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Infermieri e Professionisti Sanitari Militari: c’è ancora chi fa il furbo?

Infermieri e Professionisti Sanitari Militari: c’è ancora chi fa il furbo?

Ancora una volta non vengono rispettate le Leggi e non vengono tutelati i cittadini.

Il Sindacato dei Militari scrive al Ministro della Difesa e per conoscenza al Ministero della Salute, agli Ordini dei Medici, degli Infermieri e delle Professioni Sanitarie per chiedere il rispetto delle norme e ribadire l’obbligatorietà dell’iscrizioni alle rispettive strutture ordinistiche da parte dei Professionisti della Salute che operano all’interno e all’esterno delle Forze Armate e di Polizia.

Ciò vale per i dipendenti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, dell’Esercito, dell’Aeronautica Militare, della Polizia di Stato e della Marina Militare. Tutti indistintamente devono ottemperare alle norme vigenti e il Ministero della Difesa deve garantire ai cittadini (anche a quelli in divisa militare o di polizia) la correttezza delle cura e professionisti che siano veramente tali.

Ecco la missiva del sindacato a firma del segretario generale Luca Marco Comellini.

* * *

Al Ministro della difesa

e, p.c.

Al Ministro della Salute

Alla Federazione Nazionale Ordini delle Professioni infermieristiche

Alla Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica, delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione

Alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chiurghi e degli Odontoiatri

Oggetto: Direttive e Linee guida sanitarie militari.

Alla scrivente O.S. sono recentemente pervenute segnalazioni riguardanti la non corrispondenza delle direttive e delle linee guida sanitarie militari agli standard stabiliti dal Sistema nazionale per le linee guida (SNLG) presso il Ministero della salute.

La Legge 8 marzo 2017, n. 24, “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, prevede che gli esercenti le professioni sanitarie, nell’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengano, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate ed elaborate da enti e istituzioni pubblici e privati nonché dalle società scientifiche e dalle associazioni tecnico- scientifiche delle professioni sanitarie iscritte in apposito elenco, istituito e regolamentato con decreto 2 agosto 2017 (G.U. – Serie Generale n. 186 del 10 agosto 2017).

Il Sistema nazionale per le linee guida (SNLG), istituito dal Ministero della salute con D.M. 30 giugno 2004, è stato riorganizzato in base alla Legge 24 del 2017 con il decreto del Ministro della Salute del 27 febbraio 2018. Le linee guida e i relativi aggiornamenti sono integrati previa verifica da parte dell’Istituto superiore di sanità (ISS) della conformità della metodologia adottata a standard definiti e resi pubblici dallo stesso Istituto, nonché della rilevanza delle evidenze scientifiche dichiarate a supporto delle raccomandazioni.

Premesso quanto precede, questa O.S., al fine di assicurare la piena tutela dei propri iscritti e più in generale del personale in servizio nelle Forze armate, nell’Arma dei carabinieri, nel Corpo della guardia di finanza e nel Corpo delle Capitanerie di Porto, chiede alla S.V. di verificare, con la massima urgenza consentita, la corretta corrispondenza delle direttive e delle linee guida sanitarie militari alle disposizioni emanate dal Ministero della Salute e, qualora risultino approvate in maniera difforme rispetto alle predette prescrizioni di legge, di provvedere con la massima urgenza consentita a sospenderne l’applicazione.

Certo di un cortese e sollecito riscontro, porgo i più cordiali saluti.

Luca Marco Comellini – Segretario Generale.

Redazione

Servizio Redazionale.

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