Fase acuta del trattamento della lesione spinale per medici, infermieri e professionisti sanitari.

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Il trattamento della lesione spinale comprende anche un importante ventaglio di cure nella fase acuta.

Medici, infermieri e fisioterapisti supportano il paziente in tutte le fasi del processo patologico. Dal trauma, ai tumori, dalle cadute agli ascessi midollari, qualsiasi tipo di lesione midollare ha bisogno di un accurato trattamento dalla fase di acuzia sino alla riabilitazione.

Le fasi di emergenza-urgenza nel trattamento di sospette lesioni spinali o conclamate sono particolarmente interessanti dal punto di vista clinico-assistenziale. L’interesse per il tema è di medici di area critica, infermieri del soccorso extraospedaliero e intraospedaliero, nonché fisioterapisti dell’area critica. Nell’analisi del quadro clinico emerge come le cure prestate all’assistito interessino tutta la sfera vitale e siano una rappresentazione amplificata di quello che potrebbe portarsi dietro per tutta la vita. Queste priorità sono compito di medici, infermieri e fisioterapisti individuarle e trattarle.

Si pensi ai rischi connessi al prolungato stazionamento e decubito: lesioni da pressione, complicanze respiratorie. nonché una vasta gamma di complicanze ortopediche dovute al trauma: retrazioni tendinee, in potenza si traducono come limitazioni articolari e deformità. L’accurato monitoraggio clinico non è sufficiente, bisogna prevenire le complicanze e prestare attenzione anche a minime variazioni di parametri e di segni clinici. Sarà compito dei sanitari valutare attentamente: stato clinico generale, pressione arteriosa, stato nutrizionale, circolo venoso e arterioso agli arti inferiori, trofismo cutaneo, condizioni psicologiche. Un’importante valutazione è anche quella del quadro neurologico, che comprende: sensibilità, esame muscolare, attività riflesse, funzioni sfinteriche, inquadramento ASIA, valutazione nelle ADL. Nella fase sub-acuta la persona lentamente e sotto controllo dei sanitari riprende alcune attività di vita quotidiana basilari per l’autonomia futura: alimentarsi, esperire l’igiene di viso, mani, cavo orale. La cura e l’assistenza sono in grado di far progredire le aspettative della persona, consci e chiari nel ricordare la dipendenza e la gravità del livello di lesione. La consapevolezza è un importante passaggio che ha bisogno di supporto e di coinvolgimento da parte dei familiari o delle persone care.

FUNZIONE RESPIRATORIA IN FASE ACUTA

Il supporto delle funzioni vitali è fondamentale nelle fasi di acuzie. Un’attenzione andrà soprattutto al supporto ventilatorio da garantire a pazienti con tetraplegia o lesioni mieliche dorsali alte, in cui si associa la paralisi dei muscoli addominali a quella degli intercostali. Le limitazioni della funzionalità respiratoria vanno indagate tramite spirometria, in particolare andranno valutati periodicamente il volume corrente e la capacità vitale. In taluni casi si può ricorrere alla valutazione emogasanalitica. Tecniche di vibrazione, percussione e drenaggio posturale -con aiuto meccanico durante l’espettorazione saranno fondamentali per combattere il ristagno delle secrezioni bronchiali e facilitare la espettorazione. La terapia inalatoria verrà implementata con fluidificanti e mucolitici delle secrezioni. Saranno utilizzati se necessari supporti meccanici alla ventilazione, siano essi invasivi o non. Manovre invasive come la broncoaspirazione saranno necessarie in caso di secreti particolarmente stagnanti. I fisioterapisti attueranno la ginnastica respiratoria, in particolare cinesiterapia di rinforzo del diaframma e dei muscoli accessori respiratori residui nonché la spirometria incentivante. Per non ostacolare il ripristino della dinamica diaframmatica sarà utile anche la postura seduta e la regolarizzazione dell’alvo.

PREVENZIONE DELLE RETRAZIONI ARTICOLARI

Un altro punto fondamentale da non sottovalutare in fase acuta è la mobilizzazione. La riabilitazione motoria inizia dalle prime fasi. Posizionare correttamente una persona che ha subito un trauma midollare serve a prevenire il formarsi di deformità articolari. Riabilitazione -dunque- è la parola d’ordine. La mobilizzazione anche se passiva permette al soggetto di: migliorare la dinamica respiratoria, rinforzare i muscoli, prevenire l’insorgere lesioni da decubito. Per prevenire soprattutto quest’ultima ipotesi è necessario posturare il paziente ogni 3 ore: supino, decubito sinistro e destro. Saranno utilizzati appositi presidi antidecubito come: letti, cuscini, ausilli di posizionamento. La riabilitazione, a carico dei fisioterapisti, dovrà comprendere movimenti articolari lenti, ripetuti, atraumatici, tesi a conservare il più possibile l’escursione articolare. Il controllo dei parametri vitali, tra cui il dolore, sarà di fondamentale importanza per garantire un adeguato confort e compliance del paziente.

ADL IN FASE ACUTA

Documentare in cartella progressi e peggioramenti clinici mediante adeguate scale di valutazione è importante per inquadrare il paziente. Si pensi allora alle scale ASIA, FIM, Barthel, VFM, SCIM, Braden. Stimolare il paziente alla ripresa di attività quotidiane avrà un forte impatto emotivo e funzionale su tutti gli aspetti del singolo. Per riprendere attività quotidiane ci avvarremo di strumenti come: campanello di chiamata a soffio (nelle gravi lesioni) o tocco, leggio gira-pagine, occhiali prismatici, specchi. I professionisti adatti al miglioramento delle residue capacità e competenze sono i terapisti occupazionali, che saranno un valido supporto al paziente e agli altri operatori. Se le tecnologie in nostro possesso lo permettono sarebbe auspicabile usufruire per soggetti in condizioni di minore autonomia di strumenti con controllo.

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