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giovedì, Giugno 24, 2021
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Morire di crepacuore.

La signora Marta Bochicchio aveva 64 anni e viveva in casa con la figlia borderline di 33 anni. E’ stata ritrovata morta nel proprio letto. Era prona e completamente nuda.

Marta Bochicchio aveva 64 anni e viveva a Bologna da ormai 37 anni, da quando aveva conosciuto e sposato Anselmo Laganella, deceduto a 55 anni per i postumi di un sinistro stradale. Era madre di due figli: Maddalena Marsala, 33 anni, nota paziente psichiatrica con disturbo borderline della personalità, e Antonino Marsala, 36 anni, vigile del fuoco in Friuli Venezia Giulia.

L’Infermiere in Giallo. Le investigazioni del nurse-detective Giacinto Bui e dell’ispettore Elena Righi.

Marta era una insegnante in pensione, obesa, da tempo in trattamento con benzodiazepine per disturbi di ansia. Era diabetica e faceva uso anche di anti-aggreganti piastrinici e di anti-gottosi.

E’ stata trovata l’altra mattina riversa a pancia in giù nel suo letto e con delle strane ecchimosi sui fianchi, sul collo e lungo la schiena. Era completamente nuda e coperta parzialmente da un lenzuolo. Ad allertare i vicini la figlia Maddalena, che poi a loro volta hanno informato dell’accaduto il Servizio 118 e il figlio Antonino.

Sul posto sono giunti subito dopo gli uomini dell’emergenza-urgenza, che non hanno potuto fare altro che verificare il decesso della signora Marta, avvenuto con ogni probabilità diverse ore prima.

L’arrivo dell’India.

All’arrivo dei soccorritori Gino Vigilanti (Infermiere), Nicola Caruso (Soccorritore) ed Ernesto Lamura (Autista), una visione raccapricciante: la donna era completamente nuda, coperta a malapena da un lenzuolo sudicio e in posizione prona, con la testa incassata nel materasso. Impossibile spostarla e posizionarla supina (magari per effettuare un ECG di controllo o una Rianimazione Cardiopolmonare), era già in rigor mortis.

La scelta obbligata.

Gli uomini del 118 a quel punto ha scelto la via obbligata: informare la centrale operativa, richiedere l’intervento immediato di un Medico.

La figlia Maddalena.

La figlia Maddalena soffriva di Disturbo della personalità borderline, viveva con la vittima fin dalla nascita e dormiva tutte le notti con la madre. Anche la sera precedente all’accaduto si era coricata al suo fianco.

Il vicino confuso.

Dai racconti del vicino, Alfonso Signori (74 anni, vedovo), allertato proprio dalla ragazza da donna respirava ancora, ma i dubbi dei sanitari si sono fatti subito evidenti. La chiamata è arrivata in centrale alle ore 13.15, sul posto l’India è giunto alle ore 13.35. L’Infermiere, l’Autista e il Soccorritore hanno immediatamente verificato il presunto decesso della donna, avvenuto diverse ore prima.

Qualcosa non quadrava nei racconti di quell’uomo, che ha impedito ai soccorritori, assieme al fratello Antonino (collegato telefonicamente) di avere contatti con Maddalena e quindi chiederle direttamente riscontri sull’accaduto.

L’arrivo del Mike.

All’arrivo del Mike e quindi del Medico del 118 dott. Michele Augelli quest’ultimo ha avuto la stessa sensazione: la signora era in rigor mortis e pertanto deceduta da diverse ore, probabilmente già durante la notte.

La chiamata dalle forze dell’ordine.

Il Medico, d’intesa con la centrale operativa del Servizio 118, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine (nella specifico la Polizia di Stato), raccontando dei suoi dubbi e della scena a cui i sanitari e i soccorritori si sono trovati di fronte.

L’arrivo dell’ispettore Righi.

Sul posto è giunto dopo qualche minuto l’ispettore Elena Righi della Polizia di Stato, accompagnata da due agenti in borghese, Ignazio Carfagno e Belinda Succinelli.

Righi al Medico: “cosa è successo?”.

Augelli: “i colleghi dell’India hanno trovato la signora prona, quasi completamente nuda e deceduta da diverse ora; l’autopsia ci dirà da quando, ma abbiamo bisogno del parere di un Medico Necroscopo, già allertato dalla centrale; la signora è vedova da anni e vive con una figlia maggiorenne affetta da una grave forma di patologia psichiatrica; ad allertare i soccorsi è stato uno dei vicini, che però ha riferito di aver trovato la donna che respirava; una incongruenza che ci ha subito insospettiti”.

