OSS: sciopero generale il 15 gennaio per chiedere attuazione Legge Lorenzin.

OSS: sciopero generale il 15 gennaio per chiedere attuazione Legge Lorenzin.
OSS: sciopero generale il 15 gennaio per chiedere attuazione Legge Lorenzin.

A proclamare l’agitazione il sindacato SHC

Indetto per il 15 gennaio 2018 lo stato di agitazione di 24 ore del settore sanità pubblico-privata e terzo settore. Lo rende noto il Sindacato Human Caring (SHC) attraverso il segretario nazionale Salvatore Loriga. Gli Operatori Socio Sanitari chiedono il rispetto dei dettami della Legge n.3/2018, voluta dall’ex-ministro della salute Beatrice Lorenzin, e il riconoscimento del ruolo usurante.

A sostenere l’iniziativa anche la Federazione MIGEP, con in prima fila il presidente nazionale Angelo Minghetti.

“Il Sindacato Human Caring, si trova costretto a indire lo stato di agitazione del personale (OSS) Operatore socio sanitario – spiega ad AssoCareNews.it il segretario Loriga – altrettanto lo faranno gli infermieri generici e puericultrici, OSA – ASA SHC cui aderisce anche la Federazione Migep per le deludenti risposte alle precise richieste delle categorie che rappresentiamo, da parte delle istituzioni riconoscimento professionale”. 

“Non possiamo continuare vedere queste categorie umiliate, mentre tutte le altre categorie sono convocate e ascoltate per sentire le loro istanze, instaurando rapporti e protocolli d’intesa. Noi OSS e altre categorie come gli infermieri generici, puericultrici, OSA. ASA continuiamo a rimanere non solo inascoltati, ma sconosciuti. – aggiungono da SHC – E’ nostra intenzione dare voce al disagio di queste professioni che non trovano risposte se non attraverso una manifestazione di dissenso dove si chiede pari dignità, e diritto/dovere: Lavoro Usurante, Carichi di lavoro, Assunzione, Area delle professioni Sociosanitarie,Formazione, Formazione Continua, Sfruttamento da parte delle strutture private e terzo settore, Funzioni – Ruolo e Competenze,Contratto Nazionale, Parte Retributiva e Inquadramento sono gli argomenti maggiormente inascoltati.

“Per tanto s’indice uno sciopero generale ad oltranza fino a quando non saremo convocati e ascoltati. Il primo stop è il 15 gennaio 2019 di 24 ore per il settore Sanità Pubblica – Privata e Terzo Settore” – conclude Loriga.

La lettera di SHC al Premier e al Ministro della Salute

Egregi,

Giulia Grillo, Ministro della Salute 

Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri

Matteo Salvini, Ministro dell’Interno

Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico

Oggetto: Proclamazione sciopero settore Sanità Pubblica. Privata. Terzo Settore – 15 gennaio 2019.

Egregi Onorevoli nel maxi emendamento alla legge di Bilancio 2019, approvato dal Senato, avete ignorato le richieste di molti oss, e l’emendamento della Senatrice GUIDOLIN sull’applicazione dell’area socio sanitaria e di un registro nazionale per l’oss.  Avevamo chiesto di prendere in mano la situazione di queste categorie, a un primo ragionamento a caldo, ci chiediamo: “sarete in grado di garantire e tutelare  la salute dei cittadini e la sicurezza delle cure erogate dalle professioni che risultano inesistenti per lo stesso Ministero? 

L’organizzazione sindacale Human Caring SHC OSS e La Federazione MIGEP esprimono forte disappunto considerando le deludenti risposte alle precise richieste delle categorie che rappresentiamo, da parte delle istituzioni “riconoscimento professionale”. 

Gli OSS, gli  Inf. Generici, le Puericultrici, OSA, ASA sono sempre stati considerati un numero di tessere sindacali per raggiungere il famoso 5% di rappresentatività, appoggio agli scioperi per fini diversi, o per appoggiare le lotte di altre categorie, oppure considerati numeri o figure inferiori.

