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Emergenza Coronavirus. Nell’Azienda Unità Sanitaria Locale della Romagna aumentano i contagi tra Infermieri, Oss e Professioni Sanitarie e altre figure tecniche che operano in AUSL o sul territorio, comprese le RSA e le ASP. La FIALS scrive ai vertici aziendali.

La FIALS di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena scende in campo per difendere gli operatori della sanità. Secondo l’organizzazione sindacale non vengono effettuati i tamponi su Infermieri, OSS, Ostetriche/i, Professioni Sanitarie e su tutti gli altri operatori tecnici e amministrativi che operano a stretto contatto con gli utenti. Il sindacato scrive una lunga lettera di diffida firmata dalla segretaria del Coordinamento FIALS Romagna, Carla Bonvicini.

Bonvicini lancia l’accorato appello ad effettuare i controlli (tamponi e test sierologici) sui lavoratori e di fornire gli operatori di reali Dispositivi di Protezione Individuale.

Il Coordinamento FIALS della Romagna chiede urgenti verifiche e interventi non solo in AUSL, ma anche nelle Residenze Sanitarie Assistenziali e nelle aziende pubbliche e private accreditate, non escluse le Aziende Servizi alla Persona.

Bonvicini vuole risposte soprattutto dall’assessore regionale alla salute Raffaele Donini.

La lettera del Coordinamento FIALS Romagna.

Al Commissario Straordinario Direzione Generale
Al Commissario Straordinario Direzione Sanitaria
Al Direttore della Direzione Infermieristica e Tecnica
Al Direttore delle Relazioni Sindacali
AUSL della ROMAGNA

Oggetto: Emergenza Covid-19.

L’aumento dei casi di contagio da COVID19 avvenuti negli ambiti sanitari di codesta Azienda preoccupa fortemente la scrivente Organizzazione Sindacale.

Continuano infatti a pervenire alla nostra attenzione numerose segnalazioni da parte del personale dipendente su situazioni di criticità organizzativa riscontrate nei luoghi di lavoro: a partire dalia carenza o totale mancanza di Dispositivi di Protezione Individuale e di tamponi, situazioni già denunciate dalla FIALS: ai casi sospetti non accertati né denunciati di COVID19 ricoverati in normali reparti di degenza unitamente alla presenza di altri pazienti senza regime di isolamento; alla mancata separazione dei percorsi assistenziali; alio spostamento di personale sanitario da un giorno all’altro ai reparti COVID19 senza adeguata o sufficiente formazione.

Riteniamo inoltre che il dato fornito dalla Regione sugli operatori positivi al COVID19 quantificato in numero di 240 per l’AUSL Romagna, sia assolutamente sottostimato, per il semplice fatto che i controlli non sono stati eseguiti in maniera minuziosa, ma solo su coloro che hanno sintomi conclamati.

Al numero sopracitato vanno aggiunti anche gli operatori delle strutture per anziani, accreditate con codesta Azienda USL dei quali ad oggi non conosciamo compiutamente l’entità.

Pretendiamo la sicurezza degli operatori, che prioritaria e va tutelata ad ogni costo ed in ogni modo, ma ci preoccupiamo anche per l’alto rischio di contagio nei confronti di pazienti, assistiti e familiari.

Per questo chiediamo che si proceda con lo screening sul personale sanitario e socio sanitario, cosi come annunciato nei giorni scorsi dal commissario ad acta Sergio Venturi e dall’Assessore alla Sanità Raffaele Donini.

Si resta in attesa di immediato confronto della parte sindacale sulle questioni qui sollevate, anche attraverso lo strumento della videoconferenza, atteso che la FIALS ha proclamato, a livello nazionale, lo stato di agitazione, senza escludere, in mancanza di soluzioni alte problematiche rappresentate, l’astensione dal lavoro con una giornata di sciopero.

Cordialmente.

Segretaria Coordinamento FIALS Romagna
Carla Bonvicini