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Silvia ha 40 anni ed è mamma di una splendida adolescente. Fa l’Infermiera e in reparto si è ammalata di Coronavirus: “sono salva grazie all’aiuto di mia figlia adolescente, lo Stato mi ha lasciata sola”.

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

mi chiamo Silvia e sono una Infermiera scampata al Coronavirus. Nel giorno della Festa della Mamma ho scelto di raccontare la mia storia. Ho 40 anni, sono vedova e non vivo sola con mia figlia adolescente. Grazie a lei sono viva e sono riuscita a superare la quarantena a casa senza problemi, anche se i danni ai polmoni sono tanti e tali che non mi fanno prevedere un futuro roseo.

Da mamma non posso che ringraziare questa figlia meravigliosa, senza di lei non sarei sopravvissuta. Mi ha curata, accudita, ascoltata, sostenuta, costretta ad una quarantena forza in stanza.

Ne voglio approfittare per ringraziarla, il mio è un atto d’amore nei confronti di mia figlia, che assieme a mio marito defunto abbiamo saputo tirar su e bene. Anche lui era Infermiere, ma è venuto meno alcuni anni fa per un sinistro stradale. Da allora non ho mai voluto risposarmi, per dedicarmi anima e corpo alla mia e nostra creatura.

Lo Stato mi ha abbandonata, solo per avere un tampone e l’ufficialità della mia infezione ci ho messo 15 giorni. Nel frattempo avevo tutti i segni e i sintomi del Covid-19.

Grazie a mia figlia oggi sono qui a parlarvi. Mi ha costretta a stare chiusa nella mia stanza e di utilizzare esclusivamente il mio bagno. Per il resto ha pensato a tutto lei: fare la spesa, cucinare, pulire la casa, pagare le bollette. Mi lasciava il cibo davanti alla porta della stanza e ci vedevamo solo in video-chiamata.

Mi sono ammalata agli inizi di Marzo. Vivo in Lombardia, in quella Lombardia evoluta dove i Medici ci dicevano di non indossare le mascherine perché facevamo spaventare i Pazienti; in quella Lombardia che ha mietuto tante vittime tra i nostri colleghi; in quella Lombardia che invitava a fare gli aperitivi e andare in vacanza e che non pensava all’infezione e non proteggeva i suoi Anziani nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).

Ed è proprio in una di queste RSA che mi sono infettata di Coronavirus. Ci dicevano di non aver paura, che era un semplice raffreddore. Non era così, non è così. L’Italia piange oltre 30.000 morti ufficiali, tra cui oltre 300 operatori sanitari e socio-sanitari.

Ci hanno abbandonati, ci hanno lasciati soli a combattere questo stronzo di Covid, che però da solo non poteva fare tanti danni e che ha avuto l’aiuto di una classe politica e dirigenziale fortemente impreparata a gestire una Pandemia.

Torno a mia figlia, al mio amore di mamma: grazie, grazie, grazie.

Una abbraccio anche a tutta la redazione di AssoCareNews.it, senza di voi non avremmo spazio in questa guerra impari contro il Coronavirus e contro il pressappochismo di chi ci governa a tutti i livelli.

Silvia, Infermiera e mamma di una figlia straordinaria

PS = Al terzo tampone negativo mi hanno chiesto di tornare al lavoro. Mi sono licenziata in tronco, ho un po’ di soldi da parte e per fortuna la mia famiglia mi ha lasciato una buona eredità. Al momento voglio dedicarmi al mio amore. Ci penserò, in futuro vedrò se è il caso di tornare a fare l’infermiera in queste condizioni.

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