carlotta giavolucci
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Carlotta Giavolucci, neo-Infermiera, è una delle più giovani colleghe candidatesi alle Elezioni per il rinnovo degli OPI a livello nazionale. Lei è di Santarcangelo di Romagna e si candida a Rimini. Ecco perché.

Carlotta Giavolucci, classe 1997, è tra le giù giovani Infermiere candidatesi per le Elezioni degli OPI 2020. Lei scende in campo per la Lista “MettiAMOci in ORDINE“, che vede come referente l’Infermiere dell’Emergenza Territoriale Nicola Colamaria. A 23 anni ha già le idee chiare. L’abbiamo intervistata.

Attualmente Carlotta lavora presso il Reparto COVID dell’Ospedale “Infermi” di Rimini. Si è laureata sempre nella cittadina romagnola con una tesi su “Le cure palliative nel neonato estremamente pretermine, una revisione sistematica” (relatrice la docente Patrizia Di Giacomo).

Vediamo come e cosa ha risposto Carlotta alle nostre domande.

Sei una delle Infermiere neolaureate più attive e tra le più giovani candidata Opi in Italia. Come mai hai accettato questa avventura?

Ho accettato subito di intraprendere questa avventura perché è sempre stato uno tra i miei obbietti da raggiungere, già dagli anni dell’università, la vedevo però come un’avventura di fine carriera, per cui ringrazio chi mi ha dato l’opportunità di intraprenderla già da adesso, so che rappresenta un impegno importante, ma ho sia la voglia che il tempo di portarlo a termine fino in fondo, impegnandomi al massimo in questo progetto.

Hai studiato presso il polo didattico di Rimini. Cosa cambieresti in meglio in questa università?

Posso dire di essere soddisfatta dei tre anni passati all’università di Rimini, ho imparato davvero tanto. Una cosa che cambierei in meglio sarebbe lo spazio e il tempo dedicato per i laboratori, parte fondamentale del programma di tutti e tre gli anni, sviluppando ancora di più il progetto di peer tutoring, nato durante il mio ultimo anno di università, poiché avendolo vissuto e testato in prima persona ritengo sia un attimo metodo di insegnamento, il quale facilita l’apprendimento da parte dello studente.

Lavori attualmente in un reparto Covid. Ovviamente non hai esperienza, hai paura di confrontarti con Pazienti infetti e con colleghi più esperti?

L’esperienza me la sto costruendo giorno dopo giorno sul campo, mettendoci il massimo dell’impegno. La paura, soprattutto all’inizio, era tanta, perché mi sono letteralmente ritrovata catapultata in una realtà mai vista prima, in più l’unica esperienza che avevo in quel momento era quella del tirocinio universitario, per cui mi sono dovuta rimboccare le maniche, farmi coraggio e incominciare. I colleghi più esperti per me sono stati il punto di riferimento, posso solo che ringraziarli per tutto quello che mi hanno insegnato e mi continuano ad insegnare tutt’oggi. Non posso negare che la paura di entrare in contatto con un paziente infetto e di infettarmi è tanta, un elemento fondamentale però, per superare anche questa paura, è sempre stato l’esserci ritrovati tutti nella stessa situazione, per cui l’unione ha fatto la forza e ci ha permesso, come ci permette tutt’ora, di lottare e di superare ogni giorno nuove sfide.

Presso l’Opi di Rimini si paventa la nascita di una Consulta giovanile: cosa vorresti fare per i tuoi colleghi coetanei?

Sicuramente sarei onorata di fare da portavoce per tutti i miei colleghi coetanei, il mio obbiettivo sarebbe quello di portare alla luce anche il nostro punto di vista, poiché in alcuni casi potrebbe essere differente da quello di un collega più esperto e quindi spesso si rischia che venga messo da parte, per cui vorrei evidenziare anche quelle che noi pensiamo possano essere delle problematiche rilevanti e in quale modo secondo noi potrebbero essere risolte nel migliore dei modi.

Ti sei laureata con una tesi sulle cure palliative sul neonato, un Paziente estremamente complesso. Hai trovato difficoltà o ti sei trovata di fronte ad una strada spianata?

Ho sempre avuto un interesse particolare per l’ambito pediatrico, per cui questo mi ha sicuramente facilitato il lavoro ed è stato anche il motivo per il quale ho deciso di intraprendere un master in infermieristica pediatrica dopo la triennale. L’impegno e il tempo che ho dedicato alla mia tesi è stato tanto, questo perché il mio obbiettivo era quello di far si che il mio lavoro potesse diventare qualcosa di concreto. Devo ringraziare tantissimo la mia relatrice Patrizia Di Giacomo, la quale mi ha seguito durante tutto il mio percorso e mi ha offerto l’opportunità di poter presentare la mia tesi al congresso nazionale SICP del 2020.

Qual è il tuo sogno nel cassetto e quale sarà il tuo impegno nel futuro gruppo dirigenziale dell’Ordine degli Infermieri di Rimini?

Il mio sogno a breve termine è quello di poter continuare a studiare in contemporanea all’impegno lavorativo, per accrescere sempre di più le mie conoscenze.

Il mio sogno nel cassetto è invece quello di entrare nel mondo universitario e poter formare così i futuri infermieri.

L’impegno nel futuro gruppo dirigenziale dell’Ordine degli Infermieri di Rimini sarà sicuramente quello di dedicargli tutto il tempo necessario, di portarlo a termine fino in fondo e di offrirgli le mie energie e l’amore che ho per questa professione.

Grazie Carlotta e in bocca al lupo per le elezioni!

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