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Burnout: la sindrome diffusa tra medici e infermieri.

Burnout: la sindrome diffusa tra medici e infermieri.

? ? Ecco le caratteristiche della sindrome diffusa tra medici, infermieri e altri professionisti sanitari e socio-sanitari.

Coloro che rendono un servizio a forte carattere umano sono i professionisti sanitari. Medici, infermieri, OSS, fisioterapisti, psicologi (senza dimenticare le altre professioni sanitari e socio sanitarie) sono le categorie più colpite dalla sindrome di burnout. Dalla semplice insoddisfazione si arriva all’esaurimento nervoso.

Tutte le helping profession, ovvero le professioni d’aiuto, sono quelle più coinvolte dalla sindrome di burnout. Il contatto umano così gratificante e arricchente, diventa per alcuni fonte di stress. Ma non confondiamo la stanchezza con una vera e propria sindrome, con segni e sintomi che la caratterizzano.

Il termine sindrome da burnout (BOS) fu coniato nel 1974 da Freudenbergerper (psicologo americano, di origine tedesca) per indicare una sindrome caratterizzata da un particolare tipo di reazione allo stress, sperimentata dagli operatori sanitari, concetto successivamente ampliato ad altre categorie di “helping profession”. Il gruppo di ricerca capeggiato dalla Maslach sviluppò un test da 22 items in grado di oggettivare le caratteristiche della sindrome da burnout, per giungere ad una individuazione e quantificazione psicometrica. Il test prende il nome di Maslach Burnout Inventory (MBI). La sindrome da burnout si sviluppa per fattori sia intrinsechi all’operatore sia estrinsechi. Altri due studiosi hanno individuato i fattori predisponenti, per la precisione sono Taylor e Corrente.

Classificazione di Taylor.

– Fattori intrinseci al lavoro:

  • pericoli fisici, chimici, biologici;
  • sovraccarico o sottocarico di lavoro;
  • ritmo eccessivo;
  • monotonia.

– Fattori legati al ruolo nell’organizzazione:

  • responsabilità per le persone;
  • conflitto e ambiguità di ruolo;
  • partecipazione alle decisioni;
  • mancanza di controllo sul proprio lavoro.

– Fattori inerenti i rapporti con gli altri e il clima organizzativo:

  • relazioni personali insoddisfacenti;
  • problemi relazionali con colleghi, superiori, subordinati.

– Fattori carriera:

  • percezione di uno sviluppo di carriera inadeguato;
  • percezione di uno sviluppo di carriera inadeguato;
  • non raggiungimento degli obiettivi lavorativi;
  • mancanza di sicurezza del posto di lavoro.

– Fattori di interfaccia tra vita privata/vita lavorativa.

Altra Classificazione di Corrente.

  • Troppo, o troppo poco da fare;
  • Estrema rigidità, o eccessiva ambiguità dei compiti;
  • Assenza o esasperazione dei conflitti di ruolo;
  • Responsabilità nulla o eccessiva;
  • Ripetitività e monotonia delle mansioni;
  • Monotonia delle mansioni associata ad alto livello di vigilanza;
  • Elevato carico psicofisico a causa della tipologia dell’orario/turni di lavoro e dell’intensa richiesta di contatto umano;
  • Alta responsabilità nei confronti dell’incolumità di terzi.

Da ambo le classificazioni si evince che la sindrome da burnout scaturisce da un sostanziale squilibrio tra le richieste professionali e la capacità individuale di affrontarle, ed esprime una sollecitazione emozionale di frustrazione e demoralizzazione, con difese inadeguate e comportamenti di coping inadeguato.

Fonti:

  • Taylor SE. Health Psychology. 4th edition. Boston: Mc Graw Hill, 1999.
  • Corrente A. La sindrome del burnout. Una condizione soggettiva che si trasforma in malattia professionale. Pavia: Atti della Giornata di Studio Fondazione Salvatore Maugeri, 2003.
  • Freudenberger HJ. Staff burn-out. J Social Issues 1974; 30: 159-65.
  • Maslach C, Jackson SE. Burned-out cops and their families. Psychol Today 1979; 12: 59-62.
  • Maslach C, Jackson SE. The measurement of experienced burnout. J Occup Behav 1981; 2: 99-113.
  • Maslach C. Burnout: the cost of caring. Englewood Cliffs, NJ: Prentice Hall, 1982.
  • Maslach C, Laiter MP. The truth about burnout. San Francisco: Jossey-Bass, 1997.
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Dott.ssa Giulia De Francesco

Infermiera, classe 1994. Vive a Imola e lavora presso l’Istituto di Montecatone - Ospedale di Riabilitazione; ha prestato la sua opera in passato nell'AUSL Romagna. Laurea in infermieristica con Lode presso l'Università di Bologna, I sessione (ottobre 2016). Master in funzioni di coordinamento con Lode presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, I sessione (novembre 2018). Una pubblicazione scientifica sulla rivista italiana ANIPIO "Sperimentazione di una check-list per implementare un Bundle per la prevenzione delle batteriemie correlate a Catetere Venoso Centrale" (ottobre 2017). Ama leggere e camminare, non datele un microfono perché improvvisa un karaoke ovunque.

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