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venerdì, Settembre 24, 2021
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Sospeso Infermiere arrestato e sospettato di aver ucciso alcuni anziani in una RSA: rischio radiazione per Leopoldo Wick.

Sospeso fino alla fine del processo l’Infermiere sospettato di aver ucciso alcuni assistiti anziani in una RSA e poi arrestato. Lo comunica l’OPI di Ascoli Piceno. Si tratta di Leopoldo Wick.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ascoli Piceno ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti dell’infermiere sospettato di aver provocato la morte di anziani in una RSA di Offida: “attraverso il nostro legale seguiremo ogni risvolto del caso”.

L’Infermiere è stato arrestato all’alba di ieri ed è accusato di otto omicidi volontari e quattro tentati di anziani pazienti ospiti di una residenza sanitaria assistenziale a Offida.

Chi è l’Infermiere arrestato.

Si tratta di Leopoldo Wick, 57 anni, originario dell’Ascolano. L’uomo vive a Grottammare, è sposato ed ha una figlia di 12 anni. Ora rischia l’ergastolo.

A rapportarsi con i giornali è il suo avvocato, Tommaso Pietropaolo, che lo descrive subito come “un operatore sanitario innamorato del suo lavoro, che svolge ormai da decenni con dedizione e competenza”.

“L’ordinanza di custodia cautelare comprende 220 pagine di accuse nei suoi confronti. Avremo bisogno di tempo per studiare le carte, ma riteniamo che la carcerazione di Wick sia un provvedimento eccessivo: non sussiste alcun pericolo di fuga, visto che nell’ultimo anno e mezzo il mio assistito era a conoscenza delle indagini ed ha continuato a lavorare negli ambulatori dell’Asur di Ascoli Piceno collaborando con gli inquirenti. Non vi è neppure il rischio di reiterazione del reato, ma soprattutto non emerge alcun movente. Per quale ragione Wick avrebbe dovuto uccidere volontariamente otto anziani? Il suo non appare come il profilo di una persona con gravi problemi mentali” – aggiunge Pietropaolo.

Cosa è accaduto.

A quanto si è appreso dalla cronaca dei giornali locali al centro del blitz dei carabinieri, che ha visto impegnati diversi militari del nucleo investigativo di Ascoli Piceno, della compagnia di San Benedetto del Tronto e della stazione di Offida, l’uomo sarebbe accusato della morte di ben di otto anziani ricoverati in Rsa.

E’ stata l’assoluta anomalia del numero dei decessi registrati presso la Residenza per gli anziani a Offida a spingere la Procura di Ascoli a svolgere approfondimenti per capire cosa stesse succedendo nella struttura sanitaria dell’area vasta 5. Due in casi più eclatanti sui quali si è particolarmente concentrata l’attenzione del procuratore capo Umberto Monti che aveva indagato a piede libero l’infermiere di origini ascolane che aveva però ogni addebito circa l’accusa di omicidio volontario che era stata mossa.

L’azione delle forze dell’Ordine.

Al centro del blitz dei carabinieri che ha visto impegnati diversi militari del nucleo investigativo di Ascoli Piceno, della compagnia di San Benedetto del Tronto e della stazione di Offida. la morte appunto di otto anziani pazienti della Rsa.

La nota dell’OPI di Ascoli Piceno: pronti a costituirci parte civile nel processo.

In via cautelativa l’indagato viene sospeso immediatamente dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ascoli Piceno, presieduto da Laure Morganti.

Simili atti, se realmente provati, lasciano sconcertati gli infermieri dell’OPI che esprimono riprovazione per reati simili e sono pronti a costituirsi parte civile per la difesa della professione.

Gli infermieri ogni giorno dimostrano abnegazione e spirito di sacrificio, dedicano le loro energie alla cura e all’assistenza soprattutto di chi vive la fragilità della malattia o della disabilità.

Le responsabilità dell’indagato, se accertata, è ancora più abietta in quanto perpetrata ai danni di persone fragili e indifese, con un quadro clinico segnato da patologie gravi e croniche. Se dall’esito delle verifiche in corso l’infermiere risultasse colpevole, a tutela dell’immagine pubblica della categoria e della professionalità dei suoi iscritti, questo ordine non esiterà a procedere con provvedimenti disciplinari adeguati alla gravità del caso.

È prevista la radiazione perpetua dall’albo. La comunità infermieristica non può accettare che il comportamento criminale di qualcuno offuschi l’impegno di tanti che, con coscienza e umanità, svolgono ogni giorno un lavoro difficile nel rispetto della loro deontologia, competenza professionale e umanità.

In conclusione.

Ovviamente si dovrà attendere l’esito dei processi fino all’ultimo grado per capire se Leopoldo Wick è colpevole o innocente, perché già la giustizia italiana ci ha abituati a delle sentenze assolutrici per gli Infermieri, così come accaduto tempo fa a Daniela Poggiali, che operava in quel di Lugo e che fu accusata di diversi omicidi. La donna fu pienamente scagionata dopo una serie incessante di processi anche mediatici.

Redazione AssoCareNews.it
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