OSS e Infermieri costretti a rifare i letti ai Medici: polemiche in Emilia Romagna.

medico notturno

La FIALS di Imola scende in campo per dire basta allo sfruttamento incondizionato degli Operatori Socio Sanitari in ospedale.

Gli Operatori Socio Sanitari dell’Ospedale “Santa Maria della Scaletta” di Imola sono sul piede di guerra e con loro il segretario aziendale della FIALS Stefano De Pandis che da alcuni giorni hanno iniziato a protestare per lo sfruttamento continuo degli OSS da parte dell’azienda. Spesso anche agli Infermieri viene chiesto di “riattare la dimora medica”. Gli Operatori, a dire del sindacalista, non sono obbligati e non devono essere costretti a rassettare il letto dei Medici prima e dopo le guardie passive. Non lo prevede il loro Profilo, ma su questo le dirigenze la pensano diversamente.

De Pandis, che nella vita fa l’Infermiere e il Sindacalista, per dare man forte agli OSS ha preso penna e carta e ha scritto una dura missiva alla Direzione Medica di Presidio e alla Direzione Infermieristica dell’ospedale. La FIALS ricorda alle dirigenze che è pronta ad adire le vie legali, quindi a presentare un apposito esposto alla magistratura, al Prefetto e al DTL, ovvero l’ex-ispettorato del lavoro. Ora si spera nel buon senso di tutti e nel dietrofront dell’azienda.

Stefano De Pandis, segretario aziendale FIALS Imola.
Stefano De Pandis, segretario aziendale FIALS Imola.

La lettera del segretario aziendale FIALS.

  • Direzione Medica di Presidio – Dott. Andrea Neri
  • Direzione Infermieristica – Dott. Davide Carollo

Oggetto: Segnalazioni su rifacimento del letto usato dal Medico in guardia passiva da parte degli Operatori Socio Sanitari.

Gentili in indirizzo,
con la presente, la scrivente Organizzazione Sindacale, per informarvi di alcune denunce pervenute a codesta Segreteria, in particolare una situazione al quanto scomoda dove sembrerebbe che alcuni OSS (Operatori Socio Sanitari) siano adibiti al riassetto, rifacimento, cambio lenzuola del letto usufruito dal Medico durante la guardia passiva.

Premesso che tale mansione non rientra nel profilo del personale di supporto, gia’ ampiamente saturo di compiti e carichi di lavoro, ci si chiede se la pessima abitudine di fornire al personale medico delle stanze adibite con posto letto e bagno interno per dormire durante la guardia in reparto o nelle aree critiche, secondo questa Azienda sia riprensibile.

Riguardo ai compiti/mansioni che gli O.S.S sono adibiti a svolgere, si rimanda di seguito alle norme vigenti.

Provvedimento della Conferenza Stato – Regioni del 22 febbraio 2001.

Accordo tra il Ministero della Sanità, il Ministero della Solidarietà sociale e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, per la individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’Operatore Socio Sanitario e per la definizione dell’ordinamento didattico dei corsi di formazione. (G.U. 19 aprile 2001, n. 91)

Figura e profilo professionale.

  1. E’ individuata la figura dell’operatore socio sanitario.
  2. L’operatore socio sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario; favorire il benessere e l’autonomia dell’utente.

La formazione.

  1. La formazione dell’ operatore socio sanitario è di competenza delle regioni e province autonome, che provvedono alla organizzazione dei corsi e delle attività didattiche, nel rispetto delle disposizioni del presente decreto.
  2. Le regioni e le province autonome, sulla base del loro fabbisogno annualmente determinato, accreditano le aziende UU.SS.LL. e ospedaliere e le istituzioni pubbliche e private, che rispondono ai requisiti minimi specificati dal Ministero della Sanità e dal Dipartimento degli Affari Sociali con apposite linee guida, all’effettuazione dei corsi di formazione.

Contesti operativi.

L’ operatore socio sanitario svolge la sua attività sia nel settore sociale sia in quello sanitario, in servizi di tipo socio assistenziale, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell’utente.

Contesto relazionale.

L’operatore socio sanitario svolge la sua attività in collaborazione con gli altri operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e a quella sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale.

Attività.

1. Le attività dell’operatore socio sanitario sono rivolte alla persona e al suo ambiente di vita; assistenza diretta e aiuto domestico-alberghiero; intervento igienico sanitario e di carattere sociale; supporto gestionale, organizzativo e formativo.

Competenze.

