Pubblicità

Emergenza Coronavirus. Una Infermiera di ravenna ha redarguito i suoi concittadini su Facebook: “state a casa rischiate di infettare e di infettarvi e di intasare le terapie intensive”.

Questa è la mia faccia dopo 6 ore consecutive di dpi”. Risponde così un’infermiera ravennate in un dibattito all’interno di un gruppo facebook, sul tema delle famose passeggiate in solitaria per sgranchirsi le gambe, che tanti italiani e anche ravennati, sembrano ritenere imprescindibili. Le motivazioni sono presto dette: “fanno bene alla salute”, “passeggio da solo/a, in aree isolate, non contagio nessuno”, “la legge me lo sconsiglierà, ma non me lo vieta. Finchè non incorro in sanzioni, lo faccio”. E’ quanto riferisce il portale RavennaNotizie.it.

Il punto pare stare proprio qui, a cavallo tra il divieto e il senso civico: per decreto, in pochi giorni hanno limitato considerevolmente la nostra libertà di cittadini, nel tentativo di tutelare al massimo la nostra salute e rallentare la diffusione del virus. Laddove il decreto non è arrivato, sono arrivate le ordinanze regionali e comunali, che governatori e sindaci hanno dovuto firmare per arrestare comportamenti che, appunto, non erano vietati, ma solo sconsigliati, come recarsi in luoghi all’aperto come parchi, spiagge e pinete. Restano le passeggiate solitarie, che molti non fanno, interpretando alla lettera l’indicazione legislativa “state a casa” e che qualcuno non può fare a meno di concedersi, proprio perchè non sono state vietate. Fin’ora, vien da dire. Passeggiate che possono essere solitarie proprio perchè la maggior parte delle persone non se le concede, per altro.

Allora forse è bene ascoltare le parole di chi con l’infezione da Coronavirus combatte ogni giorno in ospedale, cercando di salvare vite e di mettere a rischio il meno possibile la propria e quella dei propri famigliari: “Non possiamo toglierceli (i dispositivi di protezione individuale, n.d.r.) perché toglierceli vuol dire buttare tutto e rivestirsi, perché ci contaminiamo – continua l’infermiera ravennate -. Questo vuol dire che in quel caldo infernale che producono i dpi non possiamo bere, non possiamo fare pipí, non possiamo grattarci. Ci sono colleghi, che fanno turni più lunghi, che svengono. L’uso prolungato della ffp2 fa sì che si respiri più anidride carbonica del dovuto e ci sia un accumulo dei valori di anidride carbonica nel sangue. Ed è dannoso e provoca malesseri. Adesso è più chiaro prché dovete stare a casa?”.

“E non per me e i miei colleghi – conclude -, non perché i dpi scarseggiano e costano, non perché abbiamo i segni. No. Perché è una cosa seria, e non perché sia estremamente letale. Ma perché se vi contagiate tutti insieme per gli ospedali è un problema. Se vi contagiate tutti insieme contagiate anche noi, che siamo esposti ad un numero ingente di persone contagiate, e se noi ci ammaliamo tutti, mi spieghi chi vi cura?”.

Leggi anche:

Coronavirus: ecco lo “speciale” di AssoCareNews.it.

Coronavirus, il racconto terribile di un infermiere: “Sembra si spengano i polmoni”.

Coronavirus. Alessia, Infermiera: “non vanificate i nostri sacrifici”.

DPI Coronavirus: quali sono quelli giusti per proteggere sè e gli altri?