Righi: “vero c’è qualcosa di strano e poi quest’odore pungente di aria stantia e di igiene precaria è sintomo che qualcosa in questa casa e in questa storia non va”.

Righi all’Infermiere: “lei cosa ha notato di strano al suo arrivo?”.

Vigilanti: “la cosa che mi ha fatto subito pensare al peggio è proprio questo odore pungente che sa tanto come diceva lei di igiene precaria e di condizioni familiari un po’ disastrate; poi ho trovato la donna completamente prona con il viso infilato nel materasso, come se qualcuno avesse spinto la sua testa in basso forzatamente; poi era in evidente rigor mortis e le macchie ematiche tipiche dell’ipostasi cadaverica o livor mortis erano piuttosto diffuse in tutto il corpo; inoltre non siamo riusciti finora a parlare con la figlia, che pur psichiatrica potrebbe darci delle informazioni più specifiche su quanto accaduto in quella stanza”.

Righi al vicino di casa: “lei ha sentito respirare la signora al suo arrivo in casa vero?”.

Signori: “si, o meglio no, non so; ho sentito dei rumori provenienti dalla sua testa e ho pensato che stesse ancora respirando; ho chiamato il figlio e poi il Servizio 118; ho portato la figlia Maddalena in un’altra stanza e ho atteso l’arrivo dei soccorsi; sono nei guai?”.

Righi: “vedremo se è nei guai, intanto non lasci casa sua fino a nuovo ordine, dovremo riascoltarla più tardi”.

Righi al telefono con il figlio della vittima: “signor Antonino lei da quando non sente sua madre e sua sorella?”.

Antonino Marsala: “non le sento dall’altro ieri sera; tutte le sere le chiamo per sentire come stanno; ho sentito mia mamma molto affaticata e un po’ giù d’umore, mi ha detto di non sentirsi bene, ma di non volersi rivolgere al suo Medico sennò la ricoveravano e in piena Pandemia aveva paura; ma la sua paura più grande era lasciare sola Maddalena, che sarebbe di fatto stata assegnata ai Servizi Sociali; sai noi siamo una famiglia proveniente dal Sud, a Bologna conosciamo poca gente e ormai tutti i nostri vicini sono anziani; non abbiamo familiari in zona e io lavoro fuori regione; le ho detto comunque di chiamare il Medico a casa, ma con ogni probabilità non lo ha mai fatto; poi la chiamata odierna e la notizia della sua morte; vi prego lasciate stare mia sorella, potrebbe diventare molto aggressiva”.

Righi: “purtroppo in queste condizioni non posso lasciarla qui da sola, devo per forza interessare i Servizio Sociali della città Metropolitana di Bologna; poi decideranno loro; invece la informo che probabilmente la salma sarà sequestrata e che sua mamma sarà sottoposta ad autopsia; dobbiamo capire come è morta, se è morta naturalmente o si tratta di altro”.

Marsala: “ma lei sta insinuando che qualcuno ha ucciso mia mamma? è pazza!”.

Righi: “stia calmo, l’autopsia ci dirà tutto”.

La constatazione di morte sospetta.

Sul posto nel frattempo era soggiunto il medico necroforo Alfredo Ianni, che dopo una lunga analisi della scena e dei segni presenti sul corpo della donna ha constatato il decesso per cause sospette e presumibilmente non naturali. Per cui si era resa necessaria proprio l’autopsia.

Il responso dell’autopsia.

Dopo qualche ora disposto il sequestro della salma e il suo trasferimento per la dovuta autopsia da parte del magistrato di turno dott. Michele Silvestri.

L’autopsia praticata dal medico anatomopatologo dott. Emilio Liverani ha dato un responso inatteso: la morte è stata causata da un arresto cardiaco successivo a soffocamento e successiva a violenza sessuale; non è stata riscontrata presenza di liquido seminale maschile, ma lesioni da sfregamento vaginale e rettale.

L’omicidio.

Chiaro che si trattasse di omicidio e che dietro ad esso vi era una sorta di “rito”. Ma chi ha ucciso la donna?

Righi: “Giacinto (Bui) ti va di prendere un caffè al solito bar? Ti aspetto alle 14.35; ciao”.

Bui: “ok”.

Il caffè e i sospetti.

