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Un Infermiere di origini albanesi ha rubato il bancomat ad un Paziente morto poco dopo di Coronavirus. L’uomo ha prelevato fino a 7.000 euro.

L’atto compiuto da un Infermiere nei confronti di un anziano Paziente colpito da Covid (e poi deceduto) di sottrargli a scopi fraudolenti il bancomat, lascia sconcertati i colleghi e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo. L’OPI, come noto presieduto da Gianluca Solitro, ha espresso riprovazione per l’episodio e ha condannato apertamente l’accaduto. Ora è tutto nelle mani degli inquirenti e della Magistratura.

Si tratta di una brutta pagina per l’infermieristica bergamasca. Il reato ipotizzato “non fa parte, come qualunque altro reato nei confronti degli assistiti, né della cultura né della professionalità degli infermieri che ogni giorno, con altruismo e spirito di sacrificio, dedicano le loro energie alla cura e all’assistenza di chi vive la fragilità della malattia o della disabilità. La responsabilità è ancora più abietta e ripugnante in quanto perpetrata ai danni di una persona fragile e indifesa, con un quadro clinico segnato da una patologia tanto grave da portarla al decesso” – spiega Solitro.

Se dall’esito delle verifiche in corso la responsabilità dell’infermiere in questa incredibile vicenda sarà confermata, anche per la tutela dell’immagine pubblica della categoria e della professionalità dei suoi iscritti, l’Ordine non esiterà a procedere con provvedimenti disciplinari severi e adeguati alla gravità del caso che possono giungere fino alla radiazione dall’Albo e alla costituzione di parte civile della categoria.

“La comunità infermieristica – aggiunge il presidente dell’OPI bergamasca – non può accettare che il comportamento criminale di qualcuno offuschi l’impegno di tanti che, con coscienza e umanità, svolgono ogni giorno un lavoro difficile nel rispetto della loro deontologia, vocazione professionale e umanità”.

“Non vogliamo che la nostra professione sia in alcun modo associata a situazioni che con essa non hanno niente in comune. Anzi, ne sono l’esatto opposto: l’infermiere assiste e difende il malato, se ne prende cura, mantiene secondo il suo Codice Deontologico il decoro personale anche al di fuori della sua professione, non reca mai danno all’assistito. E lo dimostrano i fatti: in questo periodo di pandemia gli infermieri hanno dimostrato la loro vicinanza agli assistiti, sono stati spesso contagiati e la nostra categoria ha contato numerosi decessi a causa del virus. Il nostro primo obiettivo è la salute degli assistiti, la loro sicurezza e la massima tutela: gli infermieri non hanno nulla a che fare con situazioni simili e chi ne è responsabile non può essere un infermiere” – conclude Solitro.