Infermiere tenta suicidio: dobbiamo impedire queste morti di Stato

Suicida dal quinto piano: ragazzo si uccide in ospedale

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

non scrivo per aggiungere altre polemiche a quanto è successo.​ Essendo anch’io dipendente di una azienda sanitaria capisco e comprendo lo stato d’animo di quei colleghi che sono lontani dalla loro famiglia. Certo che è un diritto ricongiungersi ai propri affetti.​

Purtroppo “noi” non abbiamo diritti, ma solo doveri… E parlo in linea generale, non solo per gli scambi intra-lavorativi.​
Nel caso specifico, lo scambio era stato preventivamente accordato, presumo fossero stati informati i rispettivi coordinatori. E in 5 mesi forse, qualche risposta avrebbero dovuto darla, sia anche negativa, ma comunque informare i diretti interessati.
In ospedale, dove il contatto con il dolore e il rispetto per​ “l’umana sorte” dovrebbero essere la prerogativa, il perno del lavoro di cura, ci rendiamo conto, specie noi che ci lavoriamo, di essere solo un numero.​
Auguro a questo mio collega di riprendersi la sua vita, di combattere per i suoi bambini e per i suoi diritti.​
Cordiali saluti.​
Angiolina Feltre, una lettrice.
Per approfondimenti:
https://www.assocarenews.it/infermieri/infermiere-tenta-il-suicidio-azienda-nega-cambio-alla-pari-voleva-ricongiungersi-con-famiglia-in-calabria

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