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Concorso Infermieri Foggia: si presentano in 20, ma i posti sono 40!

Concorso Infermieri Foggia: si presentano in 20, ma i posti sono 40!
Concorso Infermieri Foggia: si presentano in 20, ma i posti sono 40!

Cosa c’è dietro a tanto clamore?

E’ il primo caso in Italia nell’ultimo decennio di recessione economica ed occupazionale: al Concorso Infermieri di Foggia (per incarichi a tempo determinato nel settore dell’emergenza/urgenza) vengono ritenute idonee circa 80 domande per 40 posti a disposizione, ma si presentato all’appuntamento selettivo solo in 20 (in realtà gli idonei sono stati 34, 4 di questi inizieranno a breve a lavorare). A denunciarlo il collega Massimo Levantaci de La Gazzetta del Mezzogiorno, che si dice perplesso per quanto sta accadendo in territorio dauno.

La Puglia, e la provincia di Foggia in particolare, si piazza agli ultimi posti anche per ciò che concerne le selezioni pubbliche. Tante le polemiche legate all’avviso pubblico di cui trattiamo in questo servizio, soprattutto relative al mancato riconoscimento di attività professionali svolte in regime di volontariato. 

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L’anomalia tutta italiana e tutta foggiana

Per un sistema 118 organizzato male, troppo in fretta o in mano ad dubbie organizzazioni di volontariato attraverso questo Avviso emerge una pesante incongruenza di fondo: chi lavora con le associazioni e dice di farlo in maniera volontaristica, quindi senza percepire compensi economici o provvigioni, pretenderebbe di vedersi riconosce gli “anni di servizio” e pertanto non partecipa alla selezione puntando il dito contro la politica e l’Azienda sanitaria. Dal canto suo l’ASL si difende dicendo che gli anni passati a fare i volontari non possono essere riconosciuti ufficialmente da un Ente pubblico. Pertanto chi pretende di avere dei requisiti in realtà non può fregiarsene perché sta di fatto (o lo ha fatto) lavorando in nero.

Ricapitolando: il Servizio Sanitario Nazionale paga delle associazioni di volontariato per garantire il Servizio 118, le associazioni assumono in nero del personale, il personale pretende il riconoscimento degli anni svolti per poter partecipare alla selezione pubblica.

E’ il gatto che si morde la coda: l’ASL fa finta di non sapere, le associazioni nicchiano, gli Infermieri che lavorano e sono costretti a farlo in nero perché il sistema glielo impone non hanno alcun diritto (ma non denunciano). Tutti protestano. Alla fine tutti hanno torto.

La mortificazione dell’ASL

Il direttore dell’Azienda sanitaria locale dauna, Vito Piazzolla, si dice mortificato per la situazione, soprattutto perché qui si è di fronte a soggetti (quindi Infermieri) che non sono nemmeno in grado di compilare un curriculum professionale e che pretendono il riconoscimento di servizi

Il collega Levantaci resta basito

La corsa al posto di infermiere (…) sulle ambulanze si è tramutata finora in un flop – spiega il collega de La Gazzetta del Mezzogiorno. Tanto tuonò che (non) piovve, si potrebbe aggiungere. Su ottanta candidati risultati idonei alla chiamata hanno risposto finora soltanto in venti e all’Asl non sono del tutto sicuri che alla fine si riescano a coprire tutti i quaranta posti disponibili. Attualmente sono in corso le convocazioni del personale da assumere, ma da quel che si dice in giro non seducono granchè gli incarichi disseminati un po’ in tutta la provincia, molto spesso considerati luoghi disagiati perchè lontani dalla sede di residenza. Oltretutto l’incarico è a tempo determinato e in quella graduatoria sono finiti parecchi infermieri che risultano già essere dipendenti a tempo in strutture sanitarie del territorio.

L’Avviso era legato alla nascita dell’Agenzia regionale emergenza-urgenza

L’esigenza di questo avviso pubblico, come si ricorderà, era stata dettata dalla nascita della nuova Areu, l’agenzia regionale dell’emergenza-urgenza ancora in fase di gestazione in assessorato alla Sanità. La Regione ritiene infatti che gli infermieri professionali, al pari dei medici, debbano essere inquadrati presso l’Azienda sanitaria locali e non debbano più essere ingaggiati attraverso altre forme, più o meno fantasiose, come la partita Iva e l’inquadramento come volontari nelle strutture di soccorso spesso nelle mani di associazioni.

