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La Uil Fpl di Bologna scende in campo per difendere il “Programma Integrato Dipendenze Patologiche e Assistenza Popolazioni Vulnerabili”. Condotta anti-sindacale dell’azienda.

Il 23 gennaio u.s. il tavolo tecnico dei SERT AZIENDALI si è riunito per discutere dell’avvio del Programma Integrato Dipendenze Patologiche e Assistenza alle Popolazioni Vulnerabili.

Durante l’incontro abbiamo ribadito più volte che non ci è stato sottoposto alcun documento inerente dati e analisi sui bisogni del personale con i relativi carichi lavorativi.

Questa anomalia, perché di ciò si tratta visto che l’obiettivo di strutturare un programma di utilità alle collettività locali non può che partire da una analisi propedeutica alla progettualità, è stata carente sin dal primo incontro risalente all’8 ottobre 2019, tanto da indire lo stato di agitazione sindacale che è successivamente rientrato a fronte di specifici impegni assunti dall’Ausl, presso la Prefettura di Bologna, di approfondire, attraverso ulteriori incontri tecnici (l’ultimo svoltosi come detto in premessa lo scorso 23 gennaio), le tematiche dei bisogni, delle attività delle competenze e delle dotazioni organiche.

Questo Programma, deliberato SULLA CARTA oramai 3 anni fa che non è mai partito per una serie infinita di lacune progettuali emerse palesemente sui tavoli tecnici, sembra si prepari ad iniziare le attività per i primi di settembre poiché sarebbero siano finiti i lavori dei locali e posizionata la cartellonistica, evidentemente locali e cartelli sono più importanti dell’organizzazione del lavoro.

Il tutto senza nessun confronto TRA LE PARTI, o meglio attraverso il confronto sul nulla vista la pochezza di contenuti prospettati dall’Azienda nel corso degli incontri del gruppo tecnico. Poi ci ha fatto visita Covid-19 che ha imposto priorità ben diverse e questo confronto, come altre questioni sindacali di interesse degli operatori hanno subito un rallentamento per la doverosa gestione dell’emergenza nella quale, è bene sempre ricordarlo, i dipendenti sono stati i veri punti di forza del nostro sistema sanitario regionale.

Ora ci chiediamo se quanto sta accadendo in merito al Programma Integrato Dipendenze Patologiche e Assistenza alle Popolazioni Vulnerabili sia un atteggiamento trasparente e soprattutto di rispetto verso i lavoratori e le organizzazioni sindacali con cui si è deciso di intavolare un dialogo.

A nostro avviso questa modalità, per nulla chiara, non corrisponde allo spirito delle migliori relazioni sindacali e alla tanto decantata volontà dell’Azienda di voler coinvolgere il proprio vero valore aggiunto: il personale dipendente.

Noi abbiamo affrontato il confronto con serietà, credendo, come nostra abitudine, alle migliori soluzioni che possono scaturire dal dialogo, ci aspettiamo pertanto dall’Azienda correttezza, lealtà e trasparenza.

Predisporre un nuovo Servizio in piena Pandemia all’ombra e in sordina ci costringe ad assumere una posizione di salvaguardia del personale e soprattutto mina lo spirito di quelle relazioni sindacali che anche nell’emergenza, sia a livello regionale che aziendale, si sono dimostrate fondamentali per la tutela e la salute delle collettività locali.

Ci risulta inoltre che il nuovo mezzo dell’Unità Mobile oltre ad essere parcheggiato in luogo diverso da quanto dichiarato dall’Azienda in sede di tavolo tecnico, sembra non adeguato alle esigenze del personale, sia per la sicurezza che la qualità delle prestazioni.

Da un riscontro fatto con il personale dell’U.M. si evince che le fermate del mezzo concordate tra Ausl e Comune di fatto non siano sufficienti per garantire efficacemente la puntualità degli interventi all’utenza.
Infine, sempre nell’ultimo incontro del 23 gennaio us, è stato dichiarato dal responsabile DATeR che mancavano 3 unità infermieristiche.

La domanda sorge spontanea, come e quando sono stati reclutati?

Noi riteniamo che il confronto nel merito del Progetto in parola non sia terminato, sollecitiamo l’Azienda alla ripresa dello stesso evidenziando che se sarà necessario rivaluteremo, assieme al personale, lo stato di agitazione sindacale considerato che ad oggi i temi e le problematiche sono le stesse che ci portarono a richiedere l’intervento di mediazione della Prefettura.

UIL FPL Emilia Romagna e Bologna
Ruiu Christian