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Ristori: Sistema Emergenza Urgenza, serve una buona riforma! Parola di medico!

Ristori: Sistema Emergenza Urgenza, serve una buona riforma! Parola di medico!

Emergenza Urgenza, un sistema al collasso? Quali priorità per una riforma necessaria? Intervista a Riccardo Ristori, medico di Pronto Soccorso, che racconta da dentro i problemi e le possibili soluzioni di una crisi che a molti pare irreversibile.

Hai iniziato il tuo percorso in Emergenza Urgenza tanti anni fa, spaziando tra 118 e Pronto Soccorso. Quali pensi che siano le falle di un sistema che sembra non riuscire più a ricucire il gap tra bisogni dei cittadini e offerta di salute?

In questi anni abbiamo notato un incremento dell’utilizzo improprio dei servizi di emergenza urgenza, il problema è riconducibile a più fattori:

  • Il cittadino lo ritiene ormai un riferimento nel tentativo di risolvere tutti i problemi socio-sanitari.
  • Il Medico di Medicina Generale si trova a gestire un alto numero di pazienti cronici (che sono quelli che utilizzano il pronto soccorso in modo meno inappropriato) ed ha meno tempo a disposizione per gli altri pazienti.
  • Gli operatori del Pronto Soccorso sempre più bersaglio di denunce, non possono respingere i pazienti e spesso dispongono accertamenti non urgenti alimentando un circolo vizioso tra medicina difensiva e aumento della percezione da parte del cittadino di aver intrapreso la giusta strada.

Il mondo dell’Emergenza Urgenza chiede a gran voce una riforma nazionale e pare che ci siano tutti i prodromi perché questo si realizzi. Quali pensi debbano essere le priorità di questo futuro cambio di rotta?

Affinché una riforma possa essere efficace, non si può formulare senza tener conto di questi cambiamenti, per cui occorre:

  • Migliorare il rapporto tra medicina territoriale e cittadinanza, che la medicina sia davvero di gruppo e che non abbia uno stretto limite orario.
  • La medicina in genere non potrà sempre essere difensiva, ma siamo uno dei 3 paesi al mondo in cui si può essere accusati di omicidio colposo mentre si cerca di curare un paziente, prima o poi ci si dovrà adeguare all’Europa.
  • La salute non passa solo attraverso una visita dal medico, ci sono altre figure professionali che solo in Italia non hanno il giusto ruolo (infermieri, assistenti sociali e sanitari, psicologi).

Rispetto alle proposte, in particolare la Società Italiana Infermieri in Emergenza Territoriale (SIIET) pone come una delle priorità basilari l’armonizzazione dei SSR, superando le troppe diversità senza perdere le peculiarità che valorizzano le differenze. Cosa ne pensi a riguardo?

Sarebbe già un successo avere armonia all’interno di una Regione, ad esempio in Toscana abbiamo province con automediche, ambulanze infermieristiche e ambulanze per il soccorso di base ed in altre (come a Livorno), solo ambulanze con medico e soccorritori volontari.

In altre regioni fino a poco tempo fa si poteva trovare nella stessa ambulanza il medico anestesista e il medico del 118 insieme ad un soccorritore volontario, mentre in altre ancora c’è il rischio che prima o poi il mezzo medicalizzato venga inviato solo in base all’ aspettativa di vita (se è anziano, possiamo mandare anche solo i volontari..).

La revisione non può essere regionale, occorre che ci sia un piano nazionale in cui il Sistema Sanitario non sia ospite di un sistema di convenzioni.

Quale futuro vedi per un sistema che non cambierà la propria struttura nel breve periodo?

Mi sembra incredibile che ancora si riesca a garantire un buon sistema di cure. Si parla sempre di sistema al collasso, ma in qualche modo la buona volontà, l’applicazione e lo spirito di squadra riescono a sopperire alle numerose mancanze con ancora una discreta credibilità.

E partendo da questo, sono certo che si realizzerà una buona riforma. Un’iniziativa in cui credo molto è l’adeguamento delle leggi alle nuove (ormai non più troppo nuove) figure professionali, soprattutto vedo uno splendido ruolo per gli infermieri; quello che avrei voluto io quando ero infermiere 25 anni fa.

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Dott. Marco Tapinassi

Vice-Direttore. Infermiere in Psichiatria, webwriter, attentatore di biscotti ma anche coautore di libri sui concorsi pubblici. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.

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