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Oss derubata da Cooperativa Francese: sono dei ladri e sono ancora in attività in Italia.

Oss derubata da Cooperativa Francese: sono dei ladri e sono ancora in attività in Italia.

Una Operatrice Socio Sanitaria denuncia ad AssoCareNews.it: “Cooperativa Francese mi ha rubato 1000 euro. Sono proprio dei farabutti”.

Riceviamo la segnalazione di un’Operatrice Socio Sanitaria truffata dalla Cooperativa per cui lavorava. Il suo avvocato però l’ha avvisata che essendo un’azienda oltralpe i tempi saranno lunghi e gli esiti incerti. Il rischio che non si faccia giustizia non è poco.

Gentili Assocarenews,

vi scrivo prendendo spunto da una piccola parte della lettera dell’infermiere Russo che avete pubblicato ieri nella quale parlava del problema dei capitali stranieri nella nostra sanità.

Io purtroppo sono una vittima di questo sistema di Aziende e Cooperative che vengono nel nostro paese, vincono gli appalti con la prepotenza di capitali non sempre chiari e poi li gestiscono malissimo.

Tanto che spesso non si ripresentano nemmeno allo stesso appalto pare. In ogni caso ho prestato lavoro presso un’RSA del Piemonte, dove vivo, durante l’anno 2017. Essendo l’ultimo anno di appalto, a fine anno la cooperativa ci ha lasciati con l’accordo di essere assunti dalla ditta subentrante.

Cambiando datore di lavoro è come se si iniziasse un nuovo lavoro anche se continui regolarmente il servizio nello stesso posto, con gli stessi colleghi e le stesse modalità.

Al momento di liquidarmi il tfr però mi hanno fatto un bonifico decisamente basso: 189 euro. Secondo invece le buste paga dovevano essere 1273 euro. Questo numero mi è stato confermato anche dal commercialista a cui mi sono affidata, tra l’altro amico di mio marito quindi fidato.

Chiamo i contatti con gli uffici e mi dicono di fare richiesta per raccomandata di correzione e che verrò ricontattata.

Questa cooperativa aveva ovviamente sede in Italia ma ha spostato l’ufficio amministrativo e legale in Francia, quindi la prima raccomandata mi è tornata indietro.

Allora ho richiamato, preso indirizzo francese e rispedita raccomandata. Silenzio per due mesi e soldi arrivati: zero!

Nel frattempo scopro due cose: la prima è che le colleghe hanno ricevuto tutte il tfr inferiore alle cifre dovute. Non quanto successo a me ma si parte da una trentina di euro a un centinaio. E ovviamente essendo cifre così basse nessuna si è presa la briga di spendere dieci volte tanto tra avvocati e raccomandate internazionali.

La seconda cosa che però devo sapere se sia vera, è che questa cooperativa non si sarebbe ripresentata agli appalti di nessuna struttura che gestiva nel Nord Italia.

Questo fa pensare a una fuga dal paese, con tanto di razzia dai tfr.

Essendo il rapporto concluso a ottobre 2017, ad aprile mi sono rivolta ad un legale, il quale mi ha assicurato che ci siano gli estremi per una causa ma che i tempi sono lunghissimi e portare in tribunale una multinazionale sia dispendioso sotto ogni punto di vista. Io vado avanti e spero in un esito legale positivo non tanto per riavere 1000 euro, che sono comodi, ma per principio.

Grazie dell’attenzione.

Francesca Marino, OSS

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