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Aurora, Infermiera: Tampone fatto male da un volontario ma il giorno dopo sono andata nel privato e sono di nuovo risultata positiva!

Aurora A*, infermiera romagnola, racconta la sua esperienza con un tampone fatto male da personale non professionista.

Un falso negativo che poteva portarla ad infettare altre persone e colleghi.

“Gentile AssoCareNews.it

voglio parlare del mio caso che però è simbolo di un argomento che secondo me viene trascurato.

Parlo dei tamponi falsi negativi.

Nel mio caso sono positiva con sintomi dal 3 novembre. Ho effettuato il controllo come da protocollo il 24 scorso attraverso il drive through.

A farmelo un ragazzo dell’associazione. Di buonissima volontà ma pur sempre un volontario e non un infermiere.

Rispetto ad altri tamponi di controllo fatti in azienda e a quello del 3 novembre, non ho sentito nè dolore nè ho avuto lacrime. Gli ho fatto presente che secondo me era stato leggero ma ha detto che andava bene così.

Poi sono risultata negativa. Non ci potevo credere, avevo ancora i sintomi.

Che mi fosse subentrata un’influenza identica per sintomi mentre guarivo dal Covid? Non scherziamo.

Sono quindi andata ieri nel privato a farmi il sierologico quantitativo ed è risultato un evidente stato di positività.

Quindi la questione è: a che gioco giochiamo?

Se l’infermiere è il professionista sanitario preposto vogliamo aprire il portafogli e far fare a lui i tamponi?

Perchè non basta una formazione sommaria a creare una competenza.

Spero non ci siano troppi falsi negativi in giro perchè starebbero infettando tutti. Allora una si chiede: non è che tanti falsi negativi in giro stanno sostenendo l’epidemia in modo consistente?

Ho comunque segnalato anche all’associazione e all’Ausl.

Grazie dello spazio,

Aurora“.

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