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Silvana Fiore, Operatrice Socio Sanitaria molisana è morta qualche giorno fa di Coronavirus. Ora la famiglia chiede di fare chiarezza, soprattutto sul perché il Medico di Famiglia non volle visitarla.

Silvana Fiore, OSS, è deceduta a 50 anni di Coronavirus. Si era infettata mentre lavorava in Molise in una nota Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA), dove pochi giorni prima era scoppiato un focolaio. Ai primi segni e sintomi di Covid-19 la famiglia si è rivolta immediatamente al Medico di Famiglia, che però si è rifiutato più volte di visitarla per paura, forse, di infettarsi a sua volta.

Silvana non ce l’ha fatta, è passato troppo tempo dalla comparsa della patologia virale ai primi soccorsi, giunti quando era troppo tardi.

La collega Operatrice Socio Sanitaria è deceduta presso l’Unità Operativa di Malattie Infettivi del Covid Hospital di Atri.

Il vero e proprio dramma di Silvana è iniziato il 20 novembre 2020. A parlare della mamma il figlio: “abbiamo chiamato il nostro medico ma lui, senza nemmeno sapere se mia madre era positiva, si è rifiutato di visitarla, dicendo: ‘mi spiace ma non rischio di infettarmi’. E le prescrive un antibiotico generico e il cortisone; 4 giorni dopo la mamma ha effettuato privatamente il tampone, risultando positiva al Covid; il medico invece di venire a visitarla, ha consigliato di andare in farmacia a comperare una bombola per l’ossigeno”.

Qualche giorno dopo le condizioni di salute della OSS sono peggiorate e il marito è stato costretto a chiamare il Servizio 118. I sanitari intervengono con ritardo e bollano l’accaduto come “un attacco di panico”.

La famiglia così mette in auto Silvana e la porta nell’Ospedale dell’Alto Sangro: “giunti al pronto soccorso ci mandano via perché, dicono, è una paziente di competenza Asl molisana; papà, disperato, riprende la macchina e riparte verso casa, ma durante il viaggio mamma ha una forte crisi; così papà rigira l’auto e la riporta all’ospedale di Castel di Sangro; solo così la mamma viene accolta e, dopo il peggiorare delle sue condizioni cliniche, centralizzata ad Atri, dove è stata subito intubata; nell’ospedale teramano hanno fatto di tutto per salvarla e ci hanno trattato con molta umanità; ma non è bastato”.

Infatti, Silvana non c’è più, dipartita per la disumanità o la pressapochezza di chi poteva e doveva salvarla.

Riposa in pace collega!

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