Concorsi Infermieri, Medici, Oss e Professionisti Sanitari: ora basta imbrogli.

Concorsi Infermieri, Medici, Oss e Professionisti Sanitari: ora basta imbrogli!

L’appello della nostra testata ai ministri della Salute, del Lavoro e della Pubblica Amministrazione. Verifiche anche per Mobilità, Master, Lauree Magistrali, Specializzazioni, Posizioni Organizzative, Coordinamenti e Dirigenze.

I recenti arresti e l’inchiesta in Umbria sta scoperchiando il marciume legato ai Concorsi in sanità. Da tempo Medici, Infermieri, Infermieri Pediatrici, Ostetriche/i, Professionisti Sanitari e Operatori Socio Sanitari chiedono controlli sulle selezioni pubbliche che il più delle volte risultano truccate. Non si può fare di ogni erba un fascio, ma non vi è evento concorsuale che ad oggi non abbia scaturito polemiche e sensazioni del “tutto pronto e preparato per i soliti noti”. 

La sensazione di “marciume” si evince anche in selezioni “minori”, quelle per esempio per l’accesso alle Mobilità, ai Master, alle Borse di Studio, alle Borse Lavoro, alle Laurea Magistrali per i Professionisti Sanitari, alla Specializzazione per i Medici, alle posizioni organizzative, ai coordinamenti e alle dirigenze. Gli ultimi concorsi di Perugia, ad esempio, erano molto “chiacchierati”, tant’è che ne è scaturita poi un’indagine.

L’esposto al Dipartimento Investigativo Antimafia e all’Anti-Corruzione per Concorso di Bologna.

Chi scrive ha presentato più di un anno fa un apposito esposto al Dipartimento Investigativo Anti-Mafia (DIA), alle Direzioni generali e agli uffici per l’anti-corruzione delle ASL e degli Ospedali pubblici bolognesi relativo al Concorso Infermieri di Bologna del 2016 (che lo scrivente non ha superato all’orale, nonostante una buonissima prova e voti ottimi allo scritto e alla pratica; così come avvenuto per diversi concorsisti “ostili” ad alcuni noti soggetti della famiglia infermieristica bolognese), dove qualcosa di strano è avvenuto e che oggi è al vaglio dell’autorità giudiziaria per le dovute verifiche. Tutto ciò mentre le aziende interessate e organizzatrici della selezione hanno risposto con un secco “non vi è stato nulla di strano”.

Al Concorso di Bologna ha fatto specie, ad esempio, vedere che molti dei vincitori facevano parte ed erano attivisti di un noto gruppo politico ed infermieristico. Di questo, tuttavia, ne parleremo in altri servizi, in attesa di capire cosa deciderà di fare la magistratura, che pur se lenta arriva sempre alla meta prestabilita.

Ora veniamo a conoscenza dell’inchiesta umbra e di arresti e avvisi di garanzia che hanno decapitato o stanno per decapitare i vertici politici e amministrativi della Regione e del Partito Democratico, proprio quel movimento politico che sul rispetto della legalità e sulla giustizia giusto aveva fatto le sue fortune (indovinate a quale gruppo politico appartenevano i maggiorenti del concorso bolognese?).

L’inchiesta di Perugia.

Il segretario del Pd dell’Umbria Gianpiero Bocci e l’assessore regionale alla Salute e coesione sociale Luca Barberini sono stati arrestati dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’indagine della procura di Perugia su alcune irregolarità che sarebbero state commesse in un concorso per assunzioni in ambito sanitario. Nei confronti dei due sono stati disposti i domiciliari. Stesso provvedimento per il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Emilio Duca e per il direttore amministrativo della stessa azienda. L’indagine è condotta dalla guardia di finanza. Anche il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, Pd, è indagata nell’inchiesta. Al momento non si conoscono gli addebiti nei suoi confronti (continua a leggere QUI la notizia).

Come si imbroglia ad un Concorso?

Da una nostra indagine condotta tra chi protestava per gli esiti concorsuali sono emerse specifiche possibili condotte da parte di chi organizzava e organizza i concorsi che sono identici dal Sud al Nord, passando per il Centro e per le isole italiane. 

Va precisato che il più delle volte (fatte le dovute eccezioni, ma sembrano sempre meno) le prove scritte e pratiche vengono realizzate da aziende esterne all’ASL o all’ospedale pubblico che bandisce il concorso, in modo da offrire ai candidati il massimo della trasparenza possibile. A queste società, tuttavia, vengono date indicazioni precise su dove, quando e perché recuperare i quiz o le prove da sottoporre ai concorsisti.

Eccole qui in sintesi quali sono le metodologie utilizzare per “spingere” il candidato preferito:

  • Prova scritta.

– al candidato presentato dall’amico politico o dall’amico dirigente e/o coordinatore/sindacalista viene consegnata una “batteria” di possibili quiz e prove aperte;

– al candidato vengono suggeriti specifici volumi di quiz, con specifico anno di pubblicazione e specifico editore;

– al candidato viene consegnata l’intera “schedina”, come viene chiamata in gergo la prova già svolta.

  • Prova pratica.

– Cambia poco rispetto a quanto scritto sulla prova scritta, in quanto il più delle volte si tratta di una batteria di quiz su norme, linee guida, protocolli e procedure a cui rispondere.

  • Prova orale.

– E’ quella preferita da chi vuole barare. Al candidato viene dato un volto altissimo al di là delle risposte date davanti alla commissione.

– E’ anche il sistema più “limpido” per eliminare chi è scomodo o da punire (magari dipendenti a tempo determinato non più graditi della stessa Asl o dello stesso ospedale).

Possibili tangenti o scambi elettorali dietro ai candidati? Chi lo sa.

Non abbiamo le prove relative a richieste di tangenti o di regali o peggio di scambi elettorati per ottenere “agevolazioni”, ma una bella inchiesta nazionale potrebbe aiutare a capire il fenomeno. Lo si deve a tutti quei colleghi delle varie discipline che hanno “perso” tempo e denaro sui libri, che si sono preparati e che continuano a prepararsi tutti i giorni, perché vogliono essere dei veri professionisti della salute e fare il bene dell’assistito, senza trucchi e senza inganni.

In conclusione.

Che ne pensano i ministri della Salute, del Lavoro e della Pubblica Amministrazione su quanto scritto. Non è forse il Governo di Lega e Movimento 5 Stelle quello che vuole privilegiare i più preparati (meritocrazia) rispetto ai più raccomandati (becero favoritismo)? 

Vedremo, intanto la nostra proposta è arrivata sui tavoli dei ministeri interessati.

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