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Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie: verso il nuovo contratto. Le proposte di CGIL, CISL e UIL.

Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie: verso il nuovo contratto. Le proposte di CGIL, CISL e UIL.

Riceviamo e pubblichiamo una nota dei sindacati CGIL, CISL e UIL relativa ad un recente incontro presso l’ARAN per discutere, tra le altre cose, dei nuovi contratti per Infermieri, OSS e Professioni Sanitarie.

Nella riunione della Commissione Paritetica del Comparto Sanità, tenutasi ieri presso l’Aran, il Comitato di Settore, che come noto fa parte dei componenti della commissione, ha presentato una prima proposta per il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’art. 12 del Ccnl.

Si è trattato di una presentazione molto sintetica, finalizzata soprattutto a definire i principali ambiti sui quali il Comitato ritiene si debba intervenire, per mettere in moto il processo di innovazione dell’attuale sistema di classificazione:

1)  La semplificazione del sistema di inquadramento, con la riduzione da quattro a tre categorie
2)  Gli strumenti per sostenere e per riconoscere, selettivamente, l’accrescimento delle competenze, 
con particolare riferimento alla revisione del sistema delle fasce e alla implementazione del sistema 
degli incarichi
3)  La riorganizzazione dell’attuale sistema delle indennità, con la riconversione di quelle legate alle 
condizioni di lavoro in indennità professionali o di complessità organizzativa ed assistenziale
4)  L’individuazione di nuovi profili che rispondano al fabbisogno di aziende ed enti, a partire da quelli 
dell’autista soccorritore e del collaboratore tecnico ambientale

Nei nostri interventi abbiamo evidenziato che si tratta di spunti interessanti i quali, da una prima lettura, potrebbero anche incrociare, in parte, gli obiettivi di carattere generale che unitariamente abbiamo individuato e proposto in Commissione Paritetica durante i precedenti incontri.

Va però sottolineato come sia imprescindibile la necessità, prima di poter fare valutazioni, che i punti individuati vengano sviluppati, chiarendo percorsi e soluzioni sui quali confrontarsi.
Da parte nostra abbiamo intanto ribadito i punti che riteniamo qualificanti rispetto ai temi da noi proposti. In particolare che:

La riduzione delle categorie deve essere fatta:

– all’interno di una revisione radicale del sistema di classificazione che ha fra i propri obbiettivi anche quello di essere funzionale alla ricostruzione di percorsi alternativi alle progressioni verticali, che sono state rese sostanzialmente non utilizzabili ai fine che ci proponiamo;

– deve necessariamente accompagnarsi con l’innalzamento del tetto massimo di sviluppo economico;

– la revisione del sistema di progressione economica deve puntare ad una regolamentazione delle carriere omogenea a quella prevista per la dirigenza;

– il sistema degli incarichi va si implementato ma anche armonizzato con quello della dirigenza, garantendo maggiori stabilità e tutele a chi ha svolto positivamente la funzione;

– il sistema delle indennità, fermo da decenni, necessita di una complessiva riconsiderazione, alla luce della sua palese inadeguatezza sia in termini economici che qualitativi.

Alla luce delle posizioni espresse nei vari incontri, il nuovo presidente dell’Aran si è riservato di presentare una proposta articolata che interagisca con quanto presentato dal Comitato di Settore.

In generale si è dibattuto anche sugli ambiti e sui limiti dell’attività della Commissione Paritetica, avversando da parte nostra l’ipotesi riduttiva di circoscrivere la discussione ai soli temi ed interventi realizzabili a costo zero. Pensiamo infatti che la proposta che la Commissione Paritetica farà non possa che iscriversi in un progetto di prospettiva e di rilancio del nostro settore.

Prima che l’incontro finisse, approfittando della presenza contemporanea del Presidente dell’Aran e della rappresentanza delle Regioni, abbiamo chiesto ed ottenuto l’impegno ad affrontare in tempi ristretti due importanti questioni: la definizione dei criteri di valutazione per il primo inquadramento del personale della ricerca di IRCCS e IZS e la definizione dell’ormai annoso percorso per l’istituzione del profilo dell’Autista Soccorritore.

In attesa di potervi aggiornare sui prossimi sviluppi di tutto quanto sopra, inviamo fraterni saluti.

FP CGIL
Michele Vannini

CISL FP
Marianna Ferruzzi

UIL FPL
Maria Vittoria Gobbo

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