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Emergenza Coronavirus. Stefania, nome di fantasia, è una Infermiera di 30 anni e lavora in una Rianimazione Covid-19 in Lombardia. “Quando ho visto mio padre nudo, intubato e disteso sul letto della Terapia Intensiva. Stava morendo”.

E’ il racconto straziante di una Infermiera trentenne che lavora in Lombardia. Ha trovato il padre ricoverato nella Terapia Intensiva dove lavora. Non sapeva che stava male, non lo sentiva da qualche giorni per i troppi turni massacranti. Stefania, il suo nome è di fantasia, ci racconta di quando ha scoperto per caso che il genitore era ricoverato nella sua Rianimazione e nel suo box: “mi si è gelato il sangue, il cuore si è fermato, sono rimasta impietrita, non riuscivo a muovermi, non riuscivo a respirare”.

Stefania piange ancora, per fortuna poi il suo papà cel’a fatta ed è stato estubato qualche giorno fa. Ora è in dimissione.

“Non auguro a nessuno di voi quello che è capitato a me – ci spiega la collega Infermiera – sono entrata in Unità Operativa, tutti mi guardavano in modo strano, però nessuno parlava; sono andata nel mio box, quello assegnatomi il giorno prima, è ho notato una chioma che conoscevo. Capelli bianchi, un po’ obeso, e poi l’alluce menomato per i postumi di un incidente di caccia. Era mio padre! Incredibile, ma vero, mio papà era disteso su quel lettino, intubato, immobile, impassibile al contatto fisico e alle mie urla. Sono scoppiata in un pianto disperato, non credevo a quello che vedevo, pensavo di vivere in un sogno. Era tutto vero, era proprio lui”.

Il tono della voce di Stefania, a questo punto, si fa più agitato, singhiozza, piange, bestemmia. Non si è ancora ripresa da quella giornata e dai turni successivi che l’hanno vista combattere in prima linea per salvare, tra gli altri, anche suo padre.

“Per fortuna ce l’ha fatta, qualche giorno fa è uscito dalla fase più critica. Una polmonite interstiziale bilaterale che lo stava conducendo alla morte. Lui ha 60 anni, non ha mai avuto un acciacco, era uno sportivo, da sempre impegnato nel sociale, non beveva, non fumava, mai un eccesso. Eppure era lì disteso su quel lettino, nessuno mi aveva avvisato. Purtroppo viveva da solo, mia mamma è deceduta qualche anno fa. I vicini hanno allertato il servizio 118. Non mi sentivo con lui da qualche giorno, non perché non volevo, ma perché arrivavo a casa straziata e crollavo sul divano. Viviamo in punti opposti della città, ma credevo stesse bene” – aggiunge la nostra interlocutrice.

“Quando si pensava al peggio, per fortuna – conclude Stefania – si è ripreso inspiegabilmente. E’ stato estubato e ora è in attesa di essere dimesso, purtroppo l’ultimo tampone è ancora positivo, per cui dovrà attendere. Sono convinta che ce la farà e che tornerò ad abbracciarlo quanto prima. Era solo, rischiava di morire da solo e io non me lo sarei mai perdonata”.

Grazie Stefania, in bocca al lupo per tutto.

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