E poi ci siamo noi: Infermieri di serie B, che ci dedichiamo agli anziani!
E poi ci siamo noi: Infermieri di serie B, che ci dedichiamo agli anziani!
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Ed ecco finalmente l’Infermiere di Famiglia e di Comunità. Approvato definitivamente Patto per la Salute. Assieme al Medico sul territorio ci sarà anche l’Infermiere.

La notizia è stata data poco fa, il Patto per la Salute è realtà e da oggi al fianco del Medico di Famiglia ci sarà anche l’Infermiere. Quest’ultimo, riconosciuto ufficialmente da Governo, Ministero della Salute e Regioni, diventerà presto un punto di riferimento per chi soffre e ha bisogno di cure sul territorio.

L’Infermiere di Famiglia e di Comunità sarà presente lungo tutto lo stivale italico.

I colleghi che saranno chiamati a ricoprire questo ruolo saranno responsabili dell’assistenza infermieristica nella sua totalità e garantiranno l’aderenza terapeutica e le cure ai pazienti più fragili e indifesi, affetti da più morbilità e ormai cronici.

Il plauso della FNOPI.

“La professione fa un altro passo avanti nel suo cammino, entra nelle case delle persone, contrasta le disuguaglianze soprattutto nelle aree interne e garantisce un’assistenza territoriale accessibile soprattutto a una popolazione che invecchia e presenta sempre più cronicità e disabilità, con la necessità di soddisfare bisogni di assistenza complessi che gran parte delle famiglie non può affrontare da sola. Ed è una ulteriore conferma dell’assistenza universalistica, equa e omogenea su tutto il territorio che sia la Costituzione, sia la stessa legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale promettono ai cittadini” – ricordano dalla Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche.

“Ringraziamo il ministro della Salute e le Regioni per aver accolto la richiesta della Federazione di innovare il Ssn attraverso l’introduzione dell’infermiere di famiglia/comunità, scegliendo la vera strada della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra professionisti per rendere effettiva un’assistenza sul territorio che finora è spesso mancata proprio nei settori più delicati, come quello dell’assistenza agli anziani, ai malati cronici, ai non autosufficienti” – spiega Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – con questa scelta l’Italia si allinea alle indicazioni dell’Oms che fino dal 1998, nel documento salute per tutti nel 21° secolo, sostenuto dall’Unione Europea per il raggiungimento degli obiettivi di salute fondamentali allo sviluppo dell’intera società, aveva indicato la necessità dell’infermiere di famiglia/comunità”.

“Ora le Regioni, che hanno approvato il Patto devono attuare le previsioni che contiene insieme agli Ordini degli infermieri. La Federazione, anche nell’ottica del protocollo con la Conferenza delle Regioni del dicembre 2018, è disponibile a dare il supporto necessario per applicare ovunque il modello internazionale di assistenza e la figura che oltre erogare le prestazioni infermieristiche necessarie ai cittadini diventerà un punto di riferimento per i servizi e anche per attuare momenti educativi di prevenzione, educare i caregiver di riferimento a prendersi cura del proprio caro, valutare i bisogni assistenziali di un singolo o di un gruppo: del paziente, della famiglia, della comunità. Siamo già al lavoro per preparare i nostri professionisti a interpretare al meglio questo nuovo ruolo che c’è stato assegnato all’interno del Servizio sanitario nazionale” – conclude la nota.

Un riconoscimento atteso.

Si tratta di un evento storico per la professioni infermieristica in Italia che premia chi si è battuto e tanto per tale riconoscimento.

La presa di posizione di Nursing Up: ora alle chiacchiere si risponda con un contratto ad hoc per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Infermiere di famiglia e comunità: ora si riconosca a livello contrattuale.