Egregi Ministri se per farci sentire dobbiamo indire lo stato di agitazione come fanno gli infermieri e medici,  allora anche noi siamo pronti.

Non possiamo continuare a sentirci umiliati mentre tutte le altre categorie vengono convocate e ascoltati per sentire le loro istanze instaurando rapporti e protocolli di intesa. Noi OSS e altre categorie come gli Infermieri Generici, Puericultrici, OSA – ASA continuiamo a rimanere non solo inascoltati, MA SCONOSCIUTI.

“Lavoro Usurante, Carichi di lavoro, Assunzione, Area delle professioni Sociosanitarie,Formazione, Formazione Continua, Sfruttamento da parte delle strutture private e terzo settore, Funzioni – Ruolo e Competenze, Contratto Nazionale, Parte Retributiva e Inquadramento sono gli argomenti maggiormente inascoltati”.

Non intendiamo rinunciare a questi diritti, si vuole offrire la migliore assistenza possibile, valorizzare le professioni citate. Quando parliamo di queste figure, parliamo di oltre 250mila persone che lavorano tutti giorni, tutte le notti, Natale, Pasqua, Capodanno senza contare il demansionamento professionale, turni massacranti, obbligo di abuso di professione. Non abbiamo la bacchetta magica, ma abbiamo tanta buona volontà. 

Veniamo a conoscenza che nel prossimo Patto per la salute che Lei Ministro Grillo sta per sottoscrivere con le Regioni, non porta in evidenza le istanze di queste categorie, citando nei vari incontri la sua categoria medica e quello degli infermieri, rimarcando che: “il punto ascolto al ministero c’è sempre, per voi come per tutti.” e che “bisogna recuperare il rapporto con il cittadino paziente  e che queste professioni sono quelli più prossimi a lui, quelli che passano con lui più tempo professionalmente“. 

Ci rendiamo conto che il punto di ascolto per le figure che rappresentiamo non esiste, gli incontri richiesti sono sempre prevaricati da impegni istituzionali. Figure considerate anche da Lei On.le Ministro Grillo attraverso una sua nota del 22 febbraio 18 “inferiori” “una formazione di livello inferiore, con mancanza di autonomia professionale”, non ci aspettavamo da Lei che rappresenta una istituzione una considerazione di scarsa sensibilità per questa figura, pur avendo rimarcato che “l’oss svolge attività indirizzata a soddisfare bisogni primari della persona nel l’ambito delle proprie aree di competenza”. Da ciò si consegue, che per il criterio di formazione, l’oss non può essere assimilabile alle professioni sanitarie, pur essendoci una legge 3/18 che indica che questa professione entra in un profilo dell’Area delle Professioni Sociosanitarie. Ci pare di capire che tutto quello che riguarda questa professione viene presa con una posizione di non attuarla e di non considerarla proprio. Eppure sono a contatto 24 su 24 accanto ai cittadini malati con una professionalità che deve essere rispettata, considerata, devono avere gli stessi diritti, uguali ad altre professioni, invece è una figura con diritti limitati, con un profilo considerato inferiore. 

In uno suo commento in difesa dell’emendamento “salva posto di lavoro a oltre 20mila operatori già presenti in servizio”, cita: “Si dà la possibilità di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all’approvazione della legge 3/2018 inserendoli in elenchi speciali” “ Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali che negli anni hanno creato situazioni incontrollabili” . Le  chiediamo:” perché lo stesso tema non lo pone per gli oss come previsto dalla stessa legge 3/2018? Perché non vuole creare un registro nazionale per gli oss? Perché non mette fine alla giungla di corsi incontrollabili per gli oss?Perché non vuole stabilizzare le puericultrici e gli infermieri generici?Forse, e senza il forse, perché tutte queste figure Lei On.le Ministro le considera inferiori!?

