Infermiera si licenzia dopo 5 anni di lavoro e torna a fare l’OSS: “mi sento ora più gratificata”.

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La chiameremo Elisa. E’ una collega Infermiera, originaria del Veneto, che ha deciso di licenziarsi dopo 5 anni di lavoro in Romagna. E’ tornata a fare l’OSS.

La sua è una storia al limite, fatta di enormi sacrifici per laurearsi in Infermieristica e di studio incessante per vincere il suo primo Concorso da Infermiera. Elisa ha 35 anni. Faceva l’Operatrice Socio Sanitaria. Poi un giorno ha deciso di provare ad iscriversi all’università. Dopo 8 anni, di cui 3 passati a studiare presso l’Alma Mater Studiorum e 3 passati a lavorare in una nota azienda pubblica dell’Emilia Romagna. Il suo nome ovviamente è fittizio, ma la sua storia è piuttosto conosciuta in per via del personaggio, molto noto per le sue battaglie sindacali.

Elisa, non certo di punto in bianco, ha deciso di lasciare la Professione Infermieristica e di riabbracciare la sua attività di tecnico sanitario, tornano a lavora come OSS in una clinica privata. Per studiare ha lavorato giorno e notte, riuscendo a mantenersi a stento. Una volta laureata ha deciso di provare il Concorso pubblico e l’ha immediatamente superato. Ha fatto l’Infermiera per 5 anni, poi ha deciso di stoppare e di tornare al vecchio mestiere.

“Non l’ho fatto perché così ho meno responsabilità – dichiara ad AssoCareNews.it – ma perché credevo fortemente nell’evoluzione professionale. Da OSS sono diventata Infermiera. E ora sono tornata a fare l’OSS perché in fondo nei reparti dove sono stata ho fatto solo quello, anche se sul mio contratto figurare a lettere cubitali il ruolo da Infermiera. Ho lavorato in Medici, in Neurologia e in Chirurgia. In tutti e tra i reparti suonava la stessa musica, fatta di demansionamento, di continue umiliazioni e di turni al limite della sopportazione umana. Oggi da OSS non faccio le notti, perché nella struttura dove lavoro ci sono solo Infermieri nel turno notturno, faccio le igieni programmate e mi occupo di faccende domestico-alberghiera. Non faccio più la terapia, ma non me ne importa più di tanto. Non faccio le medicazioni, ma nemmeno questo è un problema. Però torno a casa tranquilla, convinta di aver fatto bene al paziente e soddisfatta per i continui complimenti che ricevo. Fa specie, tuttavia, verificare che in 5 anni di Professione Infermieristica nessuno mi ha mai detto grazie”.

Elisa è un fiume in piena. “A livello stipendiale guadagno poco meno di un Infermiere, ho poche responsabilità, quelle proprie della nostra categoria – aggiunge – prima ero nessuno, ero considerata a schiavetta del Medico o del Coordinatore Infermieristico. Oggi sono Elisa, ex-Infermiera, contenta di aver fatto una scelta che oggi mi valorizza appieno come donna, come operatrice sanitaria e soprattutto come persona”.

La vicenda di Elisa è simile a quella di tanti altri colleghi Infermieri che hanno deciso di tornare a fare gli Operatori Socio Sanitari o che non hanno mai abbracciato la Professione Infermieristica perché convinti che non ci fosse futuro.

Se anche voi vi siete trovati nelle condizioni di Elisa scriveteci a redazione@assocarenews.it. Grazie.

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