Ordine Infermieri Bologna: la scelta di Orietta Valentini, una docente e dirigente alla presidenza OPI.

Rumors assordanti circolano nel capoluogo e fanno dell’illustre personaggio imolese il papabile futuro capo degli Infermieri bolognesi.

Sarà di provenienza dalla provincia il futuro presidente OPI Bologna? Orietta Valentini, classe 1966, dirigente ASL e docente universitaria, è indicata dai più come la futura presidente dell’Ordine degli Infermieri del capoluogo emiliano-romagnolo. Cresce sempre di più il consenso nei suoi confronti, proveniente in special modo dal ramo imolese dell’OPI che ora vuole esprimere la sua rappresentanza, dopo anni di centralismo. Ad Imola, va ricordato, è nato alcune settimane fa un movimento infermieristico ancora top secret che intende candidarsi alla guida dello stesso OPI. Sarà lo stesso gruppo che vuole candidare l’esponente molto vicina alla CGIL? Vedremo.

Da più fronti Valentini è ben vista. Già dirigente delle professioni infermieristiche, insegna anche presso il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Alma Mater Studiorum (sede formativa di Imola). Al suo seguito decine di ex-studenti che sperano in un’ascesa verticale della “prof”, unica vera degna rappresentante della multidisciplinarietà presente nella professione infermieristica dell’area metropolitana di Bologna.

L’ultra-esposizione mediatica di Giurdanella e la possibile scelta di discontinuità di CGIL, CISL e UIL.

Pietro Giurdanella - Annalisa Silvestro

Pietro Giurdanella con l’ex-senatrice PD Annalisa Silvestro ai tempi di Noisiamopronti.

Oggi sembra sempre più incerto il futuro dell’attuale gruppo dirigente dell’OPI di Bologna. Le speranze di riconferma dell’uscente Pietro Giurdarella (mai super-attivo, mediatamente parlando, come in questo periodo) si fanno sempre più blande e anche i sindacati CGIL, CISL (l’unico sindacato maggiore ad essere rappresentato da una Infermiera a livello provinciale) e UIL (a cui ha aderito il gruppo elettorale di Giurdanella) cercano di correre ai ripari. Al momento sono ufficiosamente vicini alla compagine uscente, domani non si sa.

Anche se dicono il contrario, i sindacati e i sindacalisti hanno il più gran peso in una elezione per il rinnovo degli Ordini professionali in sanità.

Sepe (FIALS) si tira fuori dalla partita dell’OPI.

Tecnici di Radiologia sull'orlo di una crisi di nervi: caos professionale a Bologna!

Alfredo Sepe, segretario provinciale della FIALS di Bologna, si tira fuori dalla partita per l’OPI.

Tutto ciò mentre bisognerà ben capire cosa deciderà di fare la FIALS, sindacato in forte espansione e con il maggior numero di Infermieri iscritti nell’hinterland bolognese. Al momento il segretario provinciale Alfredo Sepe si è dichiarato fuori dalla competizione. Lo stesso ha lasciato liberi i suoi iscritti di scendere in campo in autonomia.

“L’OPI è degli Infermieri e gli Infermieri devono scendere in campo per un Ordine migliore” – ha commentato Sepe ai nostri microfoni, non aggiungendo altro.

La scelta di Orietta Valentini, una Infermiera Dirigente da sempre vicina alla base.

Tornando ad Orietta Valentini, infermiera e dirigente, è la futura candidata alla presidenza OPI. Vanta già esperienza nel campo dell’Ordine in quanto in passato è stata nel Collegio IPASVI.

Oggi Valentini sembra l’unica speranza che ha un importante sindacato confederale di candidare un professionista all’altezza del compito. Valentini ricopre il ruolo di dirigente delle professioni sanitarie su Imola da vari anni, ha all’attivo diverse pubblicazioni con le maggiori case editrici sanitarie. Recentemente è apparsa in dirette TV e nel video dell’OPI dedicato al 12 maggio, nonché in un video pubblicato sulla formazione pubblicato nei giorni scorsi.

Orietta Valentini, su di lei si riversano le speranze di tanti Infermieri dell'OPI di Bologna. E anche di qualche sindacato maggiore (CGIL), che al momento nicchia.

Orietta Valentini, su di lei si riversano le speranze di tanti Infermieri dell’OPI di Bologna. E anche di qualche sindacato maggiore (CGIL), che al momento nicchia.

Di carriera ne ha fatta Valentini, che partì dall’allora Ospedale Psichiatrico di Imola sino ad arrivare a ricoprire il ruolo più alto all’interno della formazione nell’ambito imolese.

Ovviamente gode di stima da parte di vari professionisti anche per le sue performace oltre che per la carriera; ha conseguito infatti un master di secondo livello in “Direzione e Gestione dei Servizi Sanitari”.

L’OPI nelle mani di legali, commercialisti e sindacalisti non Infermieri.

L’Ordine degli Infermieri di Bologna, ma anche altri ordini provinciali maggiori ubicati lungo tutto l’italico territorio, è circondato da blasonati legali, commercialisti di grido, esperti di comunicazione e social-media, segretari di partito, sindacalisti noti e meno noti e purtroppo da pochi Infermieri, come testimoniano gli eventi a cui partecipa sempre la stessa platea di soliti visi.

Quando ci raccontano che sono gli Infermieri a gestire gli Infermieri vanno fatte delle precisazioni, indicando ad esempio quanti e quali consulenti orbitano attorno ad un OPI. Spesso sono proprio loro a dettare le regole del gioco. Ecco perché in una partita importante come quella per la conquista dell’Ordine degli Infermieri di Bologna non saranno solo i colleghi a scendere in campo, ma spesso Avvocati, Dottori Commercialisti, esponenti di segreterie di partito, segretari provinciali e regionali di sindacati sanitari o generalisti piccoli, medi e grandi (pochissimi di loro sono Infermieri, si contano sulle dita di una mano) ed esperti di comunicazione sui social-media, oggi mezzo indispensabile per giungere alla vittoria finale.

Un OPI grande come quello bolognese attira gli appetiti e gli interessi di tante altre professionalità. Soprattutto per un Ordine che amministra tantissimi euro di fatturato (LINK).

Conclusioni.

Non sappiamo se la Valentini scenderà in campo o meno (potrebbero essere voci messe appositamente in campo dagli interessati per bruciare una possibile candidatura importante), ma certamente la sua figura potrebbe mettere fine all’isolamento dell’attuale dirigenza OPI rispetto al resto degli Ordini, che dopo l’esperienza di “Noi siamo pronti” di giurdanelliana memoria cercano di stare alla larga da situazioni che destano ancora imbarazzo nella professione. Nessuno vuole più campagne mediatiche di odio, di minacce e di megalomani visioni distorte del futuro dell’Infermieristica Italiana.

Un lento inesorabile cambiamento è già visibile alle porte del capoluogo emiliano-romagnolo. Tra non molto Bologna potrebbe essere invasa da idee nuove e dalla voglia di trasformare l’Ordine degli Infermieri (ex-Ipasvi) nel nuovo punto di riferimento della professione in loco e nel resto d’Italia.

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