Ha 27 anni l’Infermiera aggredita al Pronto Soccorso di Bologna.

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🔴 👉 Nuova aggressione a una infermiera in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna. La ragazza ha 27 anni, è siciliana e si è detta terrorizzata per quanto accaduto.

L’episodio, che segue altri avvenuti negli ultimi mesi in strutture sanitarie della città, si è verificato verso le 19.30 di ieri. L’infermiera 27enne, iscritta all’OPI di Agrigento, è stata strattonata con violenza con violenza dal figlio di un paziente di 55 anni, al quale stava praticando una iniezione di antidolorifico. L’uomo era andato al pronto soccorso in seguito a un incidente stradale nel quale aveva riportato alcune fratture. Lo rigerisce l’agenzia di stampa Ansa.it.

Il ragazzo, un 30enne di origine campana, sentendo il padre lamentarsi per il dolore si è avventato contro l’infermiera, che ha riportato lividi e abrasioni guaribili in 7 giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 30enne è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio. L’infermiera potrebbe a sua volta denunciarlo per le lesioni subite.

L’aggressore.

Il ragazzo, un 30enne di origine campana, sentendo il padre lamentarsi per il dolore si è avventato contro l’infermiera, che ha riportato lividi e abrasioni guaribili in 7 giorni. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il 30enne è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio. L’infermiera potrebbe a sua volta denunciarlo per le lesioni subite.

L’Azienda Usl.

Alla luce degli ultimi episodi di violenza contro gli operatori del pronto soccorso, almeno sette dall’inizio dell’anno, l’Azienda USL di Bologna e la Regione Emilia-Romagna stanno mettendo a punto uno specifico piano per la sicurezza, già presentato alle organizzazioni sindacali durante l’ultimo incontro del tavolo permanente istituito per fare fronte comune contro tale fenomeno. Tra le novità messe in campo – spiega una nota dell’Ausl – ci sono una polizza assicurativa, l’offerta di patrocinio legale e la denuncia per interruzione di pubblico servizio a favore degli operatori sanitari, in particolare per chi lavora nei pronto soccorso, nelle strutture di salute mentale, assistenza domiciliare, 118 e front office. L’Azienda USL inoltre proseguirà nell’organizzazione di percorsi formativi, tenuti anche da agenti di Polizia, sulla capacità di individuare gli utenti potenzialmente aggressivi, adottare comportamenti raccomandati ed applicare misure volte alla riduzione della tensione e dell’aggressività.

Fonte: Ansa.it – Corriere.it – AssoCareNews.it

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