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Emergenza Coronavirus. Elena Migliozzi, Infermiera a Rimini: “hanno tutti gli stessi occhi, ti guardano con timore perché hanno paura per la loro vita”.

Sta girando su Facebook in maniera prepotente in questi giorni il post di una collega Infermiera di Rimini, Elena Migliozzi, classe 1994, iscritta all’OPI di Napoli, che sta facendo riflettere non solo gli addetti ai lavori. E’ uno scritto realizzato col cuore da chi è in prima linea per difendere e difendersi dal Coronavirus.

Lei lavora in quell’ospedale dove in un reparto qualche giorno fa si sono infettati Medici, Infermieri, OSS e Pazienti. E’ stato un errore, ma da quell’errore si è tentato di risorgere, trovandovi rimedio nell’immediato e realizzando misure di sicurezza senza precedenti.

Eppure a Rimini scarseggiano DPI (come in tutta Italia), eppure gli operatori, sia Infermieri, sia Medici, sia Ostetriche/i, sia Operatori Socio Sanitari, sia Professionisti di altre discipline non hanno mezzi per difendersi più di tanto e rischiano tutti i giorni di ammalarsi di COVID-19.

Elena Migliozzi, 26 anni, è uno di quegli operatori che si è ritrovata a fronteggiare un nemico potentissimo, un Coronavirus scoperto in Cina qualche mese fa e poi diventato un killer che non lascia scampo a chi è più indifeso. E lei si occupa proprio dei più deboli, di coloro che hanno poli-patologie, sono anziani o stanno già combattendo contro tumori oggi meno bastardi del COVID-19.

Ecco il suo post.

Hanno tutti gli stessi occhi, ti guardano con timore perché hanno paura per la loro vita

Alcuni arrivano da soli con le proprie gambe e con qualche borsa fatta in fretta con le cose necessarie, altri invece sono attaccati ad alti flussi d’ossigeno…

Stanotte abbiamo fatto solo nel mio reparto 14 ricoveri e ne potevano arrivare ancora degli altri.
Durante il turno cerchi di non pensare, cerchi di aiutarti con i tuoi colleghi, cerchi di mantenere lucidità e concentrazione ma certe volte non è facile quando i tuoi DPI ti fanno sudare, ti appannano la vista, ti fanno un gran male sulla testa e sul naso ma poi guardi il volto di quelle persone e allora la forza ti viene fuori come non mai e in una sola notte capisci che quei numeri che elencano ai numerosi telegiornali ogni giorni sono la realtà tangibile…

Torni a casa e sei così vulnerabili, vorresti sprofondare nel tuo sonno ma non fai altro che pensare…

Alle chiamate dei parenti preoccupati per i propri cari, a chi ti chiede perché lo hanno abbandonato e tu le spieghi che quello è solo un reparto particolare dove i parenti non possono entrare…

Al tuo reparto che non sembra il tuo… A quelle porte chiuse dove ci sono storie, lacrime che devi vedere il meno possibile… Perché sono i protocolli e ti senti impotente perché il tuo essere infermiera è ben altro…

E allora ho capito che NOI dobbiamo essere forti ma VOI dovete RESTARE A CASA.

Elena Migliozzi – Infermiera, Ospedale “Infermi” di Rimini.