Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari: parte stagione delle progressioni economiche.

Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari: vacanze contrattuali e aumenti stipendi dal 1993.

? ? Parte la stagione degli aumenti di stipendio per Infermieri, Oss e Professionisti Sanitari. Ormai è un processo inesorabile.

Lo scorso 21 maggio 2018 è stato firmato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) del comparto sanità, dà li in poi è iniziata la trattativa decentrata aziendale nelle diverse aziende sanitarie, da lì si sono toccati molti temi e devo dire che molte cose all’interno dell’azienda dove lavoro mi sono piaciute alcune un po’ meno ma con il duro lavoro si è cercato di correggere. Siamo arrivati quindi sul tema delle progressioni economiche orizzontali, in azienda ci siamo un attimino focalizzati sullo scrivere in delegazione trattante, il regolamento per l’accesso alle progressioni.
Il tema delle fasce è un tema molto vicino ai lavoratori del comparto sanità, molti colleghi ci sperano, molti ci speravano e molti non ci sperano più nel passaggio in avanti…. Voi direte: perché???

I perché sono tanti e variegati, nelle diverse Unità operative vediamo casi diversi e unici nella loro sostanza e così il passaggio di fascia, io mi chiedo e a volte mi chiedono va davvero a chi lo merita?

Partiamo dal presupposto che ogni azienda sanitaria nel suo interno definisce i meccanismi del passaggio ma in linea di massima si tiene conto dell’anzianità del lavoratore di permanenza nella fascia e poi si tiene conto della valutazione del dipendente….

E’ proprio qui che io mi sono fatto tante domande sulla scheda di valutazione del lavoratore, mi chiedevo ma la valutazione viene sempre fatta in assoluta obiettività, tenuto conto della meritocrazia?

Sentiamo ogni giorno le lamentele dei lavoratori che esprimono il loro dissenso per non essere stati valutati bene, ti basta parlare con ognuno di loro per prendere atto di tante a loro dire ingiustizie, dei presunti colleghi agevolati, delle simpatie e delle antipatie, di coloro che sono vicini ai coordinatori o al dirigente preposto, e molto altro ma meglio fermarsi qui.

Un tema caldo signori/e è la dignità, io ammiro una persona che rispetta e tiene alta la propria dignità, molto spesso assistiamo al patteggiamento di quest’ultima patteggiata per piccole o grandi carriere….. e fu così che chi è sempre disponibile, onesto meritocratico e ligio al dovere che a volte viene sorpassato dal furbo professionale….

Ebbene si ci sono i furbi professionali, io li chiamo così, coloro che sviluppano doti terze anziché meritocratiche, e a volte la legge del furbo vince a scapito degli altri.

Sono triste quando devo dare delle risposte ai lavoratori per le ingiustizie altrui, io propongo di rivedere le schede di valutazione dei dipendenti, esse dovrebbero essere garantiste del lavoratore e anche se accade di rado da voci che sento …. esse in alcuni casi vengono compilate senza un’intervista attiva e un colloquio garantista del lavoratore, ma semplicemente elaborate senza diritto di “replica”!

Io sarei per la scheda di valutazione personalizzata, estrapolando talenti, pregi, doti professionali e idee, perché la condivisione delle idee è il comune denominatore per la crescita aziendale. Non è con delle schede standard a volte moduli vintage dove l’uinico rinnovo digitale è la data, quindi non è ciò che può elaborare un numero sull’operato del professionista.

La scheda personalizzata – Mi rendo conto che a livello funzionale organizzativo è un po’ un sogno, un’utopia ma il giusto compromesso sarebbe una scheda per ogni categoria professionale del comparto sanità, ove il valutatore prima di valutare deve essere reso dotto dei meccanismi e degli strumenti che ha disposizione, anche a seguito di colloquio e di un analisi psicofisica.

La scheda valutatrice dovrebbe avere tra capi saldi:

  • Obiettività;
  • Imparzialità;
  • Competenza.

Il concetto è: prima di far valutare qualcuno valutiamolo, esso è davvero pronto per dispensare voti?

La valutazione non è cosa da poco, ci sono persone dietro i numeri, persone che al mattino si svegliano presto che a casa hanno preoccupazioni, ansie, problemi e che entrati sul posto di lavoro cercano di lasciare i fattori estranei sull’uscio d’ingresso del posto di lavoro. Vi sembrerà strano forse…ma dopo una valutazione ho visto persone piangere, persone giù di morale e persone demotivate che magari fino a quel momento avevano dato 1000 sull’impegno e che magari in futuro chissà se saranno ancora così reattivi e brillanti e poi ho visto gente sorridere, ho visto sguardi maliziosi e sorridi furbi su chi ha “fregato” il collega non meritandolo.

Tirando le somme vorrei scuotere le coscienze di chi ha competenze per cambiare il sistema, se vogliamo una sanità migliore, prima di tutto dobbiamo colmare le carenze di personale cronico e poi anche valorizzare il personale che abbiamo in casa e che da anni gli vengono chiesti grandi sacrifici per tutte le varie problematiche note che non stiamo qui ad elencare.

Guardandomi intorno nelle varie azienda sanitarie italiane, vedo tante persone che lavorano che viaggiano con il freno a mano, tante di loro sono insoddisfatte ad esempio per iniquità nei loro confronti. Dobbiamo sognare una sanità giusta ed equa con gli operatori e con l’utenza, solo così sono sicuro renderemmo fieri chi ogni giorno con il suo contributo e a volte con tanti sacrifici rende possibile la realizzazione del nostro S.S.N. quindi poi di riflesso dei S.S.R. e dei piani sanitari di Zona.

Gianfranco Oliveri – Segretario Aziendale Fials Asst Mantova

Potrebbe interessarti...