Righi: “senti Giacinto mi è capitato tra le mani il caso di una donna obesa trovata morta in casa; viveva con un parente psichiatrico; la cosa strana è che la donna è stata trovata interamente nuda e riposta prona con la faccia contro il cuscino; a me sembra un rito, una sorta di omicidio realizzato per finalità non terrene”.

Bui: “da quello che mi hai raccontato e dai risultati dell’autopsia anche a me ha dato subito questo sospetto; hai provato ad ascoltare ad ascoltare la figlia? solitamente la soluzione di un reato è più vicina di quello che uno può pensare”.

Righi: “la convoco in centrale e chiedo per lei il supporto di uno Psichiatra”.

Bui: “fai bene, perché sono convinto che la chiave di lettura di questo omicidio sia da ricercare nei rapporti tra madre e figlia sulle patologie di cui soffre la ragazza; il fratello, secondo me, sa più cose di quello che può sembrare; ascolta anche lui e soprattutto ascolta il vicino; da quello che mi hai raccontato il rapporto con Maddalena è troppo morboso”.

Righi: “sarà fatto; grazie, ci vediamo a cena da me stasera”.

Bui: “porto un Nero di Troia d’annata, arrivo alle 21.10; fatti trovare”.

Il colpovole.

La mattina successiva l’ispettore Righi ha convocato tutti i testimoni diretti ed indiretti dell’accaduto presso la Questura: Antonino (figlio della defunta), Maddalena (sua sorella, accompagnata dal dott. Oreste Riganelli, psichiatra) e Alfonso (il vicino).

Righi: “buongiorno a tutti, vi ho convocati qui tutti e tre perché ho capito cosa è accaduto a Marta; uno di voi tre è l’assassino e tra un po’ vi dirò chi è; per prima cosa vorrei scagionare Maddalena; lei è doppiamente vittima; ha già i suoi problemi ed è terrorizzata da un mostro, che è uno di voi due (rivolgendo il dito prima contro Antonino, poi contro Alfonso)”.

Antonino: “cosa dice? lei è pazza, voglio il mio avvocato!”.

Alfonso: “io non parlo senza il mio avvocato, qui si sta prendendo un grosso abbaglio”.

Righi: “nessun abbaglio, nessuna pazzia, tra un po’ uno dei due confesserà; mi ha aiutato a risolvere il caso un amico Infermiere; lei signor Antonino sapeva dei rapporti di sua sorella con il sig. Alfonso? Sa perché Maddalena in presenza di quest’uomo resta sempre in silenzio e abbassa la testa? Io si. Vero caro Signori?”.

Alfonso (Signori): “ma cosa sta blaterando, io non l’ho mai toccata con un dito, è lei che ci prova sempre con me e io ho sempre rifiutato le sue avance; sono una persona seria e morigerata, lei è fuori di senno”.

Righi: “io sto solo ricostruendo la verità delle cose carissimo Alfonso, vero Maddalena?”.

Maddalena: “lui mi ha sempre detto che se andavo a letto con lei scacciavo i demoni che ho dentro, però non mi ha mai fatto del male, lui è un uomo molto serio, un Sacerdote Indù”.

Alfonso: “ma date retta ad una pazza?”.

Righi: “lei è solo un porco approfittatore, arrestatelo (rivolgendosi ai due poliziotti presenti nella stanza); la signora Marta l’ha beccata a provarci con la figlia e lei l’ha ammazzata vero?”.

Maddalena: “si l’ha ammazzata lui, ma ha provato a resuscitarla con un rito magico e io gli ho dato una mano; abbiamo spogliato mamma e l’abbiamo posizionata a faccia in giù, così l’anima non scappava via”.

Righi: “come l’ha ammazzata sig. Alfonso?”.

Alfonso: “basta, basta, basta, basta, basta, i demoni verranno a prendere anche lei e io non la salverò; quella stupida di Marta non dove offendermi e non doveva minacciarmi, l’ho soffocata con un cuscino e ha fatto la fine che doveva fare”.

Questo è il secondo capitolo del Libro Giallo scritto dal direttore Angelo Riky Del Vecchio e che viene pubblicato a puntate su AssoCareNews.it. Fatti e riferimenti a persone realmente accaduti o esistenti sono puramente casuali.

Leggi anche:

Il primo capitolo:

Il Paziente impiccato.

Dott. Angelo Riky Del Vecchiohttp://www.angelorikydelvecchio.it
Nato in Puglia, vive e lavora in Emilia Romagna, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.
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