Ostetriche: la FNOPO deve far parte integrante dell’Osservatorio per la Medicina di Genere.

Diventare ostetrica

La Federazione degli Ordini della Professione ostetrica interviene sul gruppo di lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità.

“La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica attiverà tutte le procedure necessarie affinché sia componente, di diritto, dell’Osservatorio per la Medicina di Genere che deve essere costituito sotto la vigilanza dall’Istituto Superiore di Sanità, così come previsto dal Piano Nazionale per la Medicina di Genere approvato dalla Conferenza Stato Regioni – scrivono in una nota le componenti del Comitato centrale FNOPO -. La presenza della Federazione, infatti, rappresenterebbe la traduzione concreta di un riconoscimento formale introdotto della legge 3/2018 quale ‘ente sussidiario dello Stato’ – sottolineano i vertici nazionali della Professione ostetrica”.

“Inoltre, sarebbe un’ulteriore garanzia a tutela della salute delle donne. La professione ostetrica rappresenta, infatti, tra le professioni sanitarie quella più vicina alle donne poiché da sempre si occupa della promozione, protezione e tutela della salute delle donne in tutte le fasi della loro vita, comprendendo anche quella del nascituro e dunque della coppia e della società Comunità. Sin dall’approvazione della legge 3/2018, la FNOPO ha riconosciuto la portata storica che la norma conteneva attraverso l’introduzione della medicina di genere nel Sistema salute e dell’esigenza di pro muovere una sperimentazione rispettosa del genere e dell’età pediatrica”.

“Il Piano Nazionale riprende le indicazioni dell’OMS secondo la quale la salute di uomini e donne è diversa sulla base della loro fisiologia e di fattori esterni come quelli ambientali. Deve essere diversa anche la cura e la terapia che deve essere loro garantita – sottolineano ancora la Federazione -. Le donne, inoltre, tendono ad ammalarsi di più, ma tendono anche a curarsi di meno e quando lo fanno, avendo più patologie correlate, assumono un numero di farmaci maggiore? rispetto agli uomini. Farmaci e terapie che però sono sperimentati e validati, nella quasi maggioranza dei casi, su uomini e quindi su basi biologiche totalmente diverse. Per tali motivi, la medicina di genere può essere il correttivo a una non adeguata farmacoterapia per donne”.

“La professione ostetrica, grazie alle specifiche conoscenze e competenze relative alla fisiologia della donna, invece, rappresenterà un valido aiuto nella ricerca, programmazione e individuazione dei criteri che dovranno essere messi in campo per la prevenzione e la cura delle patologie con nuovi farmaci sperimentati sulle donne. Non da ultimo, in previsione della costituzione dei Gruppi tecnici regionali, la FNOPO promuoverà che gli Ordini professionali delle Ostetriche si attivino per diventarne componenti e poter dare così il proprio contributo concreto, anche a livello regionale”.

“L’obiettivo – concludono i vertici FNOPO – è garantire alle donne la migliore tutela e assistenza sanitaria per vivere non solo più a lungo ma soprattutto con uno stato di salute migliore”.

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