Coordinatore Infermieristico: quanto è dura essere severo e soprattutto leale.

Un Infermiere su 370 detenuti: la situazione intollerabile al carcere di Vercelli.

La lettera di un collega riapre la discussione sul ruolo del coordinamento nella professione infermieristica. Vittime o aguzzini?

Un Infermiere Coordinatore ci racconta la sua vita professionale, molto difficile: tra dirigenza e comparto, tante responsabilità e poca gloria. Ecco il suo scritto.

Gentile Redazione di AssoCareNews.it,

con la presente Vi chiedo di poter pubblicare questa mia missiva. Sono coordinatore infermieristico da oltre 10 anni e amo il mio lavoro.

Coordinare e gestire un reparto non vuol dire movimentare numeri ma, per dirla calcisticamente, mettere in campo una squadra nel modo migliore possibile. Per arrivare alla migliore qualità, all’esaltazione del singolo e del gruppo.

Purtroppo capisco che spesso questi intenti non sono apprezzati dai nostri colleghi.

Un coordinatore ci mette il cuore e spesso ingoia rospi che non è disposto a ingoiare. Ma essere un buon preposto significa dover mediare tra comparto e dirigenza e questo genera molta solitudine.

Gli stessi colleghi con cui hai fatto turno, dopo un pò perdono la confidenza e me ne rendo conto che anche da parte mia succede lo stesso.

Vorrei però fare un appello: siamo tutti colleghi, indipendentemente dal colore della casacca o camice.

Non dimentichiamolo.

Distinti Saluti.

Riccardo G., un coordinatore infermieristico… ma sempre infermiere!

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