Telecamere in case di riposo, scuole e asilo: pronto Ddl.
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Emergenza Coronavirus. La Fondazione MIGEP: OSS, Infermieri e altri operatori senza Dispositivi di Protezione Individuale nelle case di risposo e negli RSA, ormai diventati luoghi dove si respira solo morte. Sollecitati i NAS dei Carabinieri.

Con una lettera a firma del presidente della Federazione Migep, Angelo Minghetti, indirizzata al Comando Carabinieri Tutela della Salute – Nucleo Anti Sofisticazione (NAS), viene ufficialmente chiesto un sopralluogo dell’Arma nelle case di riposo e negli RSA dello stivale italico. Ci sono troppi contagi, troppe morti, troppi OSS, Infermieri, Medici e altri operatori infetti.

Secondo Minghetti occorre capire chi e dove ha sbagliato nella valutazione e nella consegna ritardata o mai avvenuta agli operatori degli opportuni Dispostitivi di Protezione Individuale (DPI). Le aziende, a dire del Migep, non avrebbero rispettato le disposizioni del D.Lgs. n.81/2008, art. 18, comma 1, lettera d), che obbliga il datore di lavoro a garantire la sicurezza dei dipendenti e a questi ultimi di pretenderla.

Ecco la missiva della Federazione Migep ai NAS.

Al COMANDO CARABINIERI TUTELA DELLA SALUTE – NAS
SEDE CENTRALE E TERRITORIALI

Oggetto: le morti silenziose, il coronavirus corre nelle case di riposo e nelle residenze di cura.

È pervenuta alla scrivente associazione la segnalazione da parte di numerosi operatori socio sanitari operanti in strutture RSA, RAA sparse per il territorio Italiano che i datori di lavoro non li doterebbero dei dispositivi di protezione individuale in quanto la circolare 5543 del 22/2/20 del Ministero della Salute riporterebbe di non dotare tali soggetti di dispositivi di protezione individuali, e che molti ospiti muoiono di corona virus.

Tale comportamento è totalmente illegittimo ed altresì contrario a quanto riportato dalla circolare stessa riportata a fondamento di siffatto comportamento omissivo.

In particolare la tabella a cui si fa riferimento indica che gli addetti alle pulizie debbano avere 1 set di DPI per ogni caso sospetto, ed in caso di casi confermati lievi o confermati gravi tre set al giorno per ogni paziente. La medesima tabella riporta altresì che gli assistenti e gli addetti ad altri servizi siano dotati da 0 a 2 set di DPI per ogni caso sospetto ed in caso di casi confermati lievi o confermati gravi 3 set di DPI.

Inoltre, la medesima circolare riporta quanto segue: “tutte le persone che debbono venire a contatto con un caso confermato di COVID-19 devono indossare appropriati DPI, devono essere registrate e monitorate per la comparsa di sintomi nei 14 giorni successivi all’ultima visita al caso confermato”.

Non da ultimo la circolare stabilisce per la “Pulizia di ambienti non sanitari (quali le strutture RSA) che “Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto”.

È di tutta evidenza, pertanto, l’illegittimità e l’arbitrarietà del comportamento posto in essere dai datori di lavoro che non dotano gli operatori socio sanitari dei DPI stabiliti nella circolare medesima trincerandosi dietro un’improbabile lettura della circolare emanata dal Ministero della Salute a tutela dell’intera collettività.
Alla luce di quanto sopra

Vogliamo ricordare che la dotazione dei lavoratori dei DPI appropriati ai rischi individuati è un obbligo del datore di lavoro rimarcato dal D.Lgs. n.81/2008, art. 18, comma 1, lettera d), e che non è coerente che gli oss abbiano per una settimana una mascherina chirurgica, o sentirsi dire, i tamponi li facciamo quando respirate male, oppure fateli con la carta da forno.

Si invitano le S.V.

a voler immediatamente adoperarsi affinché le strutture RSA, RAA, Comunità, Servizi Domiciliari rispettino quanto dettato a tutela della incolumità dei lavoratori e dell’intera collettività affinché gli operatori socio sanitari vengano dotati di tutti i DPI, gel igienizzante, e tamponi a tutto il personale, se pur asintomatici per garantire la loro incolumità, poiché sta diventando un potenziale focolaio per le caratteristiche di vulnerabilità e fragilità di utenze spesso compromesse da patologie debilitanti.

Certi della Vostra consueta disponibilità.

Vi porgiamo distinti saluti.

Segreteria SHC NAZIONALE
Angelo Minghetti