La formazione di basso livello la stabilita il Governo e la Conferenza Stato Regioni, e su indicazioni dell’ipasvi venne concordata l’area tecnica all’OTA, oggi acquisita dall’oss per paura di fare il bis della sanatoria degli infermieri generici. Di quali sanatorie si parla? gli infermieri generici non hanno mai avuto una sanatoria. Le uniche figure che hanno avuto sanatorie facili sono stati gli infermieri, dal 1979 ad oggi; senza contare oggi la sanatoria per sanare quelle professioni che esercitano senza titolo, per salvaguardarli da un licenziamento, mettendo fine a un caos.

E per gli infermieri generici e puericultrici? Anche loro sono figure sanitarie, da 35 anni si occupano dei malati, professionisti penalizzati con la legge 42/99, non hanno anche loro diritto a essere stabilizzati? Perché non guardate in faccia anche questi operatori che contribuiscono al funzionamento dell’assistenza al cittadino malato; lasciate aperto ancora una volta un capitolo annoso.

Quarant’anni fa nasceva la 833 un servizio nazionale sotto il segno dell’universalità, dell’uguaglianza e della solidarietà, nella formazione professionale e permanente nonché l’aggiornamento scientifico culturale del personale del servizio sanitario nazionale, oggi, questi obiettivi vengono attuati solo ad alcune figure, come se loro fossero unici nel sistema salute. Si un passo in avanti per le competenze avanzate degli infermieri e professioni  sanitari attraverso master specialisti per le professioni sanitarie. Allora ci chiediamo chi sono e cosa fanno altre figure istituiti dalle vostre leggi in un sistema assistenziale se non vengono definiti professionisti di una assistenza ad ampio raggio?

Egregi Ministri Di Maio – Salvini annunciate interventi sulle retribuzioni per il personale infermieristico. “Guadagnano fin troppo poco in questo Paese rispetto al lavoro che fanno”.  Tutte quelle figure che si occupano quotidianamente dell’assistenza di base che cosa sono? non hanno anche loro diritto a un retribuzione adeguata? Anche la loro busta paga incide sulla perdita del potere di acquisto che viaggia nell’ordine del 20-25% .

Sostenete e ascoltate politicamente sempre due categorie, mentre ignorate  la professionalità di altre figure assistenziali e le mettete  in contrapposizione fra loro; ogni Governo parla solo di andare avanti, proponendo le solite idee che non migliorano l’assistenza, emerge sempre di più un disservizio assistenziale anche se l’unica cosa da fare è di fermarsi e capire gli errori commessi.

Non vediamo la maturità politica nel  dire ci siamo sbagliati, state lasciando l’assistenza in mano a una casta, state lasciando questo fardello assistenziale a cittadini che dovranno sacrificarsi a tenere in piedi una sanità assistenziale che fa acqua da tutte le parti.

L’identità di cittadino anziano viene annullata per dare la possibilità a un numero di dirigenti di strutture, e di enti formativi che non formano adeguatamente personale all’assistenza, di fare un sacco di soldi.

La nostra sanità viene ancora sacrificata, dandola in gestione attraverso incarichi a master specialisti per le professioni sanitarie; la nostra vita di cittadini malati sarà nelle mani di master che nella realtà non toccheranno il paziente ma attribuiranno ad altre figure l’assistenza con la conseguenza di trovarsi con figure “inferiori” poiché non gli viene permesso di essere preparati, aggiornati adeguatamente e strutture assistenziali come lager.

Così, c’è chi si arricchisce sulla nostra pelle, c’è chi è ricco e avrà il lusso di una assistenza migliore senza verificare la sofferenza di quei cittadini che non possono avere tale privilegio, così altri conflitti tra medici e infermieri con specializzazione da master  “ non si risolvono i problemi solamente mettendo anche le telecamere.”

Nel 2039 avremo tutti 83 anni, i giovani chiederanno di voi, delle riforme fatte, il perché non è stato fatto nulla per loro quando ancora c’era tempo.

Finché non vi fermate e capirete che l’assistenza non la si fa solo attraverso i master specialisti e se non vi focalizzate che esistono altre figure che oggi vengono costantemente ignorate o messe in estinzione e che hanno bisogno di avere una qualità formativa, un rilancio professionale, da poter permettere nel futuro una assistenza umana e non soffermarsi su linee politiche, su cosa è meglio fare per quella categoria costruendo una piramide assistenziale fatta solo da master intellettuali, non vediamo nessuna speranza nel migliorare l’assistenza, non si può risolvere la mala sanità senza trattarla come tale.

Dobbiamo rivedere il sistema assistenziale, non attraverso solo dei master, dobbiamo concentraci su cosa possiamo fare per cambiare le leggi che oggi creano questi danni,  su come perfezionare la formazione di tutte le professioni e non solo di quelli che hanno un ordine o collegio, dobbiamo capire da dove scaturisce questo dilemma. Capire il perché il nostro sistema assistenziale non funziona più e non ci permette di trovare soluzioni. Forse dovremo trovare questa causa in una politica ormai radicata in una corsa al capitalismo. “Come nel periodo della rivoluzione francese dove la borghesia e i regnanti avevano tutti i privilegi e il popolo era ridotto alla fame” si, stiamo arrivando alla fame di giustizia, e di diritti. Allora dobbiamo fermarci e cambiare l’intero sistema.

Non siamo qui a scrivere per implorare a Voi On.li di prendersi cura di ogni cittadino malato, ma  di accendere un riflettore anche su altre professioni che chiedono maggior attenzione affinché possano dare al cittadino quello che chiede, una qualità assistenziale. Non è con i master che risolviamo la mala sanità, il cittadino vuole un contatto umano, una mano che lo segue, lo faccia sentire che esiste, strutture adeguate, e non uno schema fatto da teorie o ipotesi di un futuro di una assistenza di  qualità che non avverrà mai.

Queste figure considerate inferioriLe avete ignorate in passato e le ignorate ancora. Abbiamo finito le scuse, oggi e il tempo di agire, scriviamo a Voi per farvi sapere che il cambiamento per queste professioni, Oss, Infermieri generici, puericultrici, Osa, Asa, dovrà esserci che vi piaccia o no; il vero potere appartiene al popolo, ai lavoratori, ai cittadini malati che rivendicano diritti che vengono spesso negati e ignorati. 

Si chiedono incontri,  si chiede di essere ascoltai per lavorare in sinergia con altre professione; dare ai cittadini una qualità assistenziale come previsto dall’art 32 della costituzione sul diritto alla salute andando ad individuare modelli organizzativi che, rispettano  i principi costituzionali, e che aiutino il riconoscimento della professione anche attraverso un formazione di qualità.

E su questi temi L’organizzazione sindacale “HUMAN CARING OSS” indice uno sciopero DI QUESTI OPERATORI ad oltranza fino a quando non saremo convocati e ascoltati, Il primo stop è il 15 gennaio 2019 di 24 ore indirizzati al settore pubblico, privato e terzo settore per la categoria OSS; altrettanto lo faranno gli infermieri generici e puericultrici, OSA e ASA a cui aderisce anche la Federazione Migep.

Vi comunichiamo che siamo pronti a un sit-in sotto il Suo Dicastero anche con scioperi ad oltranza per far rispettare queste professioni.

Vogliamo che si ACCENDANO I RIFLETTORI anche su queste categorie. La legge 3/18  dopo quarant’anni attua lo spirito della 833 indicando un diritto “profilo dell’area socio sanitaria” per l’Oss.

La Segreteria Nazionale 

Loredana Peretto – Salvatore Loriga – Angelo Minghetti  – Giacchetta Matteo

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