Pubblicità

Emergenza Coronavirus. Per il sindacato Nursing UP di Trento gli Infermieri, le Professioni Sanitarie e Socio-Sanitarie assieme alle loro famiglie meritano risposte concrete dalla Regione.

I nostri professionisti infermieri e sanitari trentini stanno vivendo in queste ore un grande momento di difficoltà, il nostro coinvolgimento professionale ed emotivo è molto forte, così come quello delle nostre famiglie, siamo impegnati giorno e notte ad operare in una situazione di rischio professionale. La sanità pubblica ha subito enormi tagli in questi anni, anche a Trento le dotazione organiche erano già ridotte all’osso, sono anni che chiediamo il potenziamento degli organici infermieristici, che in Italia sono tra i più bassi in Europa, visto che abbiamo una media di 6,5 infermieri per 1000 abitanti, mentre a livello europeo è superiore all’8 per 1000.

Sono anni che chiediamo condizioni di lavoro migliori e invece con i tagli subiti di recente, spesso siamo stati chiamati a sopperire anche alla carenza delle figure di supporto, lavorando in una ulteriore situazione di stress lavoro-correlato.

Ma non vogliamo lamentarci, non è nella nostra natura, in questo delicato momento stiamo dimostrando ancora una volta un grande spirito civico di servizio, vogliamo però essere coinvolti, ascoltati e riconosciuti dalle istituzioni provinciali, vogliamo che le nostre proposte siano prese in considerazione, in quanto professionisti laureati in prima linea che affrontano quotidianamente questa emergenza, spesso invece ci troviamo a subire decisioni calate dall’alto.

La chiusura delle scuole ed asili ci sta mettendo in crisi, alcuni nostri colleghi sono finiti in isolamento fiduciario domiciliare per 14 giorni, altri vengono richiamati in servizio e sono in grande difficoltà nella gestione familiare, non è infrequente avere in azienda sanitaria marito e moglie infermieri. L’85% dei nostri professionisti sono donne, madri preoccupate per i loro figli, per i loro familiari anziani che seguono a domicilio, perchè questo è spesso il nostro lavoro, finito un turno, ne inizia un altro a seguire i nostri parenti anziani ed ammalati. E’ ormai indispensabile ridurre le attività sanitarie non urgenti e di elezione, anche per limitare l’afflusso di persone in ospedale, svincolando così il personale dalle attività ordinarie e rendendolo nel contempo disponibile per quelle urgenti/emergenti.

Abbiamo chiesto che si individuino forme di aiuto economico per quelli operatori sanitari che, in virtù dell’aumento dei turni lavorativi e della contemporanea chiusura di asili e scuole, sono costretti a sostenere spese impreviste per l’accudimento dei figli, la regione Toscana si è già mossa in tal senso.

Abbiamo chiesto all’amministrazione di anticipare la data dell’esame di laurea dei nuovi infermieri e di accelerare le procedure concorsuali, anche se le stesse sono inibite dalle disposizioni nazionali.

Abbiamo proposto la modifica di alcuni istituti contrattuali, per rendere disponibile del personale con il giusto riconoscimento economico, proponendo nel contempo alla Giunta provinciale lo stanziamento di un fondo straordinario per affrontare la situazione di emergenza.

Noi non vogliamo essere considerati eroi, noi vogliamo essere considerati professionisti sanitari che meritano il rispetto delle istituzioni ed il riconoscimento della nostra professionalità e del grande sacrificio che quotidianamente mettiamo in campo, se noi lavoriamo in condizioni migliori ed in sicurezza erogheremo un’assistenza di maggior qualità al cittadino.

In rappresentanza dei 1700 professionisti infermieri e sanitari che rappresento, rivolgo un accorato appello ai cittadini, abbiamo bisogno del vostro aiuto, sostenete le nostre richieste presso le istituzioni e la politica, la sanità pubblica è un bene collettivo prezioso e irrinunciabile, un patrimonio che deve essere preservato, purtroppo solo in questi momenti se ne percepisce l’importanza vitale. Se noi ci ammaliamo, chi si prende cura di noi e di voi? Voglio ringraziare ed abbracciare tutti i nostri professionisti, ora attendo però delle risposte dalle istituzioni, in questo momento non dobbiamo certo essere lasciati soli in quella che si preannuncia una dura e lunga battaglia! Come sindacato Nursing up, per affrontare questa emergenza, ho dato la massima disponibilità collaborativa a tutte le istituzioni.

Cesare Hoffer – Coordinatore Nursing up Trento