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Test Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche: in scena il delirio.

Test Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche: in scena il delirio.

Il test d’ingresso alla Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche, che ha avuto luogo lo scorso 25 ottobre, è stato un delirio per molti colleghi. Ecco la missiva di uno dei partecipanti: “resto basito”.

Il delirio. L’università ospita la celebrazione delle lauree insieme al test d’ingresso della magistrale in “Scienze infermieristiche e ostetriche”. L’organizzazione non è mai stato un punto d’eccellenza degli enti pubblici ma non mi abituo ancora all’idea. Al test d’ingresso a Novara siamo più di 500 per 60 posti. Il primo pensiero va alle liste separate di chi non è riuscito a presentare i titoli. Rileggendo il bando i termini erano stringenti.

La spedizione dei plichi era valida solo a loro ritiro e non come succede, facendo valere il timbro postale. Quali possibilità hanno quel del gruppo che non ha presentato nulla?

La risposta normativa può risiedere nella Costituzione nella quale si esplica che non ci debbano essere delle discriminazioni di nessuna natura e quindi l’obbligo sarebbe di accettare tutti quelli che hanno presentato la domanda.

La risposta a me non soddisfa perché l’idea di fare un concorso per titoli va contro ad un altro principio costituente, l’abbattere tutte le barriere che impediscano la reale uguaglianza.

Sì, questo perché mettendo insieme persone che partono da posizione diversa al momento stesso della partenza le persone che partono avanti saranno sicuramente avvantaggiate.

Sarebbe molto più ragionevole chiudere e mettere solo a titoli di partenza. Così come succede per i corsi in Management per diventare coordinatore.

Si possono dunque paragonare i due corsi? Direi proprio di no. In uno, il corso da coordinatore, si sviluppano delle competenze specifiche in un settore dove acquisire delle conoscenze pratiche da la possibilità di accedere ad un lavoro diverso da quello dell’assistenza.

Il titolo e le restrizioni hanno un senso. Nel secondo caso, la magistrale, ha nel suo intento di dare profondità al professionista. A qualsiasi professionista.

Al neo-laureato come al professionista prossimo alla pensione. La magistrale, completamento degli studi superiori insieme al dottorato, è stato uno degli splendidi obbiettivi raggiunti da numerevoli battaglie perpetrate per fare grande la nostra professione.

Sui quegli scranni ad annerire parzialmente quei quadratini per dimostrare la propria competenza, ci sono giovani e sessantenni, che sudano e si disperano a volte. Un infermiere arrivando trafilato alla prova l’ha compilata tutta d’un fiato accorgendosi solo alla fine di aver annullato tutto annerendo totalmente le caselle.

Queste persone hanno versato una quota di 100 euro riponendo molte speranze, preparandosi in maniera precisa e metodica magari mettendo da parte la famiglia che unita al lavoro poteva far tralasciare qualcosa di importante per il superamento del test.

La loro speranza è stata fin lì fomentata anche se le percentuali reali di riuscita sono state celate come le possibilità di vittoria di chi gioca alla lotteria. Chini sui quei banchi c’era anche una voglia di rivalsa. Un disperato sentire di rivincita come se solo accedendo al ruolo dirigenziale l’infermiere si possa realizzare. Non è così.

L’infermiere si deve realizzare nella quotidianità dei suoi gesti. Deve brillare per il compenso adeguato alla professione intellettuale della quale siamo i fautori. Dovrebbe elevarsi per gli studi approfonditi ai quali accede senza problemi. Tutto questo è ancora un bellissimo sogno. Molte strade stanno portando a questo ma non siamo ancora pienamente maturi.

La conseguenza è davanti ai miei occhi. Mezzo migliaio di professionisti sfruttati, mal pagati, a volte derisi che cercano un risultato che possa dare loro una svolta dal loro quotidiano di vessazione e non riconoscimento.

Sembrano tanto quelle povere persone che riversano i loro sogni al super-enalotto che compilano una scheda con 80 domande, per 5 risposte di cui soltanto una giusta.

Lettera firmata di un candidato

Dott. Gioacchino Costa

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