dura cervice, che ancora, non ha capito! Il problema poi è che sono proprio i medici ad accusare gli infermieri di invadere spazi di non pertinenza! Invece, la realtà quotidiana è ben diversa! Chi sta vedendo i propri spazi di azione sempre più ridotti è proprio l’infermiere! Basti pensare alle nuove figure che dovrebbero sorgere come risoluzione dei nostri problemi, partorite da menti geniali, che sapendo poco o nulla riguardo agli inquadramenti, mansioni, ruoli, o capendo poco del SSN o peggio ignorandone le basi, partoriscono degli “ibridi” come il super OSS (OSSS) o l’aiuto infermiere (Nurse Assistant) che di fatto oltre a invadere i nostri campi di azione, non si capirebbe come e dove inquadrarli! Più di un OSS, meno di un infermiere? Tutto ciò porterebbe necessariamente ad un ruolo marginale degli attuali OSS, ridimensionando le loro mansioni, imbarazzante! Per non parlare della vicina di casa, una zia, ecc, che effettua le punture sul gluteo, o badanti che si spacciano per sedicenti infermiere, oppure portantini/OSS/OTA/ausiliari, non tutti fortunatamente, che se gli si domanda che lavoro svolgono, la prima risposta è…l’INFERMIERE!!!

Mi spiace molto, mi duole dirlo, ma non abbiamo un ordine che ci tuteli sotto questo punto di vista! Le parole della dott.ssa Barbara Mangiacavalli presidente FNOPI, sono state chiare! Essendo organi sussidiari dello Stato, lo stabilisce la legge 3, e non più ausiliari, abbiamo il compito di tutelare la cittadinanza essendone i garanti, attraverso la veridicità, titolo, competenza, capacità deontologiche e cliniche, professionalità degli iscritti e di mantenerne il decoroLa domanda a questo punto è lecita! Cosa c’è di decoroso nel demansionamento, sfruttamento e quant’altro, dei vostri dottori iscritti? Perché si fa fatica a vedere e di conseguenza non porre alcun rimedio, fermando tale realtà ben presente nel quotidiano infermieristico? È vero, non siete sindacalisti, ma credo che uno stralcio di relazione dettagliata sulla urgente situazione si possa stilare, e spedire anche più volte l’anno agli organi competenti, mass media, Tg, ecc, magari arricchendolo con questionari rivolti alle parti in causa, in forma anonima o meno è indifferente, intanto stiamo tutti nella stessa situazione (chi più chi meno!). Magari qualcosa comincerà a cambiare veramente! Rivolgerei infine, una domanda anche ai sindacalisti tutti! Perché attendere una “mosca bianca” che esasperata, in burnout, denunci per demansionamento la propria struttura, che in quel momento gli sta dando lavoro (permettendogli di mantenere la propria famiglia), mettendolo a rischio e in cattiva luce nei confronti di tutti, con tutte le conseguenze del caso, per poi successivamente intervenire? Non è più semplice e conveniente per tutti dare un ultimatum, un preavviso, di una possibile denuncia di massa a livello nazionale da parte di tutti gli infermieri (visto che riguarda tutti, in quanto ove c’è carenza o peggio mancanza di OSS, OTA, portantini, chi va a ricoprire tali ruoli non sono di certo i medici, ma gli infermieri!), e dare tempo alle strutture di potersi organizzare a riguardo, magari mesi, 1-2 anni, intanto abbiamo atteso 30 anni! Anno più anno meno!!! Potrà essere fattibile tutto ciò, per dire basta una volta per tutte al demansionamento così da accontentare tutte le parti in causa? Così facendo, finalmente, il cittadino potrà godere della giusta ed adeguata assistenza da parte degli infermieri! Un altro dato incontrovertibile e da non sottovalutare è il numero degli infermieri per posti letto presenti nelle U.O.! Aumentare il numero di infermieri attuando politiche in tal senso, come accade spesso in altre realtà Europee, sarebbe un investimento ampiamente ripagato per due aspetti. Il primo una adeguata assistenza di qualità per i degenti che di conseguenza si manifesterebbe nel secondo aspetto, ovvero una ripercussione sul numero di giorni di ricovero risparmiati! Tale risparmio inoltre creerebbe un maggior turnover di pazienti liberando di fatto posti letto! Non più scene quotidiane di sovraffollamento di ambulanze fuori i PS! Operare dei cambiamenti in tal senso, permetterebbe di migliorare la qualità delle cure, di conseguenza la soddisfazione dei pazienti, e l’ottimizzazione della produttività ospedaliera, con un ingente guadagno di quest’ultima! Invece, come accade in Italia, resterà utopia!