Le prime anomalie e lo scandalo “urlato” dalle retrovie

All’avviso pubblico si sono presentati in trecento, è scattata la bagarre per accaparrarsi uno dei quaranta posti. Così almeno suggerivano le dichiarazioni al veleno di alcuni candidati che, ritrovatisi in graduatoria nelle retrovie, hanno gridato allo «scandalo» accusando la commissione esaminatrice di non aver tenuto conto dei titoli esaminati. Una tesi «fuorviante», respinta dal direttore generale dell’Asl, Vito Piazzolla, che accusa gli infermieri autori di un esposto e coloro che si sono rivolti ai giornali (la Gazzetta tra questi) di aver «alimentato una campagna di odio sconclusionata,ingiustificata e con risvolti anche dubbi sulla cui valutazione pensiamo di presentare un esposto alla magistratura».

Tutta colpa delle intimidazioni o di un sistema di illegalità diffuse?

Piazzolla punta il dito contro il clima di intimidazione e violenza che sta caratterizzando il difficile passaggio del sistema di emergenza-urgenza in Capitanata dall’improvvisazione e dal “fai da te” degli ultimi anni a una struttura organizzata al servizio del cittadino. L’auto di un dirigente di Sanitaservice incendiata a Torremaggiore, l’ambulanza che ha preso fuoco ad Apricena lo scorso 26 dicembre sono episodi inquietanti a conferma del difficile momento della sanità foggiana in una fase di snodo del sistema pubblico locale. Ammesso che i fenomeni di violenza possano avere a che fare con le rivendicazioni dei lavoratori, o non siano piuttosto da considerare soltanto gesti inqualificabili. «Siamo irritati per la campagna di odio alla quale siamo stati sottoposti negli ultimi giorni – sbotta Piazzolla – ci siamo sentiti sotto schiaffo di certi personaggi che raccontano soltanto falsità, ma in questa provincia la musica è cambiata e penso che se ne siano accorti in molti. Oltretutto – aggiunge il dg – le lamentele sono arrivate anche da parte di candidati che non sono stati ammessi per non aver saputo scrivere nemmeno il proprio curriculum. C’è chi ha sollevato chissà quali sospetti semplicemente perchè la commissione, com’è giusto che sia, non ha tenuto conto del periodo di volontariato trascorso nelle associazioni semplicemente perchè quel tipo di esperienza, lo dice la legge, non può essere valutabile con un punteggio».

Piazzolla punta il dito contro chi ha alimentato la bolla mediatica

Il direttore generale dell’Asl preannuncia che gli stessi parametri saranno presi in considerazioneper la formazione della nuova Areu: «Se ne faccia una ragione chi ha alimentato una gogna mediatica assurda nei nostri confronti – aggiunge Piazzolla – stiamo già ragionando con gli organi inquirenti, questa storia deve finire. Le accuse alla commissione sono ingiuste e gratuite, anzi devo ringraziare i tre professionisti che si sono messi a lavorare di buona lena in periodo pre-festivo perchè la graduatoria fosse compilata nel più breve tempo possibile».

La realtà delle cose è ben diversa

Il direttore dell’ASL ovviamente si deve difendere, ma non può far finta di non vedere e di non far parte di quello stesso sistema creato da un connubio tra politica, mala-professionale, mancati controlli, connivenze e pressioni anche di tipo mafioso. Se il “sistema” si rivolta contro chi governa la cosa sanitaria pubblica occorre riflettere su chi quel sistema lo ha continuamente alimentato e avere il coraggio di uscire allo scoperto e dire che le cose non vanno. Giocare allo scaricabarile è ormai un espediente che serve a poco e a sempre più pochi soggetti interessati.

Il silenzio assoluto sul caso da parte dell’Ordine degli Infermieri di Foggia

Sulla questione, per finire, si registra l’assordante silenzio dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Foggia, che non ha speso nemmeno una parola per difendere (o ammonire) la Dirigenza dell’Azienda Sanitaria Locale e/o gli stessi Infermieri che si sono “macchiati” di richieste e atti inaccettabili.

Continueremo ad informarvi sulla questione. Se avete qualcosa da riferire in merito a questo Avviso Pubblico scrivete a redazione@assocarenews.it

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno – AssoCareNews.it

Dott. Angelo Riky Del Vecchio

Nato in Puglia, vive e lavora in Emilia Romagna, Giornalista, Infermiere e Scrittore. Già direttore responsabile di Nurse24.it, attuale direttore responsabile del quotidiano sanitario nazionale AssoCareNews.it. Ha al suo attivo oltre 15.000 articoli pubblicati su varie testate e 18 volumi editi in cartaceo e in digitale.

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