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Progressive Business Forum 2020. Presbiopia e protezione oculare: la gestione della presbiopia con lenti progressive e la protezione oculare.

Il periodo di emergenza sanitaria sembra aver distolto l’attenzione dai problemi legati alla vista. È una delle conclusioni di un’indagine online di Fabiano Gruppo Editoriale gestita dalla piattaforma internazionale Toluna (it.toluna.com) e presentata nell’ambito del Progressive Business Forum di Milano.

Il sondaggio, condotto su un campione di 500 persone affette da presbiopia che non usano occhiali con lenti progressive, rivela che ben il 42% degli intervistati si è posto il problema di come superare la difficoltà visiva per la lettura senza però informarsi. Al contrario, l’edizione 2020 del forum che riunisce esperti, medici, professionisti e addetti ai lavori dell’intera filiera dell’ottica si caratterizza proprio per la centralità e l’attenzione dedicata ai temi legati alla salute degli occhi in questa fase di cambiamenti nel nostro stile di vita e nella routine lavorativa, con particolare riferimento alla presbiopia e alla protezione oculare.

«Con l’invecchiamento, la capacità di modifica del cristallino per mettere a fuoco a distanza ravvicinata si riduce progressivamente obbligandoci ad allontanare un testo in modo anomalo, tanto che la lunghezza delle nostre braccia non sembra essere di aiuto come d’abitudine. La presbiopia colpisce a partire dai 40 anni ed interessa la messa a fuoco da vicino e, progressivamente, le distanze intermedie necessarie per l’utilizzo del computer o giocare a carte. Questo processo fisiologico legato all’età rappresenta il difetto visivo più diffuso penalizzando tutti gli abitanti del pianeta – spiega Luigi Mele, medico oculista, Università degli studi della Campania L. Vanvitelli – Dopo i 40 anni l’occhio normale (detto emmetrope) pur mantenendo una buona vista da lontano perde inevitabilmente e progressivamente la capacità di messa a fuoco da vicino. Alcuni fattori, ovviamente controversi, che possono anticipare o ritardare la comparsa della presbiopia sono un’elevata esposizione ai raggi ultravioletti, da sempre considerato l’acceleratore del processo d’invecchiamento del cristallino e quelli legati ad una corretta alimentazione. I difetti visivi sono tre: astigmatismo, ipermetropia e miopia. Per la persona ipermetrope i sintomi della presbiopia si manifesteranno precocemente. Al contrario chi è miope avrà la soddisfazione di subire gli effetti della presbiopia con un certo ritardo. Dipende tutto dalla diversa modalità di messa a fuoco dell’occhio che contraddistingue senza eccezioni i due differenti gruppi. Normalmente il soggetto presbite non corretto o sotto corretto riferisce di dover “sforzare” i propri occhi quando svolge le attività di lettura da vicino. Si tratta di uno sforzo per ottenere una adeguata messa a fuoco che provoca l’insorgenza di disturbi chiamati “astenopici”: mal di testa, irritazione oculare, nausea e sonnolenza. Il sintomo caratteristico della presbiopia, è l’annebbiamento da vicino che impedisce a volte quasi improvvisamente al mattino di poter mettere a fuoco uno scritto o un numero di telefono. In questi casi per il soggetto presbite è necessario ricorrere ad un’illuminazione più forte, capace di indurre un restringimento della pupilla, con aumento della profondità di fuoco e aumento della nitidezza dell’immagine a livello della retina».

