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AADI e Infermieri Forensi: nessun giudizio personale nei confronti di Mangiacavalli

AADI e Infermieri Forensi: nessun giudizio personale nei confronti di Mangiacavalli
AADI e Infermieri Forensi: nessun giudizio personale nei confronti di Mangiacavalli.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Matteo Incaviglia, segretario regionale dell’Associazione Avvocatura Diritto Infermieristico (AADI) della Sicilia e tra i più attenti conoscitori dell’infermieristica legale e forense. Il nostro prende subito le distanze da ciò che sta accadendo su Facebook e sul linciaggio mediatico e strumentale nei confronti della FNOPI e della presidente Barbara Mangiacavalli.

Lo stesso Incaviglia non ha messo mai in dubbio l’importanza di avere Infermieri Magistrali tra gli esperti in questa disciplina specifica dell’assistenza, ma ha anche sollevato il problema di dare voce e risposte a chi ha seguito ed ottenuto un Master in Infermieristica Legale e Forense e che sperava di essere ufficialmente riconosciuto dallo Stato, dai Magistrati e dagli Avvocati. Con il Protocollo firmato l’altro giorno dalla FNOPI con gli altri due settori professionistici è venuto meno questo “desiderio” e di fatto i requisiti che l’accordo prevede non permettono a chi è si è semplicemente “masterizzato” di accedere alla consulenza nei tribunali (sia nel ramo civile, che in quello penale). 

Nei giorni scorsi anche l’Associazione Italiana Infermieri Legali e Forense (AIILF), presieduta da Eugenio Cortigiano, aveva chiesto in sostanza di attendere la lettura del Protocollo e poi eventualmente di cercare di trovare una soluzione utile per tutti. L’attacco diretto alla FNOPI e alla Presidente Mangiacavalli è stato ad opera dell’APSILEF, associazione che al suo interno schiera Infermieri e Professionisti Sanitari esperti di materie legali e forensi. Come testata avevamo sollevato il caso, ma di contro ci è giunta una vera e propria diffida a cancellare il nostro servizio. Ovviamente visto che ci occupavamo esclusivamente di cronaca il pezzo lo abbiamo lasciato on line, decidendo di chiarire meglio qual era e qual è il nostro pensiero: siamo e rimarremo per una professione unita e non utilizzeremo mai i messi di informazione e i social-network per ledere l’immagine di chicchessia, fosse anche il nostro peggiore avversario.

Ecco comunque quello che Incaviglia dice:

Il protocollo firmato è destinato a disciplinare l’iscrizione agli albi dei periti presso i tribunali italiani. AADI ed i suoi rappresentanti non partecipano alle discussioni, spesso fuorvianti, che prolificano sulle varie “pagine” di interesse infermieristico del noto social “Facebook”.

Non è assolutamente nostra intenzione esprimere giudizi di carattere personale in merito alla Presidente Barbara Mangiacavalli (FNOPI), ma semplicemente valutare la fattispecie.

Nessuno mette in dubbio il valore qualificante della Laurea Magistrale, ma in questo particolare contesto attuativo NON può essere considerata come una sorta di titolo superiore rispetto alla peculiarità di un Master in ambito legale e forense per ciò che riguarda quelle che vengono definite “speciali competenze”.

Semmai è vero il contrario!!!

La Laurea Magistrale ha un suo valore ed una sua specificità, ma non può essere paragonata ad un Master per la specifica formazione in ambito legale, considerato che l’infermiere legale opera per la ricerca della verità processuale.

Il suo mandato è quello di stilare una corretta valutazione della condotta tecnica e professionale dell’infermiere, nello studio del nesso causale tra fatto ed evento e per una serena quanto giusta considerazione dei danni sofferti dal paziente.

Lo specialista legale e forense colloca i diversi elementi giuridici della responsabilità professionale in un quadro argomentativo logico al fine di valutare, nel contesto di specie, la condotta dell’infermiere.

In questo senso supporta il paziente e l’infermiere in qualità di consulente tecnico di parte. Diversamente è:

  1. ausiliario del giudice civile e penale quando opera in qualità di consulente tecnico d’ufficio;
  2. perito ed ausiliario del pubblico ministero.

Alla luce di quanto argomentato chiediamo di conoscere quali siano i criteri secondo i quali la Laurea Magistrale, come previsto dal protocollo firmato dalla FNOPI e dal CSM debba assurgere al grado di elemento primario ed i Master a quello di secondario.

Rimaniamo in attesa di opportune delucidazioni. 

Matteo Incaviglia, Segretario AADI Sicilia 

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