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sabato, Luglio 31, 2021
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Tipologie di isolamento in base alla trasmissione: contatto, dropplet, aerea.

Le misure precauzionali servono ad impedire la diffusione in ambiente ospedaliero di microrganismi potenzialmente patogeni e contemporaneamente a contenere la resistenza batterica agli antibiotici.

Si utilizzano precauzioni standard, destinate a tutti i malati, e in supplemento precauzioni aggiuntive in base alla via di trasmissione: droplet, aerea, contatto.

Le precauzioni aggiuntive vanno aggiunte alle standard solo quando i pazienti sono colonizzati o in caso di sospetta colonizzazione. Tali precauzioni si distinguono in base alla tipologia di contatto. Il contatto più frequente è quello diretto ma le tipologie di trasmissione delle infezioni ospedaliere si dividono in sottogruppi: diretto e indiretto.

Per contatto diretto si intende quell’incontro tra superfici fisiche con trasferimento fisico dei microrganismi tra persona infetta nè colonizzata e ospite suscettibile. La trasmissione può avvenire tra paziente-paziente, operatore-paziente, paziente-operatore, ovviamente sono da comprendere anche i visitatori eventuali.

  • Per contatto diretto si intende quello tra ospite suscettibile e oggetto contaminato, veicolo, come ad esempio strumentario, taglienti, indumenti, mani contaminate, guanti, dispositivi di protezione usati scorrettamente
  • La trasmissione tramite droplet (goccioline) avviene ogni volta che le gocce generate da una sorgente  si espandono entro un metro, avendo un peso superiore a 5 micron. Questa tipologia di trasmissione riguarda tutte quelle patologie trasmissibili tramite tosse, starnuti, bronco-aspirazione, ogni manovra entro un metro dalla sorgente. Le gocce vagano nell’aria per poi depositarsi sulle superfici, per tanto non rimanendo nell’aria basta prestare attenzione ad evitare il contagio in caso di stretto contatto.
  • La trasmissione per via aerea avviene quando le gocciole prodotte dalla sorgente hanno misura uguale o inferiore a 5 micron. Tali gocce si disperdono nell’aria, come particelle propagandosi nell’aria fino a 5 metri dalla sorgente.
  • Trasmissione attraverso veicoli: alimenti, acqua, farmaci, presidi, strumentario e apparecchiature.
  • Trasmissione attraverso vettori: zanzare, mosche, topi o altri insetti nocivi.
Dott.ssa Giulia De Francesco
Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’AUSL Romagna (Faenza); studia a Bologna per conseguire la laurea magistrale. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.
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