«La manifestazione della presbiopia è un momento fondamentale per la protezione e salvaguardia della vista e permettere a tutti di impegnarsi per poter usufruire del bene prezioso della vista indefinitamente. È proprio allo scadere dei quarant’anni che il nostro complesso e sofisticato sistema visivo manifesta i suoi limiti riducendo l’affidabilità – sottolinea Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana – Risulta evidente che i nostri occhi sono attivi al 100% proprio fino alla comparsa della presbiopia. Purtroppo hanno un processo di invecchiamento precoce, diverso da tutti gli altri organi del nostro corpo. Improvvisamente non si riesce a focalizzare da vicino e il nostro corpo vitreo sempre cristallino e trasparentissimo si popola di affascinanti ma fastidiose “mosche volanti” cruccio quasi insopportabile di molti pazienti. Incominciano a manifestarsi le fasi iniziali delle malattie di tipo degenerativo, sostenute dalla primitiva e meno efficace circolazione di tutto il nostro organismo in particolare di quella della retina, delicato e nobile tessuto di derivazione cerebrale che risulta particolarmente penalizzato dall’assenza di circoli collaterali. In sintesi, se si chiude un vaso della retina non abbiamo il vaso di riserva che mantiene intatto il flusso sanguigno, così come avviene in tutti gli altri distretti del nostro corpo. Da qui la necessità per uno sforzo di educazione sanitaria capillare per informare circa l’obbligatorietà di sottoporsi ad una visita medico oculistica affiancata dall’applicazione delle numerose tecnologie avanzate che oggi hanno rivoluzionato l’efficienza e il raggio d’azione della Medicina a salvaguardia della vista. Oggi lo scenario è totalmente cambiato: abbiamo opportunità straordinarie come mai nella storia dell’oculistica. Oggi si può perdere il bene prezioso della vista principalmente per mancanza di educazione sanitaria o difficoltà di accesso alle cure. La pandemia Covid 19» continua il dottor Piovella «ha impedito l’effettuazione, stante il grave stato di emergenza, di 8 milioni di visite medico oculistiche e di 500.000 interventi chirurgici salva vista. L’impegno di tutti va finalizzato al sostegno delle Persone deboli. E la presbiopia deve essere considerato il nostro migliore alleato per sensibilizzare tutti e mettere in campo le necessarie attività».

Anche a causa della recente pandemia, il ricorso massiccio al lavoro agile e la conseguente esposizione allo schermo del pc e degli altri dispositivi digitali, ci costringe a mantenere per molte ore e con rare interruzioni una visione da vicino, generalmente con distanze di osservazione inferiori al metro. Secondo l’indagine di Fabiano Editore, per effetto dell’emergenza sanitaria, rispetto a 6 mesi fa sono diventati più frequenti l’uso dei mobile device, la navigazione in Internet e la visione di contenuti di intrattenimento su dispositivi alternativi (TV, tablet, pc), oltre che videochiamate e chat. La maggior parte degli intervistati utilizza un solo laptop, 1/3 tuttavia afferma di utilizzare diversi device contemporaneamente. Se a questi comportamenti sommiamo postura da seduti e l’impegno del sistema spalla-braccio-mano utilizzato per la digitazione e i movimenti del mouse, è normale che si verifichi un sovraccarico per l’apparato visivo e per quello muscolo-scheletrico, che può comportare disturbi visivi. Non a caso il 55% del campione riferisce una visione sfuocata almeno una volta a settimana; il 36% soffre di torcicollo, il 35% lamenta dolore alle spalle e il 38% soffre di mal di schiena con la stessa frequenza. Questi problemi possono essere arginati con l’uso di un’adeguata lente multifocale che consenta il ripristino del “dinamismo della messa a fuoco”, ovvero la messa a fuoco dinamica di tutte le distanze di lavoro in modo sovrapponibile alla capacità dei ventenni di leggere un documento, guidare, utilizzare il pc senza alcuna fatica ovviamente utilizzando un solo occhiale. Le lenti progressive rendono infatti la visione del presbite sovrapponibile a quella che aveva prima dell’insorgenza della presbiopia. Rispetto alle bifocali, queste lenti consentono una visione nitida a tutte le distanze e non costringono gli occhi a bruschi salti nel passaggio dalla visione da lontano a quella per vicino. Per questo le lenti bifocali sono ormai obsolete e appartengono ad un lontano passato. Nonostante questa realtà tecnicamente e scientificamente consolidata è diffusa una resistenza all’uso dell’occhiale multifocale, dovuta nel 31% dei casi a motivazioni economiche legate al costo e nel 22% alle presunte difficoltà di adattamento riferite principalmente ad un tempo passato che nulla ha da condividere con i miglioramenti tecnici e tecnologici dei giorni nostri.