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Emergenza Coronavirus. Secondo il sindacato Fsi-Usae i professionisti sanitari vengono da una parte ringraziati, dall’altra condannati a morte per mancanza di DPI.

Adamo Bonazzi, FSI-USAE “i gesti valgono più di mille parole ed oggi hanno trattato il personale sanitario alla stregua di quella truppa che veniva definita “carne da cannone”. Il contenuto del protocollo firmato fra la Triplice, le associazioni datoriali e il Governo per la “regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” – a seguito degli scioperi spontanei dei lavoratori che sono stati effettuati in molte fabbriche, per essere stati esclusi dalle chiusure previste invece per il settore commerciale – che prevede che qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza minore di un metro e
non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie, pur essendo un provvedimento corretto e doveroso per il personale dell’industria manifatturiera nazionale, suona come l’ennesimo schiaffo ai professionisti della salute e agli altri operatori sanitari che sono chiamati a lavorare in prima linea con orari che vanno oltre i peggiori turni e senza adeguati dispositivi di protezione individuale.

Bonazzi, Segretario Generale FSI-USAE è intervenuto a margine del Consiglio nazionale di federazione odierno, tenuto in videoconferenza ed ha così stigmatizzato la questione: “poiché i gesti valgono più di mille parole, oggi, mentre tutto il paese li applaudiva in un FLASH MOB collettivo, la TRIPLICE e il Governo, hanno dato l’ennesima sberla in faccia ai Professionisti della Sanità. Oggi con quell’intesa, la TRIPLICE e il Governo ribadendo i diritti degli altri lavoratori ancora una volta, nei fatti, si sono dimenticati di tutelare il personale sanitario e lo hanno trattato alla stregua di quella truppa che veniva definita come ‘carne da cannone'”.