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Un Coordinatore Infermieristico (facente funzioni) è stato rispedito a casa in Lombardia per “manifesta incapacità”. E ora l’Azienda chiede aiuto ai lavoratori per tutelarsi: Infermieri, Oss e Fisioterapisti rifiutano l’invito.

L’Azienda sanitaria gli toglie l’incarico di funzione e lui torna a fare l’Infermiere. Brutta esperienza per un Coordinatore Infermieristico che a distanza di due anni è stato sollevato dal ruolo ed è stato rispedito in Reparto. Accade in una nota Azienda pubblica lombarda dove una collega di 36 anni ha visto interrompersi bruscamente la sua carriera. Lui accusa: “ero troppo scomodo perché pretendevo chi Infermieri facessero gli Infermieri e gli OSS gli OSS”.

Lui ora ricorrerà in tribunale mediante il suo sindacato, ma l’Azienda ha già deciso e ha nominato un sostituto. Per tutelarsi, però, l’Ente ha deciso di chiedere l’aiuto ai suoi dipendenti chiedendo loro di sottoscrivere un documento dove di fatto attestano l’incapacità del coordinatore uscente.

Nella missiva si fa riferimento a turni fatti male, a personale in ferie richiamato, all’assenza di un piano delle sostituzioni per malattie o assenze improvvise del personale, alla scarsa attitudine a “sistemare” la farmacia e la parte documentale, tra cui le cartelle cliniche e la cartella informatizzata della terapia.

Il collega aveva fatto una carriera verticistica improvvisa. Da OSS aveva studiato per diventare Infermiere, poi dopo la laurea ha conseguito il Master in Coordinamento “on line” e successivamente anche la Laura Magistrale, venendo scelto dall’azienda per ricoprire un primo ruolo da Coordinatore. Tutto ciò senza mai lavorare un solo giorno da Infermiere.

Ora la diatriba aperta. Continueremo a seguire la vicenda. Intanto si è saputo che ad oggi nessun lavoratore ha firmato la missiva dell’azienda.