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Infermieri deprofessionalizzati e OSS costretti a fare doppi turni: cosa sta succedendo in Italia?

Infermieri deprofessionalizzati e OSS costretti a fare doppi turni: cosa sta succedendo in Italia?

Gentile Direttore di AssoCareNews.it,

sono una Operatrice Socio Sanitaria e lavoro presso un’importante Fondazione di Torino. In questo momento mi trovo in una Casa di Cura dove abbiamo pazienti neurologici e ortopedici post-acuzie e che afferiscono dai vicini nosocomi della capitale. Mi rivolgo a lei, dopo aver inutilmente cercato risposte presso la Regione Piemonte, nella speranza di trovare finalmente risposta a un quesito che parrebbe di facile soluzione, ma che tale non è.

Vorrei sapere, dato che la mole di lavoro per noi OSS diventa sempre più importante (spesso anche a causa di ricoveri “incogrui”), che rapporto esiste tra numero di OSS e numero di pazienti in una struttura sanitaria privata, affinché si possa dare ai pazienti un’assistenza adeguata.

Mi spiego meglio. In questo reparto ci sono 30 pazienti (tra cui 10 solventi, ossia paganti), molti non autosufficienti, per 2 OSS (al mattino e al pomeriggio). Al mattino oltre ai 2 Operatori Socio Sanitari sono presenti in reparto 4 Infermieri e tanto basta a far affermare alla Coordinatrice Infermieristica che gli standard regionali sono soddisfatti. Senza però considerare che (solo dopo nostre ripetute lamentale), un Infermiere a turno si stacca e fa il giro dei pazienti insieme a uno di noi, mentre l’altro intanto prepara le colazioni.

Ora io le chiedo, come è possibile che gli standard qualitativi regionali siano soddisfatti da 2 OSS per trenta pazienti con gli Infermieri sul piede di guerra perché ritengono tutto questo demansionamento? Neanche a dargli poi così torto, dato che l’aiuto dell’Infermiere a questo punto non è neppure sporadico e visto che al reparto sopra il nostro, gli OSS sono talmente in eccedenza da averli piazzati in turno come “jolly” e che però non vengono messi a disposizione del nostro, se non quando manca l’infermiere in turno che fa il giro letti con noi.

Spero di ricevere una risposta almeno da Lei Direttore, dato che qui si continua a far finta che tutto vada bene.

Grazie anticipatamente per l’attenzione.

Barbara, OSS

PS – In tutto questo mi sono dimenticata di dire che il nostro è un centro di riabilitazione e che al mattino, fornite velocemente le cure igieniche di base al paziente, questi sono pronti per le attività connesse al loro stato di salute.

* * *

Carissima,

qui non si tratta solo di standard (perché da quello che possiamo capire vengono rispettati appieno), ma di qualità dell’assistenza. Da una parte vi sono gli Operatori Socio Sanitari che nella sua Unità Operativa sono pochi e sovrautilizzati fino allo stremo, dall’altra vi sono gli Infermieri costretti a fare l’attività dell’OSS e quindi quella del personale di supporto. Tutto questo è deprofessionalizzante/demansionante per gli Infermieri e avvilente per gli OSS. Purtroppo le norme spesso vengono fatte a tavolino da chi non si occupa di assistenza sanitaria e socio-sanitaria diretta e si creano di questi sfaceli. Sicuramente in questa casa di cura c’è qualcosa che non va e che la Coordinatrice Infermieristica non dice tutta la verità. Spesso chi dirige l’attività infermieristica e di riflesso quella socio-assistenziale deve rispondere a logiche che vanno dal dover rispondere a tutti i costi alle esigenze di spesa, dall’altra alle richieste delle direzioni sanitarie e amministrative, che pensano esclusivamente (non in tutti i casi per fortuna) alla quantità e non alla qualità. Non credo di aver risposto correttamente al suo quesito, ma l’invito è quello di fare gruppo tra OSS e Infermieri e di rivolgervi assieme ad una sigla sindacale e ad un legale, perché possano esaminare bene la questione e trovare una soluzione che stia bene ad azienda e lavoratori. Torneremo a parlare dell’argomento, non appena ci saremo meglio informati sugli standard. Va ricordato che alla fine della fiera i Pazienti sono quelli che subiscono in prima persona questi sfaceli legislativi ed organizzativi. Continui a seguirci.

Angelo Riky Del Vecchio, direttore quotidiano sanitario AssoCareNews.it

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