È attuale la bagarre politica sul de-finanziamento riguardo la Sanità e l’evidente differenza che si sta manifestando, tra pubblico e privato! Non voglio entrare in merito, si sa, in politica ognuno tira l’acqua al suo mulino! Secondo me bisognerebbe interrogarsi sul perché la sanità pubblica sta perdendo terreno, rispetto a quella privata, anche tenendo ben presente che ci sono 2 contratti diversi (CCNL e Aiop/Ares118 ecc…)!

Ad esempio, nel Lazio abbiamo avuto ben 10 anni di commissariamento che ha portato a tagli di personale, definanziamenti e chiusure di nosocomi importanti della capitale…eppure tutto è andato bene, perché necessario (a detta loro!). Il problema sta nel chiedersi, dove andranno questi (sempre pochi) fondi? E sì, perché a differenza di ciò che una persona possa pensare, al personale che opera nelle strutture restano sempre poche briciole (a volte manco quelle!!!). Non dimentichiamoci BEN 14 ANNI di attesa per un rinnovo contrattuale farsa, nel settore privato, che ha portato un “aumento di ben” 156€ netti al mese, per giunta senza un solo euro di arretrati! Mentre è di giorni fa, l’aumento per i medici, per una attesa, per così dire di soli 3 anni, oltre ad un cospicuo aumento mensile, gli sono stati elargiti dai 6000 ai 10000 euro di arretrati (in base agli incarichi)!!!! Beh, cosa dire a riguardo, giustissimo per carità, ma agli infermieri, considerati eroi della pandemia? Nel dimenticatoio! Per noi non ci sono soldi! Aziende con bilanci sempre in rosso…eppure (per leggi inverosimili) chi effettua tagli al personale, facendo “risparmiare l’azienda”, percepisce laute ricompense!

Alla fine, ci risiamo…la domanda che bisogna porsi, è: investiamo, certo, ma per chi? Per garantire un SSN equo e che possa curare tutti gli indigenti? Per dare un dignitoso stipendio a chi vi opera, fanalino di coda dell’Europa? Oppure per aumentare stipendi sempre più d’oro, degli alti vertici, manager e quant’altro?
Se fosse per i primi due punti, ben vengano tali fondi (miliardo più miliardo meno, assumerebbe poca importanza, forse, vista la necessità impellente!) …per il resto…beh ai posteri l’ardua sentenza!

Tornando al tema, cosa bisogna fare per cambiare realmente le cose?

Partire dalle cose più semplici e fattibili, magari cominciando proprio con l’apporre sui cartellini identificativi degli infermieri, il sostantivo Dott.ssa o Dott. prima della parola Infermiere. Proprio come attualmente hanno i medici (Dirigente medico). Ciò a mio modo di vedere, indurrebbe l’interlocutore ad una sorta di maggior riguardo nell’ interagire col professionista che si trova di fronte, rispetto a come avviene oggi, ma soprattutto inquadrerebbe l’infermiere, senza ombra di dubbio, non più come tutto fare, ma come un vero professionista della sanità, ovvero quello che già nella realtà rappresenta, ma ancora non riconosciuto da tutti!

Il passo successivo dovrebbe essere:

