Essere Infermiere: il nostro non è un lavoro come un altro.

Fare l’Infermiere è molto complicato. Ecco il breve racconto di Luigi Iannacone, collega napoletano con la passione per la scrittura e i diritti umani.

Poteva essere uno smonto notte qualunque, un altro turno di lavoro finito come tanti. Spesso quando parlo del mio lavoro la gente mi dice “L’infermiere è un lavoro come un altro”. In parte è vero, e spesso nella rabbia e nella fretta quotidiana, qualche volta l’ho pensato anche io.

Ma mentre sono nel traffico per tornare a casa, rifletto alla notte appena trascorsa, a quell’uomo disteso in codice rosso e alle mie braccia sul suo petto che massaggiavano nonostante la stanchezza fisica del momento. Penso al suo cuore sotto le mie mani, ai miei colleghi, ai medici che in attesa di un cenno di risposta alternavano velocemente occhiate tra il monitor e l’uomo.

Penso ai famigliari fuori alla porta, mi chiedo cosa stessero pensando, forse pregavano, forse si chiedevano se fosse ormai tardi o se in loro un barlume di speranza ancora resisteva.

Pensavo a tutto questo mentre le mie mani ancora affondavano nel suo petto. Ma ecco che alla mente mi ritorna quel flebile suono, quel “bip”, che per un attimo sembra fermare il tempo. Quel “bip” che ti fa capire che il suo cuore sta battendo di nuovo.

Ripenso a ciò che dice la gente, e no, concedetemelo, essere infermiere non è un lavoro come altri.

Luigi Iannacone, Infermiere e blogger

Potrebbe interessarti...