DOCTOR24 | Alfredo, Medico di Pronto Soccorso: “non ce la faccio più qui ci sfruttano come schiavi”.

Medici: serve una svolta o sarà default!

Inauguriamo la rubrica Doctor24 con la storia di Alfredo, 33 anni, medico di Pronto Soccorso in Campania, che si sfoga con il nostro quotidiano: “basta con la Camorra, voglio emigrare all’estero”.

“Non siamo Medici, siamo solo schiavi di logiche di potere che sta ledendo dal profondo la salute dei Cittadini”. Inizia così la lettera di sfogo di Alfredo, medico chirurgo laureatosi un lustro addietro, che parla della sua esperienza lavorativa e professionale in un noto Pronto Soccorso della Campania. Parte con lui la rubrica Doctor24.

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“Lavoro in questo PS da ormai 2 anni, ma non vedo l’ora di scappare via dall’Italia, qui non siamo Medici ma pedine della Politica, dei miei colleghi più anziani e diciamocela tutta anche della Camorra – ci spiega telefonicamente Alfredo (abbiamo modificato il suo nome per proteggerlo da quello che dirà) – altro che rinnovo dei codici colore al triade del Pronto Soccorso, qui in Campania si accede alle visite con il cosiddetto ‘Codice Nero’, quello della malavita, che non è fatto solo di camorristi, ma di politici, di portaborse, di rappresentanti delle istituzioni e del mondo delle religioni che fa spavento. La povera gente non ha diritti, non ha modo di proteggersi da questi farabutti, che pretendono il diritto ‘divino’ di passare prima degli altri, infischiandosene dei problemi di salute di chi sta male o ha un codice colore più prioritario”.

E non è tutto, Alfredo parla della accondiscendenza delle direzioni amministrative, sanitarie e delle professioni sanitarie: “se solo ti permetti di protestare o di scrivere in Direzione ti trattano come un appestato, ti fanno mobbing, ti costringono in qualche modo ad andare via”.

“E io voglio andar via da questa realtà, sto già pensando di emigrare in Francia, in Belgio o in Inghilterra, ho ricevuto anche alcune proposte da Qatar che ora sto valutando – conclude mortificato Alfredo – qui devo sottostare a rinnovi di contratto che forse non arriveranno mai o se arrivano arrivano all’ultimo secondo. Non posso pensare ad un futuro professionale qui in Campania, non vedo nulla di buono alle porte. Scappo perché non posso fare altro”.

Speriamo solo che non sia la stessa cosa in tutti i PS campani. Però ora iniziamo a capire meglio il perché di tanti episodi di violenza nei confronti degli operatori della salute in questa regione.

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