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Erminia Marcato è una Infermiera veneta in pensione da ormai dieci anni. Ci scrive una lettera che ci ha fatto riflettere. Per lei il Coronavirus (COVID-19) è una finta emergenza. Si è solo creato allarmismo inutile. Ha ragione?

Carissimo Direttore di AssoCareNews.it,

l’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio l’intero Nord Italia, soprattutto il Veneto, dove si respira una brutta aria di paura e di rassegnazione. Sto seguendo da giorni il vostro speciale sul COVID-19. Nel mio piccolo cerco di fare quello che posso, nonostante sia in pensione da ormai 10 anni.

Gli Infermieri italiani hanno affrontato tante altre emergenze, dai terremoti alle catastrofi naturali, dal colera all’AIDS. Mai nessuno di noi si è tirato indietro, ci siamo sempre messi a disposizione dello Stato e del Servizio Sanitario Nazionale senza proferir parola. Eppure non siamo stati mai presi in considerazione più di tanto. Ora che il nemico è “invisibile” ed è altamente virulento non ci siamo tirati indietro, anzi anche se in pensione ci siamo sempre messi a disposizione della collettività qui in Veneto, come nel resto d’Italia.

Ho però una considerazione da fare. A mio avviso si è creato troppo allarmismo sul Coronavirus, la situazione andava affrontata diversamente, con più calma, con più interventi mirati e non di massa. Il Governo ha creato uno stato militare di fatto in Veneto e in Lombardia, qui tutti hanno paura e non sanno come difendersi. La gente è disperata, ma anche, come dicevo prima, rassegnata.

Noi veneti ci siamo sempre rimboccati le maniche e abbiamo ricostruito tutto dopo tutte le catastrofi, ma questa volta sarà più difficile, siamo stati colpiti al cuore, siamo gli “appestati” del nuovo millennio per l’opinione collettiva. Non è così.

Vi lascio dicendo che noi Infermieri moriremo di assistenza, non smetteremo mai di darci da fare per gli altri, siamo nati così e chi nasce tondo non muore quadrato.

Grazie per darmi questa possibilità di sfogarmi.

Erminia Marcato, Infermiera in pensione