  • L’abolizione del vincolo d’esclusivitàdefinitivamente, che ci tiene ancorati al posto di lavoro, senza nulla in cambio.
  • L’uscita fuori dal comparto che ci vede ancora condividerlo con OSS, OTA, ausiliari, portantini, giardinieri, elettricisti, idraulici, ascensoristi, ovvero con tutto rispetto per quest’ultimi, non laureati. Averne uno tutto nostro, come lo hanno i medici da molti anni, non credo sia chiedere troppo.
  • Giusto inquadramento. In Italia esistono grosso modo “4 inquadramenti”, (Art. 2095 del codice civile italiano), operai, impiegati, quadri e dirigenti. Gli infermieri oggigiorno, vengono inquadrati come impiegati o peggio come operai nelle RSA, praticamente alla stregua degli OSS. Da qui la quasi sovrapponibilità degli stipendi. In realtà gli infermieri avendo responsabilità civile e penale sul reparto, autonomia lavorativa e professionale, dovrebbero avere un inquadramento più consono, ovvero come quadri 1, l’anello di congiunzione tra il dirigente (medico) e l’impiegato (OSS) e quindi, non come impiegati o peggio operai, i quali non godono di tali peculiarità!
  • Un unico CCNL con validità in tutta Italia da nord a sud, indipendentemente da dove si lavori, pubblico, privato, RSA ecc, in quanto tutti gli infermieri si occupano delle stesse mansioni e hanno lo stesso iter accademico universitario uguale per tutti!

Cercare di perseguire questi passaggi è improcrastinabile e garantirebbe un innalzamento automatico dello stipendio infermieristico. Difatti un Quadro, in Italia, percepisce uno stipendio medio di circa 2500/3200€, ponendo l’infermiere alla stregua dei colleghi europei assottigliando l’attuale gap di stipendio!

C’è un altro aspetto da non sottovalutare e che ancora non è abbastanza chiaro! Mentre tutti gli operatori sanitari sono utili, giustamente, gli infermieri hanno quelle peculiarità insite nella formazione, nella preparazione e nella propria natura professionale, tecnico, relazionale, scientifica, che li fa rendere, rispetto a tutti gli altri, non solo utili, ma INDISPENSABILI! Ciò anche perché sono gli unici ad essere presenti su turni in ospedale 24h su 24, 7 giorni su 7, domeniche e festivi compresi!

Ma vediamo a mio modo, perché?

Ammettiamo che, solo per un attimo, tutti gli infermieri incrociassero le braccia (ovviamente impossibile, perché siamo gli unici ad essere precettati, guarda caso!), cosa accadrebbe?

Purtroppo, si fermerebbe tutto il SSN.

Dal pronto soccorso (P.S.), alla sala operatoria (S.O.), per non parlare di tutte le unità operative, indifferentemente se si tratti di U.O.S. o U.O.C.! Siamo gli unici PER LEGGE, che possono eseguire la terapia farmacologica (tutta!) (per via s.c., i.m., e.v., o.s., topica, oftalmica, ecc ecc) di cui necessitano i pazienti/utenti, essendone i garanti e per la quale ci avvaliamo della regola delle 10G*! Tutto ciò anche se disturbati continuamente da campanelli, telefonate, colleghi, parenti, ecc (provate ad immaginare, se riuscite!).

Per non parlare delle medicazioni semplici o avanzate, posizionamenti di CVP, CV, SNG, SR, ecc.., Venipunture, EGA, ECG, ecc, l’uso di tutti i macchinari come, VAC Therapy, pompe peristaltiche, pompe siringhe, pompe nutrizionali, le quali consentono di nutrire i pazienti mediante N.E. o N.P.T, ecc! Senza tralasciare l’importanza della diagnosi infermieristica, e tutte le varie procedure e protocolli da applicare ad ogni singolo paziente! E tanto tanto altro ancora (molte persone non immaginano minimamente!).

Ora proverò ad addentrarmi in un “campo oscuro”, con dei semplici esempi, che dovrebbero rendere l’idea.

Ammettiamo che si rompa un macchinario per eseguire RX o RMN o TAC, o dover sostituire gli stessi per i quali necessitano almeno un giorno di interruzione delle procedure, l’ospedale andrebbe avanti lo stesso?

Stessa cosa per i macchinari di laboratorio, anch’essi sottoposti a revisione o calibrazione, usura rottura e/o riparazione/sostituzione!

Chiudiamo i nosocomi?

I fisioterapisti la notte, domenica e festivi non lavorano…il SSN si dovrebbe fermare?

Beh, mi spiace, la risposta in questi casi è sempre NO!

Con tali esempi banali, non voglio essere detrattore delle professioni altrui, ci mancherebbe, ma ci sono evidenti distinzioni che dovrebbero far riflettere tutti!

Mi spiace per coloro che non riconoscono all’infermiere tutto ciò, ma non si tratta di protagonismo o di non essere onesti intellettualmente, ma semplicemente della dura realtà quotidiana che viviamo io e i miei colleghi e che purtroppo molti ignorano di noi INFERMIERI, utili come tutti, ma maggiormente INDISPENSABILI!

