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Scala di Bristol, un valido strumento per infermieri e medici per descrivere le feci.

Scala di Bristol, un valido strumento per infermieri e medici per descrivere le feci.

Scala di Bristol. Quando le feci diventano importanti per l’assistenza. Sono uno scarto del nostro corpo, ma non è da scartare la loro importanza a livello diagnostico.

L’aspetto, la forma e come si presentano le feci è rilevante ai fini clinico assistenziali, per questo è di notevole importanza saper definire il prodotto di scarto del nostro organismo. La Scala di Bristol fu ideata a fine anni ’90 per evidenziare la prevalenza dei disturbi gastroenterologici della defecazione. Le feci sono innanzitutto il prodotto solido di scarto del nostro organismo: esse se il corpo funziona in maniera fisiologica si presentano morbide, di aspetto cilindrico e di colore marrone.

Il colore deriva dal processo di trasformazione, ad opera dei batteri ubiquitari dell’intestino, del prodotto birililubina in stercobilina. Vari cambiamenti patologici possono portare ad un cambiamento dell’aspetto, la scala di Bristol ci aiuta nel comunicare in modo corretto e immediato ciò che abbiamo visto.

La Scala di Bristol consta di sette items:

  1. Blocchi separati tra loro e duri, di difficile espulsione; aspetto come nocciole;
  2. A forma di salsiccia ma formata da vari blocchi;
  3. A forma di salsiccia con eventuali spaccature sulla superficie;
  4. A forma di salsiccia, liscia e morbida;
  5. Masse morbide ben separate tra loro, di colore chiaro;
  6. Pezzi soffici e leggeri con bordi frastagliati, pastose;
  7. Acquosa, nessun pezzo solido. Completamente liquida;

Tale scala ci permette quanto meno la descrizione dell’aspetto, ma è utile per gli operatori ricordare anche altri particolari come il colore e l’odore che non vengono descritti in questa scala. Le feci ideali sono Bristol 3 e 4: facili da espellere presentano la forma dell’ampolla rettale. Le feci Bristol 1 e 2 sono rappresentative di situazioni di estrema stitichezza, mentre quelle Bristol 5-6-7 indicano diarrea.

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Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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