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A proposito di Flah mob degli infermieri italiani, il punto di vista della Fnopi.

Il grido delle piazze è quindi un grido di sofferenza che accogliamo, anche nel ricordo di tutti i colleghi che hanno perso la vita nella battaglia contro il Covid-19.

La FNOPI, come rappresentante dei 450mila infermieri italiani, sicuramente rappresenta anche chi oggi manifesta pacificamente.
Il momento storico che stiamo vivendo è molto delicato. E sono diversi i sentimenti tra i colleghi presenti in piazza.
I contenuti sono, invece, molto simili a quelli condivisi dalla FNOPI e presenti in tutti documenti programmatici finora pubblicati, che la Federazione nazionale sta portando avanti, per quanto di sua competenza, nei luoghi deputati ad un Ente sussidiario dello Stato.
Lo sta facendo con abengazione, impegno e rispetto delle istituzioni. Dobbiamo costruire, canalizzare, indirizzare e portare i nostri temi insieme, con fermezza, ma senza impeto distruttivo e demagogico. Per questo, ringraziamo gli organizzatori che stanno assicurando che le manifestazioni si svolgano sempre con rispetto e senso di responsabilità.
In questo momento decisivo per il Ssn e per i professionisti che vi operano, è responsabilità di Federazione, Ordini provinciali, sindacati, associazioni, così come dei singoli, operare per cambiare in meglio il nostro sistema.
Noi infermieri siamo “portatori sani” di contenuti, idee, progetti. Di questo dobbiamo essere consapevoli, perché da parte di chi ci ascolta questa consapevolezza c’è ed è apprezzata.
Adesso serve il coraggio per accogliere i nostri input e chiedere a tutti, con fermezza ma con grande senso istituzionale, di accettare in pieno la sfida di una sanità che cambia in un mondo che è cambiato.

In merito ai numerosi flash mob degli infermieri in tutta Italia, la FNOPI intende lanciare un messaggio preciso, in linea con le richieste che la Federazione nazionale ha già avanzato nella sua lettera del 13 aprile scorso a Conte, Speranza e Bonaccini per “una rivalutazione economica della retribuzione degli infermieri, oggi tra le più basse d’Europa”.

Il grido delle piazze è quindi un grido di sofferenza che accogliamo, anche nel ricordo di tutti i colleghi che hanno perso la vita nella battaglia contro il Covid-19.
La FNOPI, come rappresentante dei 450mila infermieri italiani, sicuramente rappresenta anche chi oggi manifesta pacificamente.
Il momento storico che stiamo vivendo è molto delicato. E sono diversi i sentimenti tra i colleghi presenti in piazza.
I contenuti sono, invece, molto simili a quelli condivisi dalla FNOPI e presenti in tutti documenti programmatici finora pubblicati, che la Federazione nazionale sta portando avanti, per quanto di sua competenza, nei luoghi deputati ad un Ente sussidiario dello Stato.
Lo sta facendo con abengazione, impegno e rispetto delle istituzioni. Dobbiamo costruire, canalizzare, indirizzare e portare i nostri temi insieme, con fermezza, ma senza impeto distruttivo e demagogico. Per questo, ringraziamo gli organizzatori che stanno assicurando che le manifestazioni si svolgano sempre con rispetto e senso di responsabilità.
In questo momento decisivo per il Ssn e per i professionisti che vi operano, è responsabilità di Federazione, Ordini provinciali, sindacati, associazioni, così come dei singoli, operare per cambiare in meglio il nostro sistema.
Noi infermieri siamo “portatori sani” di contenuti, idee, progetti. Di questo dobbiamo essere consapevoli, perché da parte di chi ci ascolta questa consapevolezza c’è ed è apprezzata.

Adesso serve il coraggio per accogliere i nostri input e chiedere a tutti, con fermezza ma con grande senso istituzionale, di accettare in pieno la sfida di una sanità che cambia in un mondo che è cambiato.