(*) Regola delle 10G.

  1. Giusto paziente: controllare il braccialetto d’identità, confrontare i dati riferiti con quelli riportati sulla cartella.
    2.Giusto farmaco: non somministrare mai un farmaco non etichettato.
    3. Giusta dose: verificare che il dosaggio sia corretto ed appropriato al paziente.
    4. Giusto orario: controllare il periodo di tempo che intercorre tra le somministrazioni.
    5. Giusta viadi somministrazione: controllare che la via di somministrazione prescritta corrisponda a quella indicata per quel farmaco.
    6. Giusta informazione/educazionedel paziente: informare il pz sugli effetti desiderati e collaterali del farmaco.
    7. Diritto di rifiutare la terapia: informare il paziente sulle conseguenze di salute che il suo rifiuto alla terapia potrebbe comportare.
    8. Giusta valutazione: valutare la sicurezza e l’appropriatezza del farmaco.
    9. Giusta valutazione del paziente: dopo la somministrazione del farmaco il paziente deve essere valutato per rilevarne l’efficacia e/o la comparsa di eventuali effetti collaterali negativi.
    10. Giusta documentazione: non documentare mai in cartella prima di somministrare il farmaco. L’infermiere ne è responsabile.

1 Il quadro.

Tra le sue principali mansioni troviamo:

  • l’integrazione e il controllo dell’operato di tutte le risorse umane sotto la sua responsabilità;
  • la gestione dei rapporti con gli attori terzi che hanno un’importanza fondamentale per l’azienda;
  • la definizione dei progetti e dei piani per sviluppare e realizzare gli obiettivi aziendali;
  • la gestione in autonomia della propria area di competenza e del budget assegnato;
  • la traduzione e l’applicazione delle strategie in attività operative.

Infatti, il quadro funge da tramite tra i vertici dirigenziali e gli esecutori (impiegati e/ o operai), collaborando ed eseguendo insieme agli altri dipendenti le attività operative quotidiane.

La figura del quadro ha piena libertà di scelta riguardo la modalità da utilizzare per rapportarsi con i clienti/utenti e non deve chiedere indicazioni alla dirigenza riguardo la modalità di svolgimento degli incarichi e della gestione. Infatti, i dirigenti entrano in campo solo se serve approvare le decisioni finali ritenute cruciali per i risultati aziendali. Notare le similitudini dell’operato infermieristico se si applicassero le leggi a partire dalla 739 del 1994! Tali similitudini per chi non avesse chiara la situazione sarebbero più prettamente evidenti se enunciate in questo modo:

  • Dirigente = medico
  • Quadro = infermiere
  • Impiegato = OSS
  • Operaio = ausiliario/portantino.

Massimiliano Gentili, Infermiere

_________________________

AVVISO!

  • Per chi volesse commentare questo servizio può scrivere a redazione@assocarenews.it
  • Iscrivetevi al gruppo Telegram di AssoCareNews.it per non perdere mai nessuna informazione: LINK
  • Iscrivetevi alla Pagina Facebook di AssoCareNews.itLINK
  • Iscrivetevi al Gruppo Facebook di AssoCareNews.itLINK

Consigliati da AssoCareNews.it:

RELATED ARTICLES

Novità

© 2023-2024 Tutti i diritti sono riservati ad AUSER APS - San Marco in Lamis - Tra sanità, servizi socio sanitari e recupero della memoria - D'intesa con AssoCareINFormazione.it.

© 2023-2024 ACN | Assocarenews.it

Quotidiano Sanitario Nazionale – In attesa di registrazione al Tribunale di Foggia.

Direttore: Angelo “Riky” Del Vecchio – Vice-Direttore: Marco Tapinassi

Incaricati di Redazione: Andrea Ruscitto, Lorisa Katra, Luigi Ciavarella, Antonio Del Vecchio, Francesca Ricci, Arturo AI.

Per contatti: WhatsApp > 3474376756Scrivici

Per contatti: Cell. > 3489869425PEC

Redazione Centrale: AUSER APS - Via Amendola n. 77 - San Marco in Lamis (FG) – Codice Fiscale: 91022150394