histats.com
martedì, Ottobre 26, 2021
Pubblicità
HomePrimo PianoL'EditorialeConovavirus e anziani: nessun rispetto per i nostri nonni e le nostre...

Conovavirus e anziani: nessun rispetto per i nostri nonni e le nostre nonne.

Coronavirus: l’epidemia ha fatto emergere il mancato rispetto che la nostra società esercita verso i nostri anziani.

Coronavirus: mentre il mondo cerca di percorrere le vie della prevenzione, della cura e della ricerca, l’epidemia ha fatto emergere una delle verità più crude che regola la nostra società.

Non siamo tutti uguali.

Seguendo le leggi naturali, il più forte sopravvive. Ma questo pone il più forte di fronte ad un dubbio che naviga tra conscio e subconscio e che porta a scelte moralmente dicotomiche tra civile ragione e istinto.

Questo dubbio è: il più forte deve procedere nella via esistenziale o si fa carico del debole per proseguire insieme?

La nostra società, dopo secoli di rivoluzioni e rivendicazioni sociali, ragionamento filosofico e anche teologico, è improntata vistosamente verso la civil ragione, in questo caso espressa nell’assistenza al più debole (economica, sanitaria, sociale etc. etc.).

Ma realmente non lasciamo indietro nessuno?

L’esternazione del primordiale istinto di sopravvivenza genera dei gran bei paraocchi utili a distrarre coscienza e senso di giustizia.

Declinando questo etereo alla situazione Coronavirus, la strage delle RSA è una conseguenza di una struttura sociale che non trova posto per gli anziani. Non si parla di posto fisico ma di posto sociale, ovvero di ruolo all’interno della nostra società, fatta di soggetti forti (o meno vulnerabili al virus).

La delega totale alle RSA da parte del sistema porta tra le voci aree quali dignità, sicurezza, salute e altre che per loro natura sono indelegabili se non condizionate da un attento e preciso controllo.

L’istinto di sopravvivenza ci porta però a marciare in avanti, senza rimpianti e senza guardarci addietro. E fu così che il controllo che sarebbe da pretendere e, a sua volta, da controllare da parte dei parenti, viene meno.

Questo istinto di fatto ci porta a delegare senza condizioni, se non quello che la mia marcia sia il più incondizionatamente libera possibile.

A questo si mescolano poi altri processi più o meno inconsci che i dottori in psicologia saprebbero ben spiegare e sui quali quindi non ci soffermeremo. Ma che esistono e portano all’incoerenza morale la nostra struttura sociale e politica.

Abbiamo un sistema infatti che trova normale sgravare il dolore della morta a seconda dell’età del defunto.

Si pubblicano i bollettini giornalieri di questa epidemia oscurando l’identità ma lasciando intatta l’età. Quasi a giustificarne il decesso, quasi a dire: “Niente panico, erano anziani”.

Quanto è disumano questo processo?

E per quanto sia importante per i vivi allontanare la morte dalla vita, questo non può avvenire senza sacrificare il maturo rispetto verso le persone, verso la loro dipartita e verso la morte stessa.

Dott. Marco Tapinassi
Vice-Direttore. Infermiere, webwriter e coautore di libri sui concorsi pubblici. Immagina l'informazione come un fattore di crescita. Ama i biscotti, il suo cane Davos e non perde nemmeno un tè con il suo Bianconiglio.
RELATED ARTICLES

Novità

© 2021 Tutti i diritti sono riservati ad AssoCareINFormazione.it.

© 2021 ACN | Assocarenews.it

Associazione di promozione culturale – In attesa di registrazione al Tribunale di Foggia.

Direttore: Angelo “Riky” Del Vecchio – Vice-Direttore: Marco Tapinassi

Incaricati di Redazione: Felice La Riccia, Lorisa Katra, Michela Ciavarella, Michelarcangelo Orlando, Francesca Ricci, Gioacchino Costa.

Per contatti: WhatsApp > 3805851500 – Cellulare 3489869425 Scrivici PEC

Redazione Puglia: Via Renato Guttuso, 4 – Rignano Garganico (FG) – Codice Fiscale: 91022150394

Redazione Toscana: Via Girolamo Fracastoro, 27 Firenze – Codice Fiscale: 91022150394