Assistenza diretta e aiuto domestico alberghiero:

  • assiste la persona, in particolare non autosufficiente o allettata, nelle attività quotidiane e di igiene personale;
  • realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico;
  • collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale;
  • realizza attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi;
  • coadiuva il personale sanitario e sociale nell’assistenza al malato e anche terminale e morente;•aiuta la gestione dell’utente nel suo àmbito di vita;
  • cura la pulizia e l’igiene ambientale

Intervento igienico sanitario e di carattere sociale:

  • osserva e collabora alla rilevazione dei bisogni e delle condizioni di rischio-danno dell’utente;
  • collabora alla attuazione degli interventi assistenziali;
  • valuta, per quanto di competenza, gli interventi più appropriati da proporre;
  • collabora alla attuazione di sistemi di verifica degli interventi;
  • riconosce e utilizza linguaggi e sistemi di comunicazione-relazione appropriati in relazione alle condizioni operative;
  • mette in atto relazioni-comunicazioni di aiuto con l’utente e la famiglia, per l’integrazione sociale e il mantenimento e recupero della identità personale.

Supporto gestionale, organizzativo e formativo:

  • utilizza strumenti informativi di uso comune per la registrazione di quanto rilevato durante il servizio;•collabora alla verifica della qualità del servizio;
  • concorre, rispetto agli operatori dello stesso profilo, alla realizzazione dei tirocini e alla loro valutazione;•collabora alla definizione dei propri bisogni di formazione e frequenta corsi di aggiornamento;
  • collabora, anche nei servizi assistenziali non di ricovero, alla realizzazione di attività semplici.

Competenze tecniche:

  • In base alle proprie competenze e in collaborazione con le altre figure professionali, sa attuare i piani di lavoro;
  • E’ in grado di utilizzare metodologie di lavoro comuni (schede, protocolli, ecc.);

E’ in grado di collaborare con l’utente e la sua famiglia:

  • nel governo della casa e dell’ambiente di vita, nell’igiene e cambio della biancheria;
  • nella preparazione e/o aiuto all’assunzione dei pasti;
  • quando necessario, e a domicilio, per l’effettuazione degli acquisti;
  • nella sanificazione e sanitizzazione ambientale.

E’ in grado di curare la pulizia e manutenzione di arredi e attrezzature, nonché la conservazione degli stessi e il riordino del materiale dopo l’assunzione dei pasti.

Sa curare il lavaggio, l’asciugatura e la preparazione del materiale da sterilizzare.

Sa garantire la raccolta e lo stoccaggio corretto dei rifiuti, il trasporto del materiale biologico sanitario, e dei campioni per gli esami diagnostici, secondo protocolli stabiliti.

Sa svolgere attività finalizzate all’igiene personale, al cambio della biancheria, all’espletamento delle funzioni fisiologiche, all’aiuto nella deambulazione, all’uso corretto dei presìdi, ausili e attrezzature, all’apprendimento, e mantenimento di posture corrette.

In sostituzione e appoggio dei famigliari e su indicazione del personale preposto è in grado di:

  • aiutare per la corretta assunzione dei farmaci prescritti e per il corretto utilizzo di apparecchi medicali di semplice uso;
  • aiutare nella preparazione alle prestazioni sanitarie;
  • osservare, riconoscere e riferire alcuni dei più comuni sintomi di allarme che l’utente può presentare (pallore, sudorazione, ecc.);
  • attuare interventi di primo soccorso;
  • effettuare piccole medicazioni o cambio delle stesse;
  • controllare e assistere la somministrazione delle diete;
  • aiutare nelle attività di animazione e che favoriscono la socializzazione, il recupero e il mantenimento di capacità cognitive e manuali;
  • collaborare a educare al movimento e favorire movimenti di mobilizzazione semplici su singoli e gruppi;•provvedere al trasporto di utenti, anche allettati, in barella/carrozzella;
  • collaborare alla composizione della salma e provvedere al suo trasferimento;
  • utilizzare specifici protocolli per mantenere la sicurezza dell’utente, riducendo al massimo il rischio;•svolgere attività di informazione sui servizi del territorio e curare il disbrigo di pratiche burocratiche;
  • accompagnare l’utente per l’accesso ai servizi.

Come si evince facilmente e in dettaglio, non rientra nei compiti dell’O.S.S il rifacimento del letto usato dal Medico per la guardia passiva, si richiede quindi un celere intervento da parte di codesta Amministrazione per ristabilire uno stato di collaborazione e non di subordinazione nei confronti del personale interessato.

Stefano De Pandis

Infermiere e Segretario Aziendale